27 maggio 2011

KinemaQUiz n. 3

Non potevamo lasciarvi a ballottarvi nel week end senza un terzo dilemma della sfinge Alex.
Speriamo che questa volta il gioco duri un po' di più, anche perchè la libreria si sta svuotando e le scommesse all'interno della redazione di KinemaZOne sui vostri tempi di risposta stanno rovinando intere famiglie.
Nessun indizio. Ascoltate l'oracolo.
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26 maggio 2011

KinemaQUiz n. 2

Voi non ci avete cercato ma noi siamo tornati.
Il primo quiz è stato davvero facile, considerando il livello culturale dei nostri lettori. Infatti, il bravo Gianfrranco non ha avuto nessuna difficoltà ad indovinare "Lo chiamavano Trinità". Merito anche del fine dicitore Alex Caramiello che quando fa il messicano è davvero insuperabile.
Oggi, peroò, il gioco è più difficile (ma non difficilissimo).Nessun indizio, come sempre, e a voi la parola!
Occhio, anzi orecchio perchè...la voce del dicitore è un po' bassa...
Come sempre, valgono solo le risposte riportate nei commenti su KinemaZOne.com.

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Mi faccio la barba a Bellaria

di Ferdinando Carcavallo

Che bello. Il video “Che barba” realizzato da me e Marianna è stato selezionato per essere proiettato al Bellaria Film Festival il 2 e 3 giugno.
Il video ha partecipato al concorso CORTOCONIGLIO indetto dal Festival in collaborazione con trasmissione radiofonica di Radio 2 “Il ruggito del coniglio”. Mi piace pensare che siano stati proprio Dose e Presta (con Ratti e Paiella) a selezionarlo.
Tra i 10 (o meno) video selezionati ne verrà proclamato uno vincitore.
A parte questo, c'è da dire che il Bellaria Film festival di quest'anno propone anche altre cose ben più di valore della mia rasatura.
Le sezioni competitive saranno quest’anno due: Concorso Italia Doc, per cui sono stati selezionati dodici documentari, e Crossmedia doc, dedicato ai documentari che utilizzano una pluralità di piattaforme espressive, ovvero tutte le nuove forme di filmmaking con particolare attenzione ai media digitali.
L’apertura del festival sarà arricchita dalla diretta dal Cinema Astra, nelle mattine del 2 e del 3 giugno, de "Il Ruggito del Coniglio".
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25 maggio 2011

KinemaQUiz n. 1

Cominciamo con una cosetta facile facile, ma in futuro non saremo così teneri.
Le regole del quiz sono estremamente semplici. Dovete indovinare da quale film è tratto il monologo recitato dal nostro fine dicitore Alex Caramiello (Un pazzo indietro, Travel companions).
Il video è su Youtube ma verranno accettate le sole risposte inserite nei commenti di questo post!
Ovviamente c’è un premio e pure bello. Si tratta di un prestigioso libro di cinema (a scelta della redazione) recapitato a casa del vincitore con l’eccelso servizio delle Poste Italiane. Si accettano solo concorrenti residenti in Italia o che abbiamo qualcuno sul suolo nazionale a cui recapitare il premio.
No perditempo.
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24 maggio 2011

Referendum del 12, 13 giugno 2011: e se andassimo a votare?

di Ferdinando Carcavallo

Tra qualche giorno a Napoli avremo un nuovo sindaco. Purtroppo l’esito del voto non sarà determinato da chi andrà a votare ma anche da chi non ci andrà (forse soprattutto).
Quella dell’astensione, infatti, è il problema più grande della democrazia, dal momento che non si può obbligare una persona ad andare al seggio, tantomeno controllare che metta una croce da qualche parte una volta in cabina.
Ma l’astensione che più mi preoccupa è quella per i referendum del 12 al 13 giugno, in cui il popolo degli astenuti, oltre ad offendere chi andrà a votare, metterà in risalto l’immaturità e l’incoscienza di un paese.
La propaganda per questi referendum, su giornali e televisione, è praticamente pari a zero, a differenza delle amministrative per le quali la chiamata alle urne raggiunge toni quasi persecutori.
Del resto è naturale se si pensa che le elezioni servono a distribuire privilegi alla classe dirigente mentre i referendum sono ad esclusivo interesse del popolo. In questo caso poi, un'eventuale vittoria dei SI ai referendum sarebbe addirittura deleterea per gli interessi privati di chi gestisce la cosa pubblica.
Se si raggiungesse il quorum (il 50% +1 alle urne) la conclusione che ne trarrebbe la nostra classe politica sarebbe terribile: il popolo italiano è interessato alla propria sopravvivenza.

