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10 marzo 2015

Berberian Sound Studio, l'invisibile film sull'horror italiano dei '70

“Berberian Sound Studio” è un film del 2012 diretto dal regista inglese Peter Strickland, pluripremiato in prestigiosi festival in giro per il mondo ma completamente ignorato dai distributori (e dai critici) italiani. 
E’ un piccolo gioiello horror, ben diretto, ben recitato (con Toby Jones) e molto originale.
Il suo problema, che lo rende indigesto alla distribuzione italiana, è che si tratta di una produzione straniera che racconta e celebra il cinema horror italiano degli anni ’70, proprio quel cinema che non perdiamo mai occasione di ricordare e vantarcene su scala internazionale, quello dei maestri Bava, Argento e Fulci e che in Berberian Sound Studio è rappresentato in tutta la sua grandezza di ingegno. Ma noi italiani, si sa, amiamo raccontarci in prima persona la nostra storia, magari una bella fiction con Beppe Fiorello Gabriel Garko.
Non è la prima volta che succede che all'estero si vengono ad occupare abusivamente delle cose di casa nostra. A parte il lunghissimo documentario di Scorsese sul cinema Italiano (che arrogante, solo perché è oriundo) basti pensare a CQdi Roman Coppola, film che non era sicuramente un capolavoro, ma che rappresentava in maniera egregia la sci-fi made in Italy e quell’industria italiana del cinema che – sembra incredibile – in un certo periodo della nostra storia era una delle più floride e prolifiche del mondo. 
Il film racconta la strana storia di Gilderoy, un tecnico del suono inglese che arriva in Italia allo studio cinematografico Berberian per lavorare su quello lui che ritiene essere un film sui cavalli. Durante un incontro surreale con il produttore del film, Gilderoy è sorpreso dallo scoprire che il film è in realtà un giallo italiano a tinte forti dal titolo “Il vortice equestre”( "The Equestrian Vortex”). Gilderoy inizia a lavorare al film come rumorista, utilizzando verdure per creare effetti sonori per sequenze di tortura sempre più scabrose, e mescolando le voci fuori campo dei doppiatori alla colonna sonora. Col passare del tempo Gilderoy si sente sempre più estraniato dall’ambiente e i suoi colleghi appaiono sempre più scortesi. Le sequenze diventano sempre più disturbanti, anche se Santini, il regista, si rifiuta di ammettere che stanno lavorando su un film horror. In questo clima già di per se surreale, avviene che lo studio cinematografico rifiuta di rimborsare a Gilderoy il costo del biglietto aereo perché il volo non esiste. Da qui in poi, la trama diventa sempre più irregolare, fino a ricordare “L’inquilino del terzo piano” di Polanski
Berberian Sound Studio  non è distribuito in italia nemmeno in DVD (mai doppiato) e nella versione inglese non esistono i sottotitoli in Italiano, ma lo si puo’ vedere benissimo il lingua originale. Anzi forse meglio così.
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07 marzo 2013

Django Unchained in Blue Ray e Comic Book

Il 15 maggio, in escusiva su Amazon, sarà in vendita una chicca che farà la felicità dei fan di Tarantino e del suo ultimo capolavoro pulp-western. Il cofanetto Django Unchained, in vendita a 32 euro, contiene il Blue Ray del film, il CD della colonna sonora e il Comic Book by DC Comics da collezione arricchito con storyboard del film e altri contenuti inediti.
In alternativa è sempre possibile prenotare da otra al prezzo di 15 euro il DVD del film, oppure il solo Blue Ray al prezzo speciale di 19,78 euro.
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16 febbraio 2010

02 giugno 2009

Moviecrossing a Napoli

Napoletani!! E' arrivato il momento di dare un valore a tutti i DVD orrendi che vi hanno regalato o che avete comprato confidando dell'opinione di un blogger sfigato. 
Dal 10 al 15 giugno e per tutta la durata della XI edizione del Napolifilm festival potrete scambiare i vostri DVD con altri cinefili in cerca di riscatto partecipando all'iniziativa di Moviecrossing.

L'idea di base del MovieCrossing, che prende le mosse dal Bookcrossing, è di scambiare i propri film, in dvd, con altri appassionati di cinema durante i sei giorni del festival che si svolgerà a Castel Sant’Elmo dal 10 al 15 giugno. 

