di Ferdinando Carcavallo
Non sono certamente un fan del regista Alex Infascelli. Non mi è piaciuto Almost Blue e considero Il siero della vanità un' opera alquanto imbarazzante per la sua superficialità. Devo ammettere, pero', di aspettare con curiosità di vedere H2Odio, film che se anche già dal titolo si presenta banale (io al liceo avevo coniato VH2O come formula del latte) ha comunque l'attrattiva di essere il primo lungometraggio italiano ad essere distribuito direttamente in DVD e per lo più nelle edicole (allegato a La Repubblica e L'Espresso). L'operazione, che già negli USA è un dato di fatto, mi sembra interessante per gli sviluppi che potrà avere come forma di distribuzione alternativa, anche se nello specifico non possamo parlare ancora di distribuzione indipendente (L'Espresso non è L'Internazionale). Certo il pilota di questa operazione non poteva essere Tornatore o Salvatores, ma bisogna riconoscere al gruppo editoriale il merito di aver rischiato comunque un pochino puntando su un regista giovane (non tra i migliori) e su un genere (il fantasy-horror) che in Italia sta prendendo piede soprattutto nelle produzioni indipendenti (Il mistero di Lovecraft). Rotto il ghiaccio con Infascelli ci auguriamo di vedere in futuro delle proposte in DVD di film di qualità che non sono riusciti ad arrivare al grande pubblico e non solo ri-proposte di filmoni che nelle sale hanno già incassato milioni.
Apprendiamo da L'Espresso che dopo la distribuzione in DVD il film di Infascelli sarà disponibile sui videofonini, PSP e VideoPod. Tutto ciò ci intristisce un po', in quanto già la visione televisiva di un film non può essere considerato cinema, figuriamoci poi sui 2.2 pollici e cuffiette.
H2Odio, Alex Infascelli

L'ottava puntata di Tre Rose, il podcast dell'ottimo Francesco Moriconi dedicato al cinema italiano di genere, è la prima parte di quattro speciali monografici sui mai abbastanza acclamati Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. C'è voluto un po' di tempo in più per avere on line questa attesissima puntata di quello che ormai è diventato un appuntamento immancabile per i cinefili della rete, ma l'attesa è pienamente gratificata da una ricchezza di contenuti davvero sbalorditiva. Stavolta Tre Rose ha superato se stesso osando con successo in un'operazione storiografica (la prima parte ripercorre la carriera dagli esordi agli anni '60) supportata da documenti audio originali e la ricostruzione del critico e storico cinematografico Paolo Albiero, autore di quel bellissimo libro su Lucio Fulci che è Il terrorista dei generi (edizioni 

Inizio del nuovo secolo (non importa quale). Siamo in una cittadina di collina poco distante dal mare, della provincia marchigiana. Al mare non ci sono ancora turisti o se ne sono appena andati, il che colloca il film o verso il mese di maggio o circa a settembre inoltrato, al massimo si nota in giro qualche tedesco arrivato in anticipo (o in ritardo, dipende dal mese).

Il segreto di Lovecraft (Road to L.) è sicuramente una delle opere cinematografiche italiane più originali, fresche, interessanti degli ultimi dieci anni, e proprio per questo impossibile da vedere a cinema (è girato completamente in digitale), ma acclamatissimo ai festival in giro per il mondo. Finalmente è uscito in 



Oltre ai film in concorso, il Festival offre una retrospettiva dedicata ad uno dei più affermati registi britannici: Ken Russell. Oltre alla presenza del grande regista, il pubblico potrà apprezzare i film e i programmi televisivi da lui realizzati, tra cui i cult Donne in amore, I diavoli, L’altra faccia dell’amore e Messia selvaggio.

Questo è un post di ufficio, un servizio che KinemaZOne intende fornire a quei lettori che, avendo compiuto la maggiore età negli ultimi cinque anni, si accingono a votare alle politiche per la prima volta.