29 aprile 2016

Marseille: "Chateau de cartes" il 5 maggio su Netflix

Chissa' se e' un caso che Netflix abbia scelto l'anniversario della morte di Napoleone Buonaparte per pubblicare in contemporanea mondiale la serie Marseille.
Si tratta della prima produzione francese di Netflix e a giudicare dal trailer e dalle note di produzione, dovrebbe essere una sorta di mashup tra House of Cards e il nostro Gomorra.
Al centro della storia infatti c'e' la guerra senza esclusione di colpi tra il sindaco corrotto della citta' francese e il suo rivale per il controllo dlla citta'.
Autore della serie e' Dan Frank e il protagonista un "grande" Gerard Depardieu.
Netflix lo pubblichera' Marseille in HDR.

01 aprile 2016

Indagine su un mago senza testa, di Enrico Caria (romanzo)

Un investigatore privato ormai ritiratosi dall’attività si trova a inseguire le tracce di uno spietato serial killer che colleziona efferati delitti con matrice mistica. 
Non è la sinossi di un romanzo di Ken Follet e nemmeno la trama di un serial noir di un network americano, ma solo l’apparente filo conduttore del nuovo romanzo di Enrico Caria, il secondo con protagonisti l'investigatore privato Willy Calone e la sua sorprendente e maledetta città. 
Divertente, avvincente e sorprendente, “Indagine su un mago senza testa” è un godibilissimo noir che rispetto all’episodio precedente ("L'uomo che cambiava idea")  appare molto più rigoroso nell'aderenza agli stilemi del genere noir moderno (ogni capitolo ha un efficace gancio con il successivo) anche nell'essere spietatamente politically incorrect: la corruzione delle forze dell'ordine e delle istituzioni della città sono molto più prericolosi della mano che compie i delitti.
Ma l'irriverenza di Caria la si trova anche nella descrizione delle dinamiche e nei riotuali della malavita e a tal proposito non si può non notare che Caria forse è l’ultimo autore napoletano che riesce ancora a raccontare la camorra rimanendo fedele alla realtà ma non per questo risparmiare il tono grottesco. 

Indagine su un mago senza testa (Time Crime)
di Enrico Caria
2016 - Fanucci Editore
ISBN: 978-8866882688

18 marzo 2016

Lo chiamavano Peppe Brescia.

La vita e la poesia di Peppe Brescia 
In pochi conoscono la figura del poeta metropolitano Peppe Brescia. Vissuto a Napoli, Peppe Brescia fu molto popolare tra gli adolescenti degli anni '70 e '80 al punto che il suo nome veniva spessissimo procunciato a mo' di saluto tra i giovani con la frase: "Piacere Peppe Brescia, casta mano casto pesce"
Questa popolarità ebbe però un risvolto negativo sulla vita del giovane Peppe che stanco della sua condizione di meme antelitteram decise di fuggire via dal paese d'origine alla ricerca di una terra dove nessuno lo conoscesse per rifarsi una vita. 
Il peregrinare lo portò fino in Cina dove visse una storia d'amore inizialmente esaltante ma, come spesso succede ai poeti, con un tragico epilogo, come racconta nella sua struggente poesia scritta prima di scomparire misteriosamente. 

Il videoclip dei Fratelli Katano
Gli immortali versi oggi, grazie agli artisti Fratelli Katano, sono diventati una bellissima canzone dal titolo "Lo chiamavano Peppe Brescia", una intensa ballata rock eseguita con maestria dal duo e impreziosita dai disegni del maestro Giovanni Johndelux De Luca in un bellissimo videoclip destinato a diventare tra i più visti della rete. 

14 marzo 2016

Grismby, il nuovo film di Sacha Baron Cohen ad aprile nei cinema.