A parte gli scherzi, quindi, quella degli organizzatori del NFF di quest'anno è davvero un'ottima idea, semplice per quanto efficace.
L'azione dello scambio culturale nel vero senso della parola -come scambio del contenuto stesso dell'opera e non delle opinioni, cosa ormai già realizzata nei social network - è l'occasione di un incontro della estesa comunità dei cinefili, comunità estremamente eterogenea per preparazione culturale e sensibilità artistica.

Per questa iniziativa il NapoliFilmFestival si avvale della collaborazione della Mediateca Santa Sofia, la struttura comunale dell’assessorato alle politiche giovanili, che è l’unico archivio pubblico del cinema a Napoli e conserva un vastissimo patrimonio audiovisivo (film, documentari, cortometraggi) nonché una biblioteca legata al cinema.

La consegna dei dvd che si è scelto di “scambiare” potrà essere effettuata a partire dal 3 fino all’8 giugno presso la segreteria organizzativa del NapoliFilmFestival in Via Chiaia, 41, dal lunedì al venerdì, dalle ore 16.00 alle 19.00 o presso la Mediateca Santa Sofia in Via Santa Sofia 7, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30. I film potranno essere scambiati anche durante il festival consegnandoli direttamente allo stand del MovieCrossing. 

Lo scambio vero e proprio avverrà infatti nei giorni del NapoliFilmFestival presso lo stand del MovieCrossing. Ogni partecipante all’iniziativa avrà la possibilità di ritirare un numero pari al numero di dvd che avrà consegnato.

Ah, non ci provate...Per il moviecrossing verranno accettati solo dvd originali e in buono stato. 

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08 aprile 2009

Aprile e maggio della SinisterFilm

Sinister Film la casa di produzione votata al cinema di genere e d'autore distribuita da Cecchi Gori Home Video propone per i mesi di aprile e maggio una ricca selezione di cinque titoli in edizioni restaurate e ricche di contenuti speciali in grado di soddisfare le esigenze dello spettatore più esigente. Dopo la pubblicazione nel mese di marzo della “Fritz Lang’s Dr. Mabuse Collection” è in arrivo a maggio, per la collana Sci-Fi d’essai , l’attesissimo classico di Don Siegel “L’invasione degli ultracorpi” in edizione restaurata, presentata per la prima volta al mondo in formato Superscope anamorfico.
Restando in tema Sci-fi, in questi mesi vedremo in DVD anche "Madra il terrore di londra" di John Gilling (“La Lunga Notte dell'Orrore” e “Il Sudario della Mummia”) del 1965, grande esempio di sci-fi britannico, e "Dinosaurus" di Irvin Yeaworth., film del 1960 che anticipa di 30 anni Jurassic Park.
Ma la vera chicca è stavolta rappresentato da un classico dei classici horror, ossia "La figlia di Frankenstein", film del 1960 che il regista Richard Cunha realizzò con scarsissimo budget e molta creatività (rivaleggiando con Corman e Bava) consegnando alla storia del cinema un vero gioiello cult ricco di momenti crudi e raccrapiccianti davvero inusuali per l'epoca.
Tutti i DVD (del prezzo di € 15,99 cadauno) sono in edizioni restaurate da negativo 35 mm e presentate dall'ttimo Luigi Cozzi.
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12 marzo 2009

UN TE’ CON L’ISPETTORE BARNABY

Un tè con l’Ispettore Barnaby” è il titolo del doppio appuntamento cinematografico organizzato da LA7 e Dolmen Home Video che si svolgerà il 24 marzo alle ore 21:00 presso La Casa del Cinema di Roma (Largo Marcello Mastroianni, 1) e il 26 marzo alle ore 17:30 presso il Cinema Apollo di Milano (Galleria De Cristoforis 2) all’interno della rassegna “Il cinema alle cinque”.

Un momento unico per gli appassionati della serie interpretata dall’attore
John Nettles che potranno immergersi nel verde dell’affascinante contea di Midsomer e gustarsi, tra una tazza di tè e un cookie, l’aplomb british e le intriganti indagini dell’ispettore capo Barnaby attraverso la visione di due episodi inediti mai trasmessi in tv.

