Visualizzazione post con etichetta Aurelio de Laurentiis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aurelio de Laurentiis. Mostra tutti i post

21 novembre 2016

Natale a Londra, l'accozzaglia irriverente del cinema comico italiano.

Sono anni che aspetto di vedere al cinema un film di Lillo e Greg e non un film con Lillo e Greg.
Il cinema, infatti, è l'unico media in cui i due geniali autori comici romani non siano riusciti ad esprimere la loro vulcanica inventiva. 
Il produttore "nel pallone" Aurelio de Laurentiis li ha scritturati alcuni anni or sono per i cinepanettoni in siostituzione della coppia Boldi-De Sica e bisogna ammettere che un miglioramento qualitativo c'è stato, seppure non all'altezza del potenziale della coppia. Se da un lato si è visto, davvero poco del surrealismo stile Monty Python che Lillo e Greg scatenano in radio, televisione e teatro, dall'altro almeno si è passati dalla scorreggia alla battuta che è già un grosso passo in avanti.
Soprattutto l'ultimo cinepanettone 2015 "Natale al Boss", con tutti i suoi compromessi di film per famiglie, ci ha presentato una storia divertente in linea con la comicità del duo (un'intera trama che prende spunto da un errore di interpretazione calligrafica).

Per le festività 2016 la FilmAuro ha invece realizzato "Natale a Londra" del quale per ora ci sono solo dei teaser di presentazione del cast, ma appare subito un evidente passo indietro.
Da una parte troviamo Nino Frassica e Lillo e Greg, ultimi rappresentanti di una comicità autoriale che viene dal cabaret dove la risata ha tante componenti (fisica, verbale, intellettuale, citazionista), mentre dall'altra ci becchiamo gli Arteteca, mattatori di quel decadente circo televisivo chiamato Made In Sud, archetipi di una comicità incolta fatta di tormentoni post Drive-In ed in cui la risata è suscitata dall'uso del dialetto soltanto perché in dialetto.

Intendiamoci, difficilmente questa accozzaglia irriverente riuscirà a far peggio delle scorregge di Boldi e Biagio Izzo in "Natale al Sud" e nemmeno potrà danneggiare Lillo & Greg o Frassica che intascato l'assegno torneranno a fare le loro splendide cose. 
Ma il cinema comico, quello non lo salva più nessuno.

(Continua a leggere)

20 novembre 2006

Pomodori per De Laurentiis (Io uccido III)

di Ferdinando Carcavallo

Adesso si fa il nome di Jon Avnet per la direzione dell'adattamento cinematografico di Io uccido, il romanzo di esordio e di maggior successo di Giorgio Faletti.
Dopo l'abbandono di Bruce Beresford e la derisione di David Cronenberg, Il produttore Aurelio De Laurentiis sembra aver convinto, con l'aiuto degli abbonati S.C. Napoli, il regista di Pomodori verdi fritti a prendere il considerazione il progetto. La sceneggiatura è già pronta da un bel po', per opera addirittura di Davide Ferrario, ed è aperto il casting per i ruoli minori, mentre una riservatezza politica vige sul nome del protagonista. Faletti ha dichiarato di accontentarsi di un George Clooney. Nemmeno per sogno, quindi, l'idea di dare fiducia al cinema italiano, come se si trattasse di un virus da debellare.
A questo punto, viste le premesse esterofile e megalomani con le quali questo progetto sta andando avanti, non ci resta che sperare in un flop che non coinvolgerebbe economicamente il simpatico (e bravo) scrittore astigiano ma potrebbe dare una lezione di vita al produttore napoletano. E un monito anche per i tifosi.

, , ,

(Continua a leggere)