14 luglio 2014

KinemaZOne al Giffoni Film Festival

Il giorno 21 luglio 2014, Ferdinando Carcavallo sarà ospite di Maximiliano Gigliucci (Direttore Generale e fondatore, insieme al Direttore Artistico Janet De Nardis, del Roma Web Fest), di un panel al Giffoni Film Festival dal titolo “Il mercato delle web serie”. In compagnia di Gabriele Niola (giornalista e blogger esperto di new media), verranno analizzati i dati raccolti negli ultimi due anni dal Roma Web Fest indicando le eccellenze dei prodotti webnativi italiani. 
Ferdinando Carcavallo, autore di web serie di successo come Travel Companions, Il mestiere più antico del mondo e Fratelli Katano, è chiamato a rappresentare il successo nel territorio campano, di prodotti di fiction ideati per la rete e comunicati attraverso tutti i new media. 
Ferdinando racconterà la propria esperienza pioneristica nel mondo delle web serie dalle prime esperienze con l'amico Luca Napoletano fino alle sperimentazioni cinefile di Fratelli Katano
Il workshop si svolgerà il 21 luglio dalle 15:30 alle 17:00 nel Complesso Monumentale di San Francesco (Giffoni Valle Piana).

I Fratelli Katano

Katano vende moda: le magliette false cinefile

Finalmente è possibile acquistare online le richiestissime T-Shirt cinefile false MadeInCina dei Fratelli Katano.
Data la ingente produzione, può capitare che in alcuni casi le stampe possano riportare delle trascurabili imprecisioni, ma si tratta di sottigliezze filologiche che non fanno che impreziosire le magliette, per cui i Fratelli Katano declinano ogni responsabilità e non procederanno a rimborsi o sostituzioni.
Le fantastiche magliette possono essere acquistate qui.

Arancia Meccanica
Ladri di biciclette
Scarface
Star Wars
Il tassinaro
Fratelli Katano

10 luglio 2014

accordi@DISACCORDI, il cinema all'aperto a Napoli dal 14 luglio al 7 settembre.

Da lunedì 14 luglio 2014 ritorna il festival cinematografico en plein air “accordi@DISACCORDI”, storica kermesse di “Estate a Napoli” diretta da Pietro Pizzimento, organizzata dall’associazione “Movies Event”. 
Proseguono gli accorsati incontri con gli autori del miglior cinema italiano, la rassegna di film di qualità e d’autore e il concorso di cortometraggi dal tema “Cinema e Psicoanalisi” giunto alla sesta edizione. 

I registi Ferzan Özpetek, Marco e Antonio Manetti, Paolo Genovese, Alessandro Rak, Agostino Ferrente, Giovanni Piperno, saranno i principali ospiti della XV edizione del festival del cinema all’aperto, felici di incontrare il numeroso pubblico e gli addetti ai lavori che affollano con grande entusiasmo ogni giorno l’arena cinematografica partenopea. 
La rassegna quotidiana termina il 7 settembre e gli spettacoli iniziano alle ore 21.10.
accordi@DISACCORDI – XV Festival del Cinema all’Aperto proporrà la selezione dei migliori film presentati ai festival internazionali di Venezia, Roma, Torino, Cannes, Berlino, Sundance oltre ai film premiati ai David di Donatello, ai Nastri d’Argento, agli Oscar, ai Golden Globe, agli European Film Award e farà rivivere le emozioni della stagione cinematografica appena conclusa con le pellicole premiate dal pubblico e riconosciute di qualità e d’essai. 
Prosegue l’appuntamento con il concorso di cortometraggi “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi” che in breve tempo è diventato un evento nazionale tra i più ambiti per i filmaker di tutto il mondo. Concorso suggellato nelle precedenti edizioni dalle prestigiose presidenze di giuria quali Roberto Faenza, Giuseppe Piccioni, Marco Risi, Ettore Scola ed Alessandro Haber. 
Le serate finali si svolgeranno il 1° e il 2 settembre 2014 e verranno proiettati i cortometraggi selezionati dalla giuria costituita da registi, attori, critici cinematografici ed operatori del settore e presieduta, quest'anno, dal regista Alessandro D'Alatri. Suggestiva l’ambientazione della Rassegna cinematografica che nella splendida location del Parco del Poggio vede il maxischermo proprio al centro del laghetto artificiale, tra il belvedere mozzafiato e la cascata d’acqua.