Dopo “Borat” e “Il dittatore”, ad aprile sarà la volta di “Grismby – Attenti a quell’altro”, il nuovo film prodotto, scritto e interpretato da Sacha Baron Cohen e diretto da Louis Leterrier. 
Anche questa volta Baron Cohen, come ne “Il dittatore”, mette in scena una situazione super collaudata nella commedia d’azione americana, quella del fratello scemo dell’agente segreto. 
Nel cast Penelope Cruz, Mark Strong e (immagino) una serie di camei da scoprire direttamente vedendo il film. 
La voce di Baron Cohen è ancora quella standard di Pino Insegno

11 marzo 2016

Tra i due litiganti il ragno gode. Captain America: Civil War (trailer)

Tempi di litigi tra i supereroi del cinema. 
Siamo prossimi ormai (23 marzo) ad assistere alle "mazzate" tra Batman e Superman, ma anche in casa Marvel le cose non vanno meglio. L'annunciato diverbio tra il vecchio Capitan America e il sempre affascinante Tony Stark pare proprio che diventerà una rissa di tutto rispetto trascinando dentro gli Avengers quasi al completo più qualche piccola (diciamo pure minuscola) new entry ed un attesissimo inserimento. 
Ebbene sì, l'eroe metropolitano Spiderman smette di essere indipendente e si trasferisce dalla sua stanza dei Queens alla torre delle Stark Industries, assoldato da Iron Man in persona per dargli man forte nella diatriba col cocciuto capitano, e la prima cosa che fa è fregargli lo scudo.
Eccolo qui, quindi, il terzo trailer di "Captain America: Civil War" (aka, "The Avengers 2.5") per la gioia dei nerds già impegnatissimi a cogliere tutte le sfumature del nuovo costume di Peter Parker, sempre meno metropolitano e super tecnologico (con tanto di maschera con gli occhi espressivi). Godetevelo. Il film esce il 4 maggio.

09 marzo 2016

E' tempo di Napoli COMICON 2016. Con Silver!


L’arrivo del manifesto di Napoli COMICON è sempre un momento esaltante e determinante nel cammino verso il Salone Internazionale del Fumetto, evento tra i più attesi in Italia. Il manifesto è ideato e disegnato, negli ultimi due anni, dal Magister, quest’anno quindi da Silver, e reso sempre splendidamente dal direttore artistico Roberto Policastro per Doppiavù Design. 
È il momento in cui la macchina organizzativa si avvia verso grandi risultati, ed è l’istante in cui tutto questo deve giungere al nostro pubblico attraverso un’immagine sola, netta ed esplicativa, con informazioni basilari. Informazioni che serviranno ai tanti, 100 mila lo scorso anno, che godranno dell’appuntamento partenopeo primaverile (22-25 aprile) legato al fumetto, all’illustrazione, al gioco e videogioco, al fenomeno cosplay, ai giochi di ruolo, alle tematiche asiatiche, al cinema, all’animazione, alla web-culture e alla cultura pop. 
Una festa, in fin dei conti, di tutta la cultura attuale tout court, che si svolge negli splendidi scenari della Mostra d’Oltremare di Napoli, città sempre più viva da un punto di vista turistico e culturale. 
Da due anni Napoli COMICON segue un nuovo tema, un filo conduttore che lega le tante anime dell’evento, ovvero il rapporto tra il medium Fumetto e gli altri Media. Quest’anno in particolare ci si vuole soffermare sul rapporto tra il Fumetto e gli Audiovisivi (TV, Radio, Cinema), nella loro interazione come Mezzi di Comunicazione di Massa. 
Anche per la scorsa edizione il Magister, Milo Manara, realizzava un’immagine che richiamava il tema 2015, il rapporto con la stampa. Quest’anno la scelta del Magister è ricaduta su un altro grande Maestro, Silver, il creatore del mitico Lupo Alberto. L’autore modenese ha così interpretato da par suo il tema della manifestazione, omaggiando uno dei primi esperimenti d’animazione, il fumetto storico Krazy Kat and Ignatz Mouse dei primi del 1900, del maestro George Herriman, autore di riferimento per lo stesso Silver, con un’immagine che individua un passaggio di testimone, un anello di congiunzione fra i due media. 
Come nel fumetto, in cui il gatto protagonista scambia per amorevoli attenzioni le mattonate lanciate dal suo rivale Ignatz il Topo, qui il nostro malcapitato Lupo si becca un mattone in testa scagliato dal rivale, pur amico, Enrico la talpa. Un’immagine che sembra voler preparare, con il richiamo al passato, un lungo e prosperoso futuro per il nostro media, per l’animazione e anche per il grande Lupo Alberto. Inizia così, con una mattonata, il percorso in discesa verso la 18^ edizione di Napoli COMICON 2016!

