di Ferdinando Carcavallo
Sono in dodici e sono stati tra i primi a credere nel progetto Lulu (io sono arrivato tredicesimo...) e nell'autoprouzione letteraria libera e indipendente (e non onerosa).
Dodici scrittori prolifici che oggi, sempre tramite il sistema di Print on demand più utilizzato al mondo, danno vita ad una raccolta di racconti intitolata appunto XII.
Stiamo parlando di Daniele Bonfanti, una sorta di mito per la comunità di Lulu in quanto per molto tempo campione di vendite con il suo fantasy "L'eterno Sogno" (ma non paragonatelo nè a Tolkien nè a quel "ragazzino borioso" di Christopher Paolini), di strumm, già autore del fantasioso "Causa fidanzamento, vendo pecora..." e di altri nomi sicuramente non da talk show (non è un male, no?). L'unico famoso della cricca è il giallista Andrea G. Pinketts che ha regalato all'assortitissimo gruppo di grafomani una affettuosa prefazione.
Consigliato a chi una volta per tutte vuole togliersi lo sfizio di capire se chi sfugge dall'editoria baronale lo fa per principio o per incapacità. Ne resterà sorpreso.
Il libro sarà acquistabile dal 1 aprile, a meno che non si tratti di uno scherzo.
Il 22° Torino International GLBT Film Festival celebra quest’anno dal 19 al 26 aprile la sua XXII edizione: 22 anni dedicati al grande cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer. Grazie a una accurata selezione di film, anno dopo anno il Festival è divenuto una delle principali occasioni di dialogo e confronto per la comunità glbt, così come per il grande pubblico.
La commissione affari giuridici dell'Unione Europea ha emanato una direttiva che sancisce, una volta per tutte, che non è reato scaricare materiale protetto da copyright come film, musica e libri se fatto per uso personale, ossia senza scopo di lucro o di guadagno diretto o indiretto. Per i falsari e per chi lucra in qualsiasi modo (chi vende copie masterizzate di film, Cd audio, videogiochi) le multe e le pene sono state inasprite e vanno da 100 a 300 mila euro in caso di recidività.
Tanto di cappello a Soderbergh che ogni volta che fa un film conferma di essere uno che nel cinema sa fare praticamente tutto e con ottimi risultati. L’ultimo suo film che ho visto è stato
Meno male che c'è Virzì. Meno male che c'è ancora uno che ha rispetto per il pubblico e per il cinema e realizza film che onorano entrambi. Film realizzati con ispirazione e impegno come questo ci dicono che in fondo il cinema italiano c'è ancora ed è potenzialmente grande. Se il regista, la produzione e il cast sono ispirati e non guidati dalle leggi del mercato e di una distribuzione miope con il chiodo fisso della cassa e della concorrenza straniera, vengono fuori opere che ci ricongiungono alla grande commedia italiana di anni ormai lontani. E così scopriamo che l'irruente Elio Germano ha tutte le carte per meritare la carriera di Giannini, che Monica Bellucci in fondo non recita poi tanto peggio della Sandrelli, che il bestemmiatore della TV Massimo Ceccherini veste benissimo i panni in altri tempi affidati ad un giovane Sordi, che il versatile Valerio Mastandrea è solo una generazione dopo Manfredi e che l'ormai collaudata Sabrina Impacciatore potrebbe sedere accanto a una Valeri senza sfigurare.