Il programma delle proieazioni su www.accordiedisaccordi.com.

07 luglio 2014

DESKTOP, di Michele Pastrello

Se un artista non fa uso delle parole per raccontare una storia, è giusto non usarne per presentarla.
Ecco qui DESKTOP di Michele Pastrello.

La stoffa dei sogni: si gira in Sardegna tra De Filippo e Shakespeare.

Sono iniziate oggi sull'isola dell'Asinara le riprese del film "La stoffa dei sogni", diretto da Gianfranco Cabiddu e interpretato da Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Teresa Saponangelo e Renato Carpentieri. Il film è tratto da "L'arte della Commedia" di Eduardo De Filippo e dalla sua traduzione de "La tempesta" di Shakespeare. Nel cast figura anche Luca De Filippo
Una nave con a bordo una modesta compagnia di teatranti e dei pericolosi camorristi naufraga sulle coste di un' isola. Non un'isola qualunque, ma l'Asinara, isola - carcere in mezzo al Mediterraneo, dove diventa difficile distinguere gli attori dai criminali. Attraverso le picaresche avventure dei naufraghi si dipana il tema profondo della necessità dell'arte nella vita dell'uomo e quelli universali della colpa, del riscatto e del perdono. 
 “Il mio intento - dice Cabiddu - è di trarre un film da "La tempesta" nella concezione teatrale della traduzione in napoletano di Eduardo De Filippo, usando come “punto di partenza” la sua Arte della Commedia: l’esigenza del teatro in una qualsiasi società, il rapporto realtà/finzione, la diversità, l'incomprensione, la vendetta e la grazia. Tutto questo a me, sardo e isolano, che ho avuto la fortuna di incontrare e lavorare per Eduardo, sembra più vicino: perfettamente consapevole che questo progetto di film mi renderà la vita difficile, il che - direbbe Eduardo - è uno degli scopi dell'esistenza.
Il film è prodotto da Isabella Cocuzza e Arturo Paglia per Paco Cinematografica.

06 luglio 2014

Ischia Film Festival 2014 - I vincitori.

Il primo premio dell'Ischia Film Festival della sezione Documentari è andato a ‘The silent chaos’ di Antonio Spanò che dà voce alla disperazione dei sordomuti del Butembo, ultimi tra gli ultimi perché a causa della loro condizione vengono ripudiati in quanto indemoniati. Protagonista con loro, un Congo sempre in guerra, raccontato attraverso testimonianze raccolte dal regista, molte delle quali nella lingua dei segni. Un lavoro di grande forza descrittiva e di denuncia, dunque, che ha conquistato la Giuria, composta da Jean Emanuel Martinez, Arnaldo Catinari, Roland Sejko e Giovanni Espositoper i rischi reali che il regista ha corso per illustrare, con un esempio poco conosciuto, l'estrema difficoltà di essere diverso in una società tradizionale, attraverso immagini di grande forza emozionale".
Il premio per il Miglior Cortometraggio è andato invece a ‘America’ di Alessandro Stevanon, poetico tributo all’esistenza di Giuseppe Bertuna, conosciuto come Pino America, cortometraggio garbato e dissacrante, drammatico e surreale “per la regia insolita, che descrive con affetto la vita di un uomo che ha scelto una dolce follia per sfuggire al rimpianto di una vita mancata”. 
Nella sezione Location Negata trionfa invece ‘Lucciole per lanterne’ di Stefano Martone e Mario Martone, film ambientato nel Cile delle grandi dighe e della lotta di tre donne contro la privatizzazione dell’acqua perché è “un omaggio a tutte le donne che resistono ai superpoteri in modo costruttivo e senza mai perdere di vista le cause vitali delle loro lotte, contrariamente a quanto fanno moltissimi uomini che ancor oggi non sanno esprimersi altrimenti che con la violenza”. 
Things We Do For Love
Quest’anno ad aggiudicarsi il Premio Castello Aragonese come miglior regista è Matti Ijäs con ‘Things we do for love’
Il premio Epomeo per la miglior fotografia va, invece, a Xi Wei per ‘Ashes to ashes’ di Wu Qing. Menzioni speciali per la sezione Documentari a ‘L’uomo sulla Luna’ di Giuliano Ricci per la capacità del regista di entrare, con pudore e delicatezza, in una realtà sorprendente e fuori dal tempo, con delle bellissime immagini e mantenendo una distanza piena di umorismo malgrado la drammaticità del soggetto”; e per la sezione Cortometraggi a ‘Sassiwood’ di Antonio Andrisani e Vito Cea, “uno sguardo divertente e affettuoso su quel pizzico di follia che caratterizza i lavoratori del cinema e senza il quale non esisterebbe il cinema stesso”. Ricordiamo che in occasione della prima giornata di questa edizione, il Festival ha conferito il premio Ischia Film Award alla carriera al regista israeliano Amos Gitai.

