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25 gennaio 2013

E.N.D., di Federico Greco

Federico Greco ("Il mistero di Lovecraft", "Stanley and Us" e MEI [MEIG] vi dicono niente?) già da un po' di tempo che bazzica intorno il mondo delle web serie. La sua "Assolti o rimborsati", una scorrettissima (politicamente) satira sull'ipocrisia della tradizionale famiglia cattorica italiana, è una delle più originali commedie nere realizzate finora per il web. Di tutt'altro stampo la nuovissima serie "E.N.D.", una horror comedy della quale per ora esiste solo un (ottimo) pilota e che partecipa al contest "Short Movies". La serie è stata realizzata in collaborazione degli allievi del corso di regia e scrittura cinematografica della scuola CineTeatro di Roma.


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27 ottobre 2011

Voci migranti - Trailer

C'è moltissimo di attuale ed emozionante nelle storie di Loubna, Claudio, Ruken e Mohamed: quattro immigrati in Italia ognuno per ragioni completamente diverse. Ma tutti in fuga. Fuga da un matrimonio -- combinato dalla famiglia -- con un uomo propenso alla violenza; ammutinamento dalla polizia argentina perché il proprio capo ha improvvisamente chiesto, durante la guerra civile del 2001, di rivolgere le armi verso i civili, tra cui familiari ed amici; fuga dalle torture di un secondo arresto da parte dell'esercito nazionale turco; fuga dalla miseria italiana di chi, ormai integrato, con lavoro e famiglia, viene licenziato dalla propria azienda e comprende la necessità della lotta civile e sindacale per sé e per tutti gli altri. Quattro storie drammatiche e straordinarie raccontate in prima persona dai protagonisti che le hanno vissute con una leggerezza "scomoda", mai con livore e desiderio di vendetta. Ciò fa di loro, oltre che persone, veri e propri personaggi di una narrazione epica ed empatica. Uomini e donne che alla fine della proiezione vorresti conoscere e abbracciare. Non per dar loro coraggio, ma per riceverne. 
Dal regista di "Il mistero di Lovecraft" Federico Greco.

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10 dicembre 2010

Quilty (il film)

Charles K. Quilty nasce in un piccolo paese del Country Clare irlandese, nel 1957. Figlio di madre italiana e padre irlandese, si trasferisce prima a Milano (1959) e poi definitivamente a Roma (dove tuttora vive) nel 1964.
Esordisce alla regia (ventitreenne) con un omaggio al cinema italiano di genere degli anni '60 e '70, un piccolo film di 4': "Golden Bullets". Stile e linguaggio delle successive esperienze di Quilty aderiscono alla poetica francese della Nouvelle Vague, ma se ne distaccano quasi subito (a partire da "Relax") per affrontare una strada del tutto personale, ancora oggi in fase di profonda rielaborazione ma sempre estremamente riconoscibile.
Charles K. Quilty (non ci sono notizie certe sull'origine e il significato della lettera "K") diviene presto famoso per i suoi film (quasi mai enormi successi al botteghino ma acclamati dalla critica di tutto il mondo); ma anche per la sua riservatezza. Soprattutto relativamente alle sue vicende familiari.

Appena dopo la fine della postproduzione dell' "Avventore", il suo terzo lungometraggio, nel 2003 Quilty subisce una grave tragedia personale e si chiude ancora di più nei confronti dei suoi fan e dei media. Irrintracciabile per anni, di lui non si sono più avute notizie fino ai primi mesi del 2010, quando con uno scarno comunicato stampa inviato ad un'agenzia irlandese la C(aoilte) Films annuncia la preparazione di "Habitat", ad oggi il suo quarto film.
Tutto ciò, sommato al fatto che esistono rarissime foto pubbliche del regista (che ha sempre controllato il marketing e l'immagine dei suoi film), ha contribuito a creare il mito di un artista solitario e schivo, concentrato sul suo lavoro e i suoi hobbies: la scultura, la musica e i suoi pesci tropicali.