25 gennaio 2016

Revenant-Redivivo, di Alejandro González Iñárritu

Arrivo tardi a dire la mia su questo filmone di Inarritu. E' stato detto e scritto praticamente tutto quello che penso. 
Le solite cose quindi: film bellissimo tecnicamente che merita statuette a pioggia per tutti gli aspetti tecnici e artistici (regia, montaggio, fotografia, effetti speciali), recitazione di Di Caprio oltre limiti dell'umana sopportazione e grande prestazione anche di Tom Hardy che sembra uscito da un classico western. 
Ma c'e' da dire che ho anche trovato il film pesante e a tratti noioso. 
Quando la scena non ti fa cadere la mascella per lo stupore, ci si annoia un pochino. Colpa della trama non molto originale, oppure della sceneggiatura prevedibile o anche per i dialoghi ridotti al minimo indispensabile (come il premio oscar Tom Hanks in Castaway), fatto sta che alla fine ti restano impresse delle immagini straordinarie, la curiosita' di capire come sia stato possibile girare certe sequenze e il dubbio che Leonardo abbia patito davvero quel freddo bestiale. Insomma, si esce dal cinema un po' con lo stesso entusiasmo di una visita agli Universal Studios o all'ultima attrazione di Disneyland. Ma il film, in fondo, lo dimentichi quasi subito.

23 gennaio 2016

Puzzle, la webserie.

Una montagnella di cinquemila tessere di un puzzle capeggia al centro di un tavolo in un tinello assolato di un quartiere romano intorno al quale quattro ragazzi, o forse solo tre come i moschetieri, cercano di motivarsi per raggiungere l'obbiettivo comune: finire il puzzle e appenderlo sulla parete al posto della foto della vecchia. E' questo il loro sport. In questo ammasso di carte i tre cercano di proiettare le loro passioni, le loro aspettative e in esso cercano le risposte a tutti i loro giovanili dubbi.
Scritto e interpretato da Edoardo Monniello, Emanuele Lucci, Mario Savina e  Angelo Mozzillo (Domenica m'innamoro), Puzzle e' una web serie di stampo tradizionale, ambientata nelle quattro mura di una stanza, in cui tutta l'azione passa attraverso i divertenti dialoghi.
I primi episodi rappresentano abbastanza efficacemente i tre personaggi, mentre del quarto non si da ancora nessuna informazione e probabilmente il suo destino è quello di essere sempre presente nelle storie ma assente nell'immagine.
Bellino l'espediente narrativo del puzzle che non viene mai nemmeno iniziato, una sorta di leit-motiv, o meglio un macguffin sul quale si basano gli "inequilibri" dei rapporti.

I primi episodi, molto divertenti e ben recitati, sono su Youtube nel canale di Scarti, la società di produzione indipendente produttrice della serie e che in passato ha realizzato video di un certo successo su web come "WhatsAppDown", "Carrozzella Negra" e "La Mia Vacanza è Meglio Della Tua".