www.ischiafilmfestival.it

02 luglio 2014

Pupi e Antonio Avati raccontano il cinema italiano all'Ischia Film Festival

Domani sera, giovedì 3 luglio 2014, Pupi ed Antonio Avati incontreranno il pubblico dell’Ischia Film Festival (ideato e diretto da Michelangelo Messina) per parlare della loro esperienza nel mondo del cinema. 
L’incontro si terrà alle ore 21:00 presso la Cattedrale dell’Assunta sita all’interno del Castello Aragonese di Ischia Ponte. 
Pupi Avati, che è presidente onorario di questa edizione del Festival, è un autore, regista e sceneggiatore di fama internazionale. Con oltre 40 film all’attivo, Avati è anche scrittore di romanzi che hanno ispirato diverse sceneggiature di film come: “La via degli angeli” (2000), “I cavalieri che fecero l'impresa” (2000), “Ma quando arrivano le ragazze?” (2005), “La seconda notte di nozze” (2006) e “Il papà di Giovanna” (2008). 
Tra i suoi ultimi lavori “Il ragazzo d’oro” che ha visto come protagonisti la diva americana Sharon Stone e l’italiano Riccardo Scamarcio. Nel 2011 inoltre, è stato premiato proprio a festival di Ischia con il Ciak di corallo alla carriera. 
Antonio Avati, fratello minore di Pupi, ha prodotto tutti i suoi film. Nel 1982 ha vinto assieme a Gianni Minervini il David di Donatello come migliore produttore con il film Fuori stagione; nel 1984 ha vinto insieme al fratello il Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale con il film Una gita scolastica; nel 1997 insieme ad Aurelio De Laurentis ed al fratello ha vinto il Nastro d’Argento come miglior produttore italiano con il film Festival. Inoltre insieme al fratello Pupi ha scritto il romanzo La via degli angeli, da cui i due hanno poi tratto l’omonimo film con il quale nel 2000 hanno vinto il premio per la miglior sceneggiatura al Montreal World Film Festival
In occasione dell’eccezionale incontro con Antonio e Pupi Avati, le proiezioni cinematografiche previste per domani, giovedì 3 luglio 2014, nella Cattedrale dell’Assunta, verranno posticipate di 30 minuti.

"Il racconto dei racconti". Matteo Garrone gira in Puglia il nuovo film tratto da Basile.

Salma Hayek
Matteo Garrone
Sono iniziate ieri 1 luglio le riprese a Castel Del Monte (in Puglia) del nuovo film di Matteo Garrone intitolato "Il racconto dei racconti" ispirato "Lu cunto de li cunti" di Giovanbattista Basile, una raccolta di cinquanta fiabe in dialetto napoletano che si fingono narrate da dieci vecchiette in cinque giornate.
Si tratta di un'opera in costume nel cui cast compaiono nomi di prestigio e internazionali come Salma Hayek, Vincent Cassel e John C. Reilly
Altre riprese del film di Garrone sono state girate in Sicilia ma nulla si sa sulla storia del film e su quanto effettivamente Garrone e i suoi co-sceneggiatori (Massimo Gaudioso, Ugo Chiti e Edoardo Albinati) attingeranno dalla racoclta di fiabe di Basile.
"È vero che vedrete tre storie che si intrecciano fra loro come in Gomorra  - dice Garrone - ma lì partivo dal contemporaneo per poi trasfigurarlo in una dimensione fantastica, questa volta non ho un’idea del film che stiamo facendo e di quello che verrà ma so che sto facendo esattamente il percorso opposto, partendo dal fantastico per arrivare al contemporaneo"