Ed è proprio a metà del 2010 che un gruppo di cinque giovani registi coordinati da Federico Greco ("Stanley and Us", "Il mistero di Lovecraft") decide di affrontare il racconto per immagini di una variante possibile del percorso artistico ed esistenziale di Charles K. Quilty, mettendo in produzione (grazie al Cineteatro e alla Digital Room) il film "Quilty".



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01 settembre 2009

4filmfestival 2010

Il 4film festival è un festival cinematografico internazionale unico nel suo genere perché riunisce in sé 4 diversi tipi di festival, alcuni dei quali si sono sviluppati separatamente a Bolzano nel corso degli anni.
Tre di questi sono competitivi (cioè i film selezionati concorrono all'assegnazione di importanti premi in denaro stabiliti da giurie internazionali): BORDERLANDS, RIMUSICAZIONI e SHORTLAND. Il quarto, INDIELAND, è di volta in volta una vetrina dedicata al cinema indipendente.

La caratteristica che accomuna i 4 Festival del 4FILMFESTIVAL è sempre e comunque quella di offire al pubblico un cinema che difficilmente vedrebbe altrove, attraverso una selezione che ne assicuri la qualità e la spettacolarit

Il "4 Film Festival" nei suoi tre concorsi principali accetta cortometraggi, lungometraggi, documentari, fiction, animazioni, film sperimentali e rimusicazioni di film muti e mette in palio premi in denaro tra i più sostanziosi a livello nazionale, si affida ogni anno a giurie di alto livello, accetta film in concorso senza entry fee e non pretende l'inedito.
Ogni anno arrivano al "4 Film Festival" film e registi da ogni parte del mondo e dai più importanti festival cinematografici internazionali.

La prossima edizione del festival si terrà a Bolzano ad aprile 2010 e tra pochi giorni sarà disponibile sul sito www.4ff.it il bando di partecipazione.
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04 marzo 2008

Il capomastro

Fernando è il figlio di un capobanda della criminalità cittadina.
Lorenzo appartiene alla banda rivale dei Moiraghi.
I due si amano in segreto, ma qualcuno avverte il padre di Fernando.
Pietro non può accettare il doppio tradimento, quello legato alle ferree regole della banda e quello, forse ancor peggiore, dell'omosessualità del figlio.
Lo obbliga quindi ad uccidere il suo amante...



Il capomastro è un cortometraggio del 2006 diretto da Federico Greco e Igor Maltagliati realizzato con la collaborazione degli allievi della scuola di cinema Metamoviement.
Interpretato da un Ottaviano Blitch perfettamente in parte, intenso ed espressivo al punto da farsi perdonare gli eccessivi "gigionismi" di Liver, questo piccolo film è un bellissimo esempio di cinema low cost fatto in maniera professionale, che affronta un tema (quello dell'omossessualità) caro ai giovani cineasti ma condito di sfumature noir e un colto citazionismo shakespeariano.

www.federicogreco.com
www.metamoviement.com

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27 febbraio 2008

Liver

di Ferdinando Carcavallo

Liver è frutto della mente artistica (genialmente disturbata) del musicista/attore Ottaviano Blitch che ha scritto e prodotto questa sorta di videoclip, o meglio di broshure delle sue capacità istrioniche al quale il regista romano Federico Greco ha cercato di dare dignità di fiction.

Liver è più un esercizio di videoarte che un cortometraggio. Ottimamente girato e montato (l'uso delle musiche è di grande impatto), Liver è volutamente un'opera citazionista. La trama, basata su una storia vera, ci racconta di uno psicopatico assassino inizialmente condannato all'ergastolo per l'omicidio di una coppia alla quale ha mangiato il fegato, che graziato dopo 18 anni di carcere per prima cosa va a fare visita alla figlia del procuratore che lo condannò per compiere la sua Nemesi.
Tutto questo lo apprendiamo da una eloquente scritta ad inizio film, dopodicchè piombiamo in una atmosfera surreale e ambigua che inizialmente ci ricorda Rocky Horror, per via del look e le movenze del protagonista, per poi approdare ad una catena di citazioni (dichiarate) di classici della violenza come Snatch, Pulp Fiction e Arancia Meccanica.
La deriva lynchiana si compie quando il delirio di Liver (non vi sveliamo da cosa causato) ci mostra Blitch in veste di maturo signore che intona un canto propiziatorio alternato a scene infernali con primi piani del suo volto segnato dai tratti del male ormai del tutto liberato.