14 gennaio 2016

Quo vado?, con Checco Zalone (recensione)

Ma che volete tutti da Checco Zalone? Anzi, ma che vorremmo mai da Checco Zalone? O meglio, ma che cosa vuole Checco Zalone (o meglio la Medusa) da noi? Dobbiamo gridare al miracolo anche se evidentemente il miracolo non c'é? Non se ne parla.
Il buon Checco non fa altro che i film che può fare un comico che viene dalla televisione, con tanti riferimenti ai temi più popolari e con l'unica pretesa di far ridere il pubblico senza dover necessariamente contare su una cultura appena sopra la sufficienza.
Quei film "leggeri e divertenti", insomma, che da soli non beneficerebbero del passa parola, come succede per i film cult, e che per diventare campioni di incassi non devono avere alcuna concorrenza. E così è stao per " Quo vado?", non giriamoci intorno.
Ormai sembra qualunquista dire che il successo di pubblico di questo film sia dovuto soltanto al fatto che è stato programmato a tappeto nel periodo post natalizio.
E va bene, ma allora qual'é il motivo?
Come mai Zalone al cinema fa più spettatori di quando si esibisce in televisione, dove fa quasi le stesse cose? Anzi, in tv il suo talento viene fuori molto più chiaramente e per giunta gratis.
Non è assolutamente da recriminare una distribuzione cinematografica che cerca di sfruttare al massimo l'afflusso al cinema nel periodo delle feste, per lo più con un prodotto non volgare, ma non bisogna nemmeno fingere di non sapere come vanno le cose e parlare di fenomeno quando di fenomenale c'è davvero poco.
"Quo vado?" è un film qua e là divertente, fedele allo stile del comico pugliese di rappresentare la meschinità dell'Italiano medio in maniera piú grottesca e meno surreale di un Fantozzi, inevitabile riferimento di una satira di costume. Zalone é oggi quello che ieri era Pieraccioni, prima ancora Abbatantuono e Pozzetto.
Comunque, sempre meglio di Siani.

13 gennaio 2016

The Hateful Eight, di Quentin Tarantino (recensione)

Come Federico Fellini, il buon Quentin Tarantino infila il numero 8 nel titolo del suo attesissimo ottavo film "The hateful eight" e festeggia il traguardo in compagnia degli amici più affezionati. 

Otto sono anche i protagonisti di questa storia ambientata nel selvaggio west che, per ripararsi da una imminente tempesta di neve, si rifugiano in una merceria nelle campagne del Wyoming. Si tratta di due cacciatori di taglie, in compagnia di una donna condannata a morte, un sedicente sceriffo di fresca nomina, un boia, un ex generale di cavalleria e altri due enigmatici personaggi.

Quasi completamente ambientata all'interno di questo rifugio, la storia di "The Hateful eight" si dipana nei lunghi e, come al solito, efficacissimi dialoghi. 

Pochissima azione, quindi, tante parole e molta crudeltà, in puro stile pulp. Verrebbe da dire che si tratta di un Tarantino teatrale, minimalista, ma a ben vedere gli elementi della sua "retorica" ci sono tutti: voce fuori campo, divisione in capitoli, flashback, musicalità del montaggio e tante, tantissime parolacce.

Un film che piacerà molto agli affezionati di Quentin, i quali non mancheranno di ritrovarvi elementi de "Le Iene" e "Jackie Brown", mentre potrebbero restare un po' delusi gli amanti del Tarantino delle grandi storie e dei miscugli di genere, come "Kill Bill" e "Bastardi senza gloria".

Anche se complessivamente siamo di fronte ad un piccolo gioiello, con dialoghi brillanti e attori tutti al massimo livello, c'è da dire che Tarantino non è Polanski, per cui di tanto in tanto la tensione non basta a tenere lontano lo spettro della noia.

L'epilogo, inoltre, non è di quelli che soddisfano appieno le aspettative e il sangue che scorre tra una parolaccia e l'altra è davvero tanto,ma è un film di Tarantino, cazzo! "Non è che vado al concerto dei Metallica e urlo 'Ehi, dite a quegli stronzi di abbassare il volume!'"