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23 maggio 2011

The Muppets movie - il primo teaser trailer

Spiazzante, direi, questo primo teaser trailer del film Disney dedicato ai Muppets.
Si tratta di un finto trailer di una commedia romantica intitolata Green with Envy in cui i mitici pupazzi inglesi invadono la scena fino a diventarne i protagonisti.
Un finto trailer, certo, ma la storia del film non è molto diversa. Due giovani fidanzatini (Jason Segel e Any Adams) in viaggio a Los Angeles si imbattono nella banda dei Muppets (ci sono tutti da Kermit a Gonzo) sul procinto di essere sbattuti fuori dal loro mitico teatro per le prepotenze di un petroliere deciso a impadronisrsi del petrolio nascosto sotto le fondamenta.

Beh, speriamo bene. Per fortuna già da queste immagini il pericolo Computer Graphic 3D è stato scongiurato. I pupazzi sembrano proprio quelli degli anni '70.
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22 maggio 2011

Travel Companions: l'Italia ancora premiata a Los Angeles

E' "successo" ancora!!
"Travel Companions" ha vinto un altro premio a Los Angeles. Stavolta si è trattato del "New Media Film Festival" dove la nostra web serie si è aggiudicato il premio nell'"Audience Choisce Competition". Premio particolarmene di valore in quanto determinato dai voti dei visitatori del sito web della web TV "Mingle Media TV Network".
Questo premio va quindi condiviso con tutti gli amici virtuali e non di Travel Companions.

E un grazie particolare a Giuliano Katano!

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20 maggio 2011

Il discorso del re.

di Maria Elena Napodano (gliStregatti)

Per buona parte del film probabilmente vi chiederete che cosa può avere di così importante un discorso, e come vi è venuto in mente di andare a vedere un film intero sulla storia di un balbuziente, benché re. Ma con la svilupparsi della trama, raccontata e recitata con autentico humor british, vi appassionerete alla storia e probabilmente vi emozionerete, per un re che combatte un difetto che solo apparentemente è di pronuncia, con lo scopo di ripresentarsi al suo popolo, dopo l’abdicazione del fratello, con una presenza degna della forgia di un reale.

Chi non ha mai vissuto in una monarchia costituzionale potrà così intuire l’importanza che ha la guida di un re per un cittadino del regno, che guarda a lui come un leader, ascolta la sua voce in tempo di guerra riunito intorno all’apparecchio radiofonico e prega sperando che la nazione riesca a superare un nuovo conflitto, lascia fluire quella voce nella propria vita, come la sintesi di milione di anime riunite in una, con l’auspicio del bene comune.

Giorgio sesto, figlio di Giorgio quinto, diventerà un emblema per chi, come tutti i comuni mortali, non cresce nelle condizioni di ricevere l’eredità cui è destinato. Un uomo apparentemente senza velleità, convinto di non essere all’altezza, ridotto a cacagliare dalla più comune e banale storia di incomprensioni familiari, che trova in sé e chi crede in lui la forza per trasformare il suo destino, diventando uno dei sovrani forse più amati nella storia moderna.

Non so se sia a causa della mancanza di esempi altrettanto autorevoli e positivi, che in Italia non si raccontino simili storie, e soprattutto con simile maestria. Fatto sta che per la prima volta dopo tanto tempo si è visto un film meritevole dei premi ricevuti (e non solo di quelli), recitato da dio, scritto con dei regali controcazzi e diretto impeccabilmente.

Memorabile la scena in cui la neo-regina Elisabetta, sua moglie, lo accarezza amorevolmente per sorreggerlo in un momento di sconforto, imperdibili quelle in cui Berty, come lo chiama il suo aiuto-logopedista, intercala ogni sorta di volgarità alle parole che non riesce a pronunciare, per rendere più fluidi i suoi discorsi.

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Habemus Papam

di Maria Elena Napodano (gliStregatti)