Breve al punto giusto, il corto finisce proprio quando la vista di Ottaviano Blitch - talmente sopra le righe quasi da non vederlo più - comincia a mettere a dura prova il nostro fegato (liver).

Volutamente disturbante, il cortometraggio diretto da Federico Greco (grande autore del ben più ispirato e originale "Il mistero di Lovecraft") è un prodotto per il quale non si immagina una destinazione che non sia quella del "fuori concorso" festivaliero.

Il cortometraggio è stato recentemente premiato al PesaroHorrorfest 2007, e quindi in qualche modo ufficialmente categorizzato come Horror, anche se una categoria videoclip musicale sarebbe stata più opportuna.

Il lavoro registico, nonostante tutto, è comunque notevole e curato in ogni dettaglio (ecco spiegati i premi ricevuti), soprattutto nella improvvisa e raffinata virata musicale con atmosfere pinkfloydiane del The Wall di Alan Parker.

www.federicogreco.com

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18 luglio 2006

Il mistero di Lovecraft il 1 agosto in DVD

di Ferdinando Carcavallo

Sembra proprio che il futuro del cinema italiano sia fuori dalle sale. Dopo la rottura del ghiaccio di Dario Argento (Ti piace Hitchcock?) e Alex Infascelli (H2Odio) il "vizio" del DVD ha contagiato tutti, grandi e piccoli: prima Lamberto Bava con il truculento The Torturer, poi è stata la volta di Eros Puglielli con l'enigmatico AD Project.
Oggi tocca ad una vechia conoscenza di KinemaZOne, ossia Il mistero di Lovecraft di Federico Greco e Roberto Leggio la cui distribuzione in DVD (Raro Video, 01 Distribution) arriva dopo un glorioso tour per le sale digitali di tutta Europa in cui ha raccolto premi di ogni tipo.
Il mistero di Lovecraft è un mockumentary (un finto documentario) che racconta le riprese di un documentario vero - anch'esso sul DVD - su un ipotetico viaggio in Italia dello scrittore americano H.P. Lovecraft.
Nonostante la 01 Distribution abbia voluito citare H2Odio nella pubblicità del DVD, Il mistero di Lovecraft è un film sostanzialmente diverso da quello di Infascelli, sotto diversi punti di vista. L'unico punto di contatto tra i due film è la modalità di distribuzione, in quanto il film di Greco e Leggio rappresenta in pieno la rivoluzione del cinema digitale essendo stato concepito come tale sin dalla fase di preproduzione. Il ritmo stesso del film e le inquadtrature sono pensate per una collocazione "leggera", da videoclub o da Home Video, mentre il film del visionario Infascelli è chiaramente un intrusione (opportunistica) in un mondo - quello digitale - al quale non appartiene, essendo caratterizzato da una cadenza lenta e una fotografia dark che conciliano la pennica in poltrona come poche altre visioni domestiche.
Non sto qui a recensire il film già visto un po' di tempo fa grazie alla generosità di Federico Greco, ma soltanto a consigliarvi ancora una volta di vedere Il mistero di Lovecraft e comunicarmi le vostre impressioni, anche solo per capire se il mio entusiasmo sia motivato o è soltanto un'ossessione...