Durante l’evento, che accompagna la pubblicazione in DVD Dolmen Home Video dei volumi IV, V e VI (che corrispondono alla terza e alla quarta stagione), sarà proiettato un video messaggio esclusivo nel quale Jonh Nettles saluterà gli spettatori italiani.

L’ispettore Barnaby, il cui titolo originale è
Midsomer Murders, è una fortunata serie poliziesca inglese basata sui romanzi gialli di Caroline Graham. Scritta da Anthony Horovitz, Douglas Watkinson e David Hoskins, narra le gesta dell’ispettore capo Tom Barnaby (John Nettles) e del suo vice il sergente Gavin Troy (Daniel Casey) alle prese con intricati delitti da risolvere.

In Italia
L’ispettore Barnaby è trasmesso da LA7 che ha acquistato nel 2003 i diritti delle tredici stagioni prodotte e al momento trasmette l’undicesima. La serie ha riscosso un ottimo successo di critica e pubblico con un share medio del 3.70% e picchi del 6.30%.

Le prime due stagioni sono attualmente disponibili in tre box Dvd Dolmen Home Video; sono in corso di pubblicazione la terza e la quarta stagione in prestigiosi cofanetti da collezione (box IV dal 24 febbraio, box V dal 24 marzo, box VI dal 21 aprile).

Tutte le informazioni per partecipare agli eventi di Roma e Milano sono disponibili sui siti

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10 marzo 2009

DR. MABUSE COLLECTION

La collana 'horror d'essai' (per l'occasione fedele alla sua originaria forma lessicale) della Sinister Film si arricchise di un nuovo capitolo di grande pregio. Una collection che raccoglie in tre DVD due dei più importanti lungometraggi di ogni tempo, da sempre oggetto di venerazione nei colti circoli d'essai. Presentati per la prima volta in Italia in edizione integrale i primi due film che Fritz Lang ha dedicato al genio malefico del Dr. Mabuse. Tratti dal romanzo d'appendice di Norbert Jacques, i diversi episodi della saga sono il prodotto di due periodi oscuri della storia tedesca del secolo scorso: gli anni sonnanbuleschi della Repubblica di Weimar e l'incubo folle del nazismo. 'Il Dottor Mabuse' e 'Il Testamento del Dr. Mabuse' s'impongono come massima espressione del cinema e rappresentano un fulgido ed inarrivabile esempio di avventura e orrore in celluloide.

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09 marzo 2009

"17" in DVD

di Ferdinando Carcavallo

Dopo l'interminabile filone del recupero in DVD della b-comedy italiana (in alcuni casi encomiabile) , la scelta di Cecchi Gori Home Video di pubblicare l'opera prima di Enrico Caria è un ottimo segnale. Il ruolo dell'Home Video dovrebbe essere proprio quello di canale distributivo alternativo alle sale cinematografiche e ai network televisivi e non una seconda o terza visione per film già visti.

Il film "17", uscito invisibilmente nelle sale 17 anni fa, è un vero e proprio cult avendo conservato negli anni il suo fascino di film misterioso non essendo stato nemmeno passato tanto nelle televisioni.

Sul film ci siamo già ampiamente espressi, così come sull'autore, per cui ci limitiamo qui a ricordare che "17", oltre agli altri pregi, rappresenta un cabalistico punto di incontro di personalità eccentriche di varie espressioni culturali come Peppe Barra e Giovanni Mauriello (entrambi ex NCCP) e il musicista Daniele Sepe.

Ci fa piacere pensare che l'uscita di questa essenziale edizione in DVD (video e audio buoni, considerando l'epoca, ma qualche extra in più sarebbe stato apprezzato) sia un preludio ad un ritorno alla carica di Caria, attualmente impegnato nella post produzione di un mockumentary sulla Napoli del prossimo futuro.