Sono andata a vedere Habemus Papam pensando di assistere ad una critica feroce, una satira sconsiderata e profetica su un mondo, quello del Vaticano, sorretto da regole contorte che basassero strategie politiche e comunicative su iniquità e brama di potere, e la prima cosa che posso dire è che da questo punto di vista sono rimasta delusa.
Niente complotti, niente manipolazioni, niente subdoli sarcasmi.
La storia gira intorno ad un piccolo uomo che, contro ogni pronostico, viene eletto papa da un conclave in terribile imbarazzo, per non aver trovato possibilità minime di accordi su nomi significativi, e che declina verso una comoda e conveniente sistemazione di breve termine. Una sistemazione che, di punto in bianco, catapulta la vita di un cardinale qualunque nella Storia, con la comune consapevolezza che di meglio non sarebbe stato possibile fare.
Comincia così la vicenda di uno strepitoso Michel Piccoli, che lancia un urlo da posseduto al momento della proclamazione, e che non si affaccerà al balcone della ribalta mediatica se non alla fine, quando annuncerà che non intende accettare la nomina a sommo pontefice, perché non si sente in grado di reggere un ruolo per il quale Dio avrebbe visto in lui qualità che in realtà egli pensa di non possedere.
La fine, ma proprio la fine di tutto, è quella ipotizzata dallo scenario conclusivo, nel quale una musica corale ed inquietante lascia di stucco ed inorridito, chiunque troverebbe assurdo e raggelante il fatto che, all’improvviso, milioni di fedeli possano ritrovarsi senza il bene-rifugio di una fede troppo spesso messa alla prova e bisognosa di un riferimento iconografico: la figura di una guida spirituale che dica loro cosa fare, in cosa credere, come mettere in atto un qualsivoglia principio da seguire per realizzare le proprie aspirazioni di militanti.
Balletti, partite di pallavolo intercontinentali, boccate di sigaretta, improbabili partite di scoponi scientifici, barzellette, è tutto ciò che Moretti mette in scena in un quasi patetico palcoscenico clericale lasciato scoperto da un qualunque siparietto.
Ecco quindi che dopo un inizio un po’ lento, in perfetto stile Sacher, prende il via una commedia decisamente divertente, intervallata da spezzoni di vita di un non ancora papa che riesce a dileguarsi (con un espediente scenico abusatissimo) ed andare in cerca di risposte che trova solo in un mondo del tutto immaginario, in cui si reinventa attore e poi semplice spettatore di una commedia di Cechov (drammaturgo guarda caso riconosciuto come sapiente de-scrittore della più disperata confusione spirituale), momento durante il quale, novello Gesù Cristo nella sua ultima cena, viene tradito e riaccompagnato di forza nelle sue stanze, dove, ci si aspetta, si deciderà finalmente a compiere i suoi doveri di capo della Chiesa.
Emozionante e disarmante è la scena in cui Piccoli continua a girare sull’autobus, provando e riprovando il discorso che avrebbe tenuto al momento della sua proclamazione ufficiale. Da Moretti stesso definito come indiscusso protagonista del film, Piccoli riesce a riappropriarsi con timida determinazione dell’attenzione del pubblico, a tratti distratto dalle peripezie cui lo psichiatra, chiamato in causa per aiutarlo a riabilitarsi, sottopone i diretti discepoli del clero, nel frangente in cui ancora non si sa il da farsi, e si attende fiduciosi il rientro in carica dell’eletto, illudendosi di vederlo passeggiare nelle sue stanze, dove un fantoccio è costretto a simulare la sua presenza, proiettando la sua ombra sulle tende delle camere private del papa.

E proprio quando la guardia svizzera, che sostituisce il vero papa, comincia a sollazzarsi nelle deliziose cibarie e bevande che gli vengono somministrate, parte la struggente Todo Cambia di Mercedes Sosa, finita chissà come nel lettore cd dello studio del Santo Padre, accompagnandoci verso la scena in cui la novella santa inquisizione irrompe nel teatro in cui va in scena Cechov, perlustrando ogni poltrona a tempo di un orrido ritmo che fa scostare le tende dei palchetti tutti contemporaneamente, come in un robotico e militaresco raid contro un presunto terrorista, messo in atto da una sequela di guardiani alla ricerca del fuggiasco.

Ma lui li gabba. Attende proprio il momento dell’affaccio ufficiale al balcone, per annunciare al pianeta che non se ne fa nulla, cosa che chiunque, dotato di una semplice e disarmante umiltà, dovrebbe saper dire nel momento in cui sapesse di non essere all’altezza, seppur di fronte ad aspettative gigantesche come quelle di un popolo che chiede solo di essere guidato. E questo, forse, è il monito più evidente, che Moretti propina in modo sobrio, caustico ed elegante, senza quei proclami indignati ai quali ci aveva morbosamente abituati.

M.e.N.
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18 maggio 2011

Il marito perfetto, di Lucas Pavetto (Trailer ufficiale HD)

Lunga gestazione per il nuovo cortometraggio di Lucas Pavetto (Il lercio). A novembre 2010 vi annunciammo l'inizio delle riprese e la pubblicazione del teaser de "Il marito perfetto" ed oggi siamo in grado di pubblicare il trailer ufficiale.
Fonti autorevoli ci assicurano che per fine giugno potremo assistere per intero alla vicenda sanguinosa dei giovani sposi in relax nelle campagne marchigiane.
Interpretato da Damiano Verrocchi, la bellissima Crisula Stafida e Stefano Jacurti, "Il marito perfetto" è una grossa prova per Lucas per il quale, dopo il cortometraggio "Il lercio" e il poliziesco "Josh Jasmer", è giunta l'ora di dimostrare al pubblico di essere un vero professionista.
"Il marito perfetto" è anche il primo film prodotto dalla nuova casa di produzione di Lucas, la CINEVICE, ed è completamente girato in digitale full HD.


lucaspavetto.com
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