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15 aprile 2006

Il mistero di Lovecraft - Road to L.

di Ferdinando Carcavallo

Il segreto di Lovecraft (Road to L.) è sicuramente una delle opere cinematografiche italiane più originali, fresche, interessanti degli ultimi dieci anni, e proprio per questo impossibile da vedere a cinema (è girato completamente in digitale), ma acclamatissimo ai festival in giro per il mondo. Finalmente è uscito in DVD per la Raro Video e così sono riuscito a vedere questo film che inseguo ormai da più di un anno, diventando ormai un'ossessione. L'ho visto di notte, approfittando della veglia al sonno instabile della piccola, e credo di aver così creato il contesto migliore per il film.
Per chi non lo sapesse, Il mistero di Lovecraft è un mockumentary, ovvero un finto making-of di un documentario vero (H.P. Lovecraft - ipotesi di un viaggio in Italia, contenuto nel DVD) he racconta del ritrovamento di un diario attribuito al maestro della letteratura horror H.P. Lovecraft e che ne proverebbe un sogiorno in Italia. Il film di Federico Greco e Roberto Leggio ci mostra come i realizzatori del documentario (un ragazzo e una ragazza americana, due registi italiani e un fonico spagnolo) nel ripercorrere il viaggio raccontato nel diario si siano imbattuti in misteriorsi riti presudo-dionisiaci e creature mostruose che ricorrono nella poetica dello scrittore di Providence.
Il film mi ha entusiasmato e terrorizzato allo stesso tempo. Tutto il mondo misterioso raccontato, il Polesine, i filo’, la biblioteca Marciana, erano tutte cose delle quali avevo sentito parlare ma di cui ignoravo il fascino.
Il film ha solo qualche piccolo debito nei confronti del celebre The Blair Witch Project (giusto il finale) e nonostante che per il 70% si parli inglese, alla fine è un lavoro che valorizza e diffonde un aspetto della nostra cultura popolare e tradizionale non molto conosciuta.

Le comunità del delta del Po che fanno vita a se e rigettano qualsiasi tipo di intrusione dall’esterno coltivando il mito del terrore per creature mostruose mi ha ricordandoto la comunità di The Village di Shyamalan. E poi, quello che più conta per valutare la riuscita di un mockumentary, è il fatto che mi abbia lasciato pieno di dubbi. Dubbi su quanto di quello che ho visto fosse fantasia, sceneggiatura e quanto fosse vero. Credo di poter afermare senza sembrare pomposo che Il mistero di Lovecraft, per la sua caratteristica di essere in pratica "il making-of di se stesso", possa essere definito meta-cinema. Non un cinema nel cinema ma un cinema fuori dello schermo.
Un lavoro come questo avrebbe dovuto prima di tutto essere finanziato come opera di interesse culturale nazionale, mentre invece (che tristezza) fatica ad essere distribuito.
Consiglio a tutti di trovare l'occasione di vedere questo film o di comprare il DVD.
Sul sito del regista Federico Greco c'è il calendario aggiornato delle prossime proiezioni (per i Napoletani: a giugno è all'Ischia Film Festival).
Auguro a questo film tutta lafortuna che merita.

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Sito ufficiale

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21 febbraio 2006

Lovecraft in tour

Grazie alla tenacia stoica di autori e produttori, continuano le proiezioni de Il mistero di Lovecraft (Road to L.) in giro per le sale digitali del nostro paese.
Ecco i prossimi appuntamenti tra Firenze e Padova.

FIRENZE
- 28 febbraio, ore 21,30: CINETECA DI FIRENZE Via Reginaldo Giuliani, 354
- 6 marzo, ore 18,00: CINEMA ALFIERI Via dell’ulivo, 6

PADOVA
- 13 marzo, ore 20,00: FILMCLUB FRONTE DEL PORTO Via S. Maria Assunta, 20
- 15 marzo, ore 22,30: " " "
- 16 marzo, ore 20,00: " " "
- 16 marzo, ore 22,30: " " "

Inoltre, il film di Federico Greco è stato selezionato per il
Fantastic Film Festival di Amsterdam che si terrà il prossimo aprile.
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