Speriamo quindi in una redistribuzione a breve di "Blek Giek" e sulla "riesumazione" di "Carogne: Ciro and me" opera seconda ancor meno visibile (se possibile) di questo "17".
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18 giugno 2008

Nuove uscite DVD per la Sinister Film

Ritorna la collana “CINEMA D’ESSAY” della neonata SinisterFilm. La rivincita del cinema di genere sui circuiti elitari “d’essai”. Un tributo ai lungometraggi per troppo tempo relegati all’oblio da una critica paludata, viziata da un approccio intellettualistico che non ha consentito a centinaia di film di uscire dall’angusto alveo della serie B. Ci sono voluti decenni di revisionismo affinchè tante meritevoli opere ottenessero giustizia. Una tardiva riabilitazione che non cancella l’onta subita da cineasti di rango la cui unica ‘colpa’ fu quella di confrontarsi con budget risicati e produzioni minimali. Pregiudizio tutto italico!

La riabilitazione passa per gli appassionati cinefili a cui la la collana è rivolta.

Ed ecco un nuovo capitolo della serie “horror d‘essay”, con un protagonista d’eccezione, Christopher Lee nello splendido horror-gotico “La Tredicesima Vergine”, e i primi due della serie “sci-fi d’essay” inaugurata con due capolavori della fantascienza anni 50, “Il Primo Uomo nello Spazio” e “Kronos, il conquistatore dell’universo”.
Tre pietre miliari del cinema che beneficiano di un trattamento privilegiato grazie a tre edizioni di assoluto pregio. Pellicole restaurate, video anamorfico, aspect ratio rigorosamente rispettato, doppio audio - originale e doppiaggio cinematografico italiano - booklet fotografico arricchito da rare foto d’epoca, contributi speciali sottotitolati e, come sempre, i preziosi commenti del regista Luigi Cozzi.

Occasione unica per apprezzare tre opere mai pubblicate in home-video nel nostro paese.

Mossi da sincero ardore cinefilo, la SinisterFilm anticipa un’importante uscita settembrina. Una collection dedicata ad uno dei volti più terrificanti mai impressi su celluloide. L’ineffabile Boris Karloff, il primo ed ineguagliato Frankenstein della storia. Quattro dei suoi migliori lungometraggi, inediti nel mercato home-video italiano, ed una copiosa sezione di extra confezionati in un box da collezione!

Gli appassionati tengano i lettori DVD in caldo perchè il 2009 sarà ricco di titotli attesissimi. Tra cui alcuni esempi di vero “cinema d’essai” come Vampyr di Dreyer e i primi due episodi del Dr. Mabuse firmati da Fritz Lang.
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08 aprile 2008

Occhi senza volto (DVD)

di Ferdinando Carcavallo

Ottimo debutto della nuova casa editrice Sinister film con l'uscita congiunta in edizione speciale di due classici dell'horror come "I tre volti della paura" e "Occhi senza volto".
Il secondo dei due è certamente meno noto al pubblico italiano, e per questo particolarmente apprezzabile l'operazione editoriale.
Personalmente non avevo mai visto il film di Georges Franju, pur conoscendone il mito soprattutto grazie alla canzone di Billy Idol degli anni '80 (Eyes without a face).
In America Occhi senza volto è considerato, insieme a Psycho, il padre dell'horror moderno, come ci informa Luigi Cozzi nella presentazione del film.
L'edizione presentata nel dvd è quella originale, senza tagli, in cui si possono ammirare le immagini censurate per l'eccessiva crudezza.
Oltre al film restaurato digitalmente, che restituisce il giusto fascino al bianco e nero firmato dal maestro della fotografia Eugen Shuftan, il DVD contiene degli ottimi extra tra i quali il primo cortometraggio del regista e un'intervista in cui Franju spiega il suo concetto di cinema fantastico come poetica dell'insolito.
Molto interessante è anche il trailer americano realizzato per i mitici spettacoli doppi dei grindhouse, in cui il film di Franju doppiato e rinominato "The Horror Chamber of Dr. Faustus" veniva abbinato ad un curiosissimo b-movie americano del 1962 dal titolo "The manster" in cui il protagonista deve convivere con una seconda testa mostrosa cresciutagli su una spalla che si impossessa delle sue facoltà psichiche.