"In viaggio con Cecilia" all'Ischia Film Festival 2014

"In viaggio con Cecilia", il documentario diretto da Cecilia Mangini - la più importante documentarista italiana del dopoguerra - con la giovane collega Mariangela Barbanente sarà proiettato la sera del 2 luglio nell’ambito della dodicesima edizione dell’Ischia Film Festival.
Le due registe, attraverso un film on the road, ci raccontano com'è cambiata la Puglia, loro terra d'origine e tema centrale dei documentari realizzati da Cecilia Mangini negli anni '60.
Il film intreccia epoche e luoghi, gli archivi dialogano col presente indagando un luogo nella sua continuità.
Nato nell’estate del 2012, con l’obiettivo di raccontare con un film on the road com’è cambiata la “loro” Puglia (entrambe le registe sono nate a Mola di Bari), terra che è stata tra i temi centrali dell’opera di Cecilia Mangini, “In viaggio con Cecilia” ha da subito voluto intrecciare epoche e luoghi, facendo dialogare le immagini d’archivio con quelle del presente. Ma in quella stessa estate del 2012, un giudice ordinava l’arresto di Emilio Riva, il “padrone” dell’ILVA di Taranto, dichiarando che la città è ostaggio dell’inquinamento che l’acciaieria produce. Il viaggio diventa così l’occasione per confrontarsi con domande che Cecilia Mangini aveva posto al centro della sua ricerca: come guardare all'industria che riscatta una terra, che la traina fuori dalla sua dimensione arcaica, ma ponendola in un presente crudele e contraddittorio?


Dopo un esordio come critico cinematografico (in Cinema Nuovo, Cinema '60, L’Eco del cinema), Cecilia Mangini inizia la sua opera con il marito, Lino Del Fra; in seguito collabora con Pier Paolo Pasolini in lavori documentaristici sulle periferie cittadine: Ignoti alla città (1958), La canta delle marane (1960), ispirato dal romanzo Ragazzi di vita e il documentario Stendalì (1960), sulle lamentazioni funebri nella provincia di Lecce (anche sull'analisi di studi di Ernesto De Martino).
Nell'analizzare la fabbrica, affronta i drammi sociali legati al boom economico; come per esempio in Essere donne (1965) o in Brindisi ’66 (1966), sul petrolchimico Monteshell a Brindisi.
In Comizi d’amore '80 invece, tocca i temi della sessualità e la legge sull’aborto. Altri suoi lavori sono: Poi Domani vincerò (1969), e All'armi, siam fascisti! (1962) con Lino Miccichè a cui seguirà Stalin, del 1963.
Nel 2009 è ripresa la sua figura e la sua opera al NodoDoc Festival di Trieste.
Nel 2012 si reca a Taranto per raccontare e sostenere le mobilitazioni contro l'inquinamento prodotto dalla locale industria siderurgica.


Thermae Romae.

Presentato in anteprima mondiale al quattordicesimo Far East Film Festival di Udine e tratto dal celebre manga della fumettista Mari Yamazaki, edito in Italia dalla Star Comics, Thermae Romae narra le gesta di Lucius Modestus (il divo nipponico Abe Hiroshi, assolutamente perfetto per il ruolo): un aitante architetto che, dall’Antica Roma, si ritrova improvvisamente catapultato nel Giappone contemporaneo.
Girato a Cinecittà e nei dintorni della Capitale, il film pullula di comparse italiane e, qui e là, fa ricorso all’uso del Latino (qualche prof impugnerà la penna rossa) e ad arie d’opera (tra cui la Marcia trionfale dell’Aida). La sceneggiatura accumula gag su gag e non risparmia colpi di scena, sfruttando con invidiabile creatività l’artificio narrativo del viaggio nel tempo, e i miracoli digitali fanno il resto, assieme ai vari set romani e all’accuratezza dell’intera operazione. Cecil B. DeMille, re indiscusso dei peplum hollywoodiani, avrebbe sicuramente approvato.

Una sorridente conferma per chi frequenta e apprezza lo humour asiatico, dunque, e una sorprendente scoperta per chi invece lo conosce poco. O nulla. Basta un minimo sindacale di curiosità, basta accantonare la diffidenza, la pigrizia, e il gioco è fatto.