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06 maggio 2011

Bop Decameron: Roberto Benigni reciterà in un film di Woody Allen

La voce circolava già da un po', ma oggi sembra essere contornata da un alone di ufficialità maggiore, visto che l'autorevole Repubblica lo da quasi per certo.

La notizia è che Roberto Benigni sarà interprete (protagonista?) del prossimo film di Woody Allen girato in Italia dal titolo Bop Decameron (già The wrong picture come precedentemente annunciato).

Oltre al nostro Roberto al film dovrebbero partecipare anche Jesse Eisenberg (The social network), Alec Baldwin, Penelope Cruz e lo stesso Allen.

Roberto Benigni è assente dal grande schermo dal 2005, l'anno de "La tigre e la neve" e questo ritorno in un film di quello che il comico toscano ha sempre considerato un maestro potrebbe segnare un buon rilancio anche in campo internazionale (forse più dell'Oscar).

Nel film "Tutto Benigni dal vivo" del 1983 Roberto Benigni, alla domanda se fosse lusingato di essere considerato il Woody Allen Italiano, rispondeva di preferire essere ricordato come la Anna Magnani austriaca, o il Mastroianni svizzero.

Intanto Allen si prepara a presentare a Cannes il suo nuovo Midnight in Paris, con Owen Wilson e Carla Bruni (ma alla fine c'è?) che uscirà in Italia il 14 ottobre.


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26 gennaio 2011

The social network

di Ferdinando Carcavallo

Non ho visto un grande film. Ho visto “The social network”. Ho visto un film che racconta di problemi legali tra giovani studenti di Harvard intorno alla proprietà intellettuale di un sito web diventato in breve tempo un affarie milionario.
Raccontare questa vicenda giudiziaria era proprio l’obiettivo di David Fincher (che dirige) e Kevin Spacey (che produce) e lo fanno con molto meno attenzione ai personaggi di quanto non succeda in una puntata di Low & Order.
I personaggi del film, da Zuckerberg ai suoi rivali, sono tutti molto piatti e piatta è anche la storia. Quello che vedi quello è, senza nessun sottotesto o riflessione sull’impatto sociale ed economico che l'invenzione del social network più popolare del mondo possa avere sulla società. C’è da dire che questa non era l’intenzione degli autori e che non è certo un obbligo che un film debba fare delle analisi o argomentare tesi, ma quando la trama della storia è così semplice e lineare (accuse da una parte e difesa dall’altra) in due ore di immagini e parole la noia si affaccia più volte con insistenza.
In sintesi, non ho trovato davvero niente, non dico di memorabile, ma almeno di notevole in questo film. Le aspettative c’erano (nominations a parte) soprattutto per il primo trailer rilasciato su internet ormai quasi un anno fa con quella bellissima cover corale di Creep dei Radiohead.

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