Sinister Film
Occhi senza volto su libreriauniversitaria.it

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06 aprile 2008

I tre volti della paura (DVD)

di Flavio Ignelzi

Ricordo la prima volta che sentii parlare de "I Tre Volti Della Paura": leggendo una biografia dei Black Sabbath (la famosa band hard-rock di Birmingham), venni a conoscenza dell’aneddoto secondo il quale il bassista Geezer Butler si era ispirato al titolo del film di Mario Bava (in inglese "Black Sabbath", appunto) per il monicker della loro band nascente. Questo a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che il regista di origini liguri probabilmente era conosciuto (e considerato) più all’estero che non in patria. Con "I Tre Volti Della Paura" la neonata Sinister Film inaugura nel migliore dei modi l'attività di ristampa di classici horror/sci-fi/noir. Non ho voglia di dilungarmi sulla qualità artistica del film, per il quale le tre stellette del Mereghetti possono essere più che indicative, quanto sulla confezione di questa edizione: un ricco booklet con i commenti di grandi registi (Martin Scorsese, Tim Burton, Quentin Tarantino, Roger Corman..) per i quali Bava ha rappresentato un vero punto di riferimento; una ricca sezione "Extra", nella quale mi sono letteralmente goduto il documentario "I Trucchi Del Mestiere" (una lunga intervista televisiva in cui un giovane Rispoli intervista lo stesso Bava e Carlo Rambaldi sulle finzioni del grande schermo, con una serie di dimostrazioni pratiche di come, con pochi mezzi e tanta inventiva, si realizzavano ottimi effetti speciali); infine il film stesso, in una versione restaurata particolarmente luminosa, con i suoi colori sgargianti (ah, gli anni sessanta...), le sue impennate di tensione, i suoi momenti di delirio, un Boris Karloff autoironico in grande spolvero. Non c'è che dire: un ottimo punto di partenza per la Sinister Film, che spero ci delizierà ancora in futuro con altri ottimi prodotti come questo.

Sinister film
I tre volti della paura su libreriauniversitaria.it

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28 marzo 2008

Lascia perdere, Johnny!

di Ferdinando Carcavallo

Opera prima come regista di Fabrizio Bentivoglio, questo film possiede le caratteristiche positive dei film diretti da attori. Ed è proprio nella prestazione del grande Toni Servillo, che apre e chiude moralmente la storia dell'avventura artistica del protagonista Faustino (Antimo Merolillo), che il film ha il suo punto di forza. Con l'apparizione dell'attore casertano il film sembra prendere una godibilissima strada da commedia provinciale italiana ambientata nel sottobosco della musica popolare, dei concerti di piazza e delle feste paesane, ma con l'oscuramento (improvviso) del personaggio del maestro Falasco il film diventa un'amara e grottesca storia di delusioni e rimpianti.

Pur non essendo un film memorabile, e nemmeno un fenomeno da cineclub, Lascia perdere Johnny mette in scena uno stuolo di attori affiatati di prim'ordine come Lina Sastri e Valeria Golino, e questo non può che fare del bene. Per quanto riguarda, pero', il risultato totale, il film risluta un lussuoso (e costoso) sfizio di un attore, che per una volta si è voluto concedere il lusso di fare il regista di se stesso con la complicità di amici e colleghi. Appare chiaro che l'intento di Bentvoglio fosse quello di rappresentare una serie di personaggi in un contesto ben definito, senza porre molta attenzione alla storia in sè e allo sviluppo degli eventi. Tutto l'epilogo della trasferta milanese del giovane protagonista sembra davvero appiccicato, come un riempitivo, tanto da sembrare il prologo di un altro film che non c'è.

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14 marzo 2008

Antimatter Multiverse

I film su Capitan America, il pilot di Justice League of America, lo Spiderman turco, i Fantastici 4 di Roger Corman, il telefilm del Doctor Strange e il mitico film su Nick Fury.
Ne avete sempre sentito parlare ma non li avete mai visti?
Avete addirittura sospettato che fossero leggende metropolitane? Ebbene, oggi potete averli.
Esiste una sorta di casa di distribuzione (non garantisco nulla sulla qualità!!) on line chiamata Antimatter Multiverse che si è presa la briga di passare in DVD-R questi capolavori cult e venderli online a $11,99 assieme ad altre chicche come il Musical su Superman e lo Star Wars turco.
Fate un giro su http://www.antimattermultiverse.com/ (ribadisco, a vostro rischio e pericolo...).

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06 marzo 2008

Sinister Film

Nasce un nuovo editore votato al cinema di genere e d'autore.
Un ricco calendario di pubblicazioni volto a recuperare alcuni tra i migliori film horror/sci-fi/noir "d'antan e a dare nuovo lustro a pellicole dimenticate di cineasti del calibro di Luis Bunuel, Fritz Lang, Georges Franju, William Castle, Mario Bava e altri.
La Sinister Film inaugura la serie con la collana "HORROR D'ESSAY" restituendo al loro originario splendore due capolavori del cinema fantastico mai editati fino ad ora per il mercato home video:
I TRE VOLTI DELLA PAURA (1963) di Mario Bava e OCCHI SENZA VOLTO (1959) di Georges Franju.
Due titoli di assoluto pregio presentati in "edizione speciale", dizione spesso abusata ma che qui racchiude la declinazione di caratteristiche imprescindibili per un vero cinefilo.
Telecinema anamorfico, piena adesione all'aspect ratio originale, restauro digitale, pista sonora d'epoca, nonchè contributi speciali, interviste a registi ed attori, scene inedite, documentari, gallerie fotografiche ed il commento video di Luigi Cozzi, regista (assistente di Dario Argento) e massimo esperto di cinema di genere. Lo stesso Cozzi accompagna Lamberto Bava, figlio di Mario, in un inedito commento audio a 'I Tre Volti della Paura'.
Non è stato trascurato neanche il packaging, qui arricchito da un booklet fotografico colmo di aneddoti e note storiche.
I TRE VOLTI DELLA PAURA (1963). Una delle migliori opere di Mario Bava, regista prediletto, tra i tanti, di Tarantino, Tim Burton e Martin Scorsese. Quest'ultimo ha personalmente tessuto le lodi di Bava nella prefazione del libro ALL THE COLORS OF THE DARK, biografia enciclopedica dedicata al regista italiano.
OCCHI SENZA VOLTO (1959). La mirabile opera di uno dei padri della Nouvelle Vague, Georges Franju. In questo lungometraggio dirige una sublime Alida Valli nei panni della cinica e crudele assistente di un medico senza scrupoli. Il film è spesso riconosciuto da più parti come uno dei dei più grandi cult movies di sempre.

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03 febbraio 2008

Horror Underground Volume II

di Flavio Ignelzi

Quando prende corpo una nuova iniziativa atta a promuovere e a diffondere il cinema italiano, non possiamo che esserne enormemente contenti. E’ il caso della serie “Horror Underground”, presentata dall’attivissimo sito FilmHorror.com e qui giunta al secondo volume. Il dvd in questione ci consegna sei cortometraggi di autori nostrani che si concretizzano in una vetrina finalizzata a mostrare le potenzialità e le capacità di cui dispongono questi giovani (e in una qualche misura promettenti) cineasti italiani.

Si parte con “Vi Amo Addio” di Cristiano Stocchi e Francesco Cortonesi, un monologo surreale a camera fissa che accompagna un assassino fino alla sua morte. Bravo Simone Nepote Andrè a confrontarsi senza titubanze con lo spettatore ed interessante la suddivisione in mini-atti con applausi, risate e fischi registrati a mo’ di sit-com televisiva.
Segue “Il Proiezionista” di Roberto Loiacono, racconto dell’ultima serata a cinema di due amiche. Allegorico, d’impatto, con un procedere per intrecci paralleli fino all’epilogo, ricorda (non so per quale motivo) l’episodio “Cigarette Burns” di John Carpenter della serie Master Of Horror. La qual cosa, a casa mia, è un complimento.
Buio Nero” di Andrea Razzi è forse il corto scritto meglio (non a caso vincitore del PesarHorrorFest 2005) ma recitato peggio. Un’idea fulminante che si avvita su se stessa e che sorprende nel finale. Peccato per la confezione un po’ troppo amatoriale.
Clonazioni Inc.” di Paolo Vandoni parrebbe un ipotetico episodio di “Ai Confini Della Realtà” in salsa nostrana. Molto sci-fi (liberamente tratto dal racconto “Marionettes, Inc.” di Ray Bradbury) e poco horror. Canonico.
Nella Mia Mente” di Michele Pastrello, realizzato in maniera professionale (vincitore del PesarHorrorFest 2006), sfrutta influenze argentiane e suggestioni oniriche per un storiella che ha l’unica pecca di essere un po’ stereotipata.
Infine “L’Albero Capovolto” di Ivan Zuccon è un viaggio nella mente e nel corpo di una pittrice di dipinti inquietanti. Forse il bianco e nero non è stata la scelta più giusta (immagino i possibili giochi cromatici con i colori dei dipinti) e la narrazione procede con lentezza e senza guizzi particolari. Irrisolto.

Considerato il contesto (il mondo dei cortometraggi è duro ed impervio), la raccolta presenta diversi spunti d’interesse, anzi appare perfetta per dare impulso alle nuove leve di cineasti, nonché per far conoscere giovani talenti che altrimenti rischiano di rimanere sconosciuti ai più. Insomma, vale tutti i 9,90 euro di spesa.

http://www.filmhorror.com/

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10 gennaio 2008

Severance - Tagli al personale

di Flavio Ignelzi e Ida Lacchè

Ovvero trasferire le dinamiche d’ufficio in un survival horror. Prendete un gruppetto di dipendenti di un’Azienda che produce armi (la Palisade Defence), sufficientemente variegato come ogni open-space che si rispetti, e speditelo in un isolato lodge immerso nelle boscaglie dell’Ungheria per un corso atto a migliorare lo spirito di gruppo ed il senso di appartenenza all’azienda. Come si comporterà tale gruppetto in una situazione estrema quale l’assedio ed il pericolo di vita? Ora, non lasciatevi ingannare dal livello di lettura più superficiale, e cioè quello di uno slasherino da due soldi che avanza per stereotipi consolidati, benché orchestrati con mestiere ed infarciti di trovate grottesche ed irresistibili (come la scena concitata della tagliola o quella surreale del piede nel frigorifero). L’opera seconda di Christopher Smith (al suo attivo già un decoroso “Creep - Il Chirurgo” del 2004) veicola attraverso i comuni cliché di genere ben altri messaggi. Innanzitutto la pellicola mostra la palese applicazione della legge del contrappasso (da carnefice indiretto/irresponsabile a vittima diretta/consapevole) che porta a svelare una ad una le vere personalità dei componenti del team. Il responsabile dell’ufficio che conduce il gruppo si fa velocemente vigliacco ed incompetente di fronte alla gestione di situazioni di pericolo e lontano dagli agi della sua poltrona; la biondina americana - la regina dell’open space per tonalità di biondo - e che emana sensualità ed invidie tra le scrivanie, si rivela determinata e vincente; il giovane collega un po’ qualunquista, interessato alle ragazze e agli stupefacenti ed immune ad ogni forma di aziendalismo presenta di fronte alla necessità, una mente creativa e sfidante, probabilmente per via delle sue frequentazioni con lo ‘sballo’; infine il professionista di colore incorruttibile ed impegnato nel suo lavoro cementa il gruppo con il suo spirito collaborativo e si guadagna nel finale la morte più eroica, provocata dalla ferita nel petto che ne esaurisce una ad una tutte le sue funzioni vitali; la sua morte è imprevedibilmente il punto di partenza per il riscatto della giovane eroina americana che, elaborato l’evento, centra il suo asse sull’obiettivo della sopravvivenza e lo raggiunge, sfida dopo sfida. In pratica non c’è relazione tra le capacità aziendali pregresse ed il superamento della prova (leggasi sopravvivenza): tutto come nella realtà, in sostanza, fino alla conclusione trash e commovente che ci lascia con un’ammiccante e dolce fantasia sessuale che aleggia intorno a due stangone, seminude e vendicative, equipaggiate di mitra, per sottolineare (come se ce ne fosse bisogno) che si tratta solo di un "povero" B-Movie che non vuol prendersi sul serio, e che la provocazione sessuale rilassante e liberatoria alla quale abbandonarsi è una gran bel happy end. L’umorismo nero molto british, un parterre di personaggi che non scade troppo nel becero stereotipo e l’ottima confezione (fotografia e montaggio, in particolare) fanno di “Severance” un intrattenimento più che gradevole. In scia alla robetta di Eli Roth (“Cabin Fever” in particolare), ma un po’ più in palla.

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07 ottobre 2007

Grindhouse - Death proof (A prova di morte)

di Ferdinando Carcavallo

Esce nelle sale italiane il capitolo di Rodriguez di Grindhouse (Planet terror) quando in contemporanea arriva il Dvd del capitolo tarantiniano in una edizione doppia ricca di extra che farà gola ai fan statunitensi, per i quali esiste solo la versione unica con i due capitoli tagliati.
Ho aspettato fino ad ora di vedere Death proof (non per mia volontà) e la mia attesa è stata premiata.
Death proof è a tutti gli effetti il quinto film di Quentin Tarantino. Ridotte al minimo indispensabile le "tamarrate" digitali per invecchiare la pellicola (graffi, tagli improvvisi, audio fuori sincrono) che tanto mi avevano fatto insospettire nel trailer, il film è la perfetta continuazione di Kill Bill.
Auto-citazionismo (nel senso che cita se stesso e i film automobilistici), exploitation e gusto del vintage sono dosati ad arte e ben si sposano con le componenti tarantiniane. La logorrea e il turpiloquio prendono qui un sapore particolare. Le (splendide) ragazze del film sono particolarmente sboccate ma nei fatti hanno un approccio al sesso abbastanza pudico, per non dire bigotto. Si chiudono in macchina con i ragazzi per darsi "sei minuti di baci", raccontano di baci-da-dietro fenomenali e praticano l'astinenza per tenersi stretti i fidanzati. Probabilmente questo contrasto linguaggio-fatti è una parodia della censura tipica dei film del Grindhouse vero, dove si dicevano parolacce, si mostrava violenza e donne in abiti succinti ma sul piano sesso si rimaneva sempre sull'allegoria.

Nel complesso il film è tecnicamente sbaloditivo. Le sequenze degli inseguimenti in auto e degli scontri sono adrenaliniche più degli ingegneristici "Fast and Fourious" e le attrici sono tutte adorabili (compresa la spilungona Zoe alla quale nel Dvd è dedicato un bel capitolo tra gli extra).

Quando il film uscì nelle sale italiane si accese una bella polemica riguardo alla scelta tutta europea di dividere i due capitoli in due film separati inserendo scene tagliate nella versione uscita in USA. Alla fine dei conti, almeno per Death Proof, non credo che la cosa abbia fatto male. Non mi sembra di aver notato nessuna scena superflua.

Un film tarantiniano al 100%.

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30 settembre 2007

Maradona la mano de d10s

di Ferdinando Carcavallo

Non mi interessa e non capisco nulla di calcio, ma credo che Maradona sia stato un fenomeno così grande da potergli perdonare qualsiasi eccesso. Inutile fare moralismi con un genio dei piedi che con il nostro modo di essere (persone normali) non ha nulla a che fare. Uno come Maradona sfugge a qualsiasi tipo di giudizio perchè è (stato) unico. Quindi, fare un biopic che risulti all'altezza di un personaggio del genere è un'impresa difficile. Non solo Marco Risi non ci è riuscito, ma non è andato nemmeno in quella direzione.
Nonostante i tecnicismi apprezzabili del film (fotograia, movimenti di macchina), Maradona la mano de D10s non sembra affatto parlare del pibe de oro. Il film di Risi (regista che apprezzo e per il quale mi auguro prima o poi un grande riscatto) è la storia di un calciatore di successo vittima della sua ignoranza e poca intelligenza che si rovina con il "vizio" della cocaina. In nessun punto del film si ha l'impressione che si sta parlando del più grande calciatore di tutti i tempi. Non mi si venga a dire che si è voluto raccontare il Maradona uomo perchè la falsità e l'artificialità di dialoghi e situazioni non fanno di questo film un'opera di realismo.
Il livello del film è quello di una mediocre tv-fiction mediaset.
Non so se è colpa di Risi o dell'attore Marco Leonardi, ma il personaggio Maradona che esce fuori dal film è così ridicolo da essere facilmente dimenticato.
Spero chemai e poi mai a qualcuno venga in mente di fare un film su Totò.
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Mio fratello è figlio unico

di Ferdinando Carcavallo

Nel romanzo "Il fasciocomunista" di Antonio Pennacchi, la storia di Accio Benassi era un pretesto per raccontare trent'anni di lotte politiche italiane dagli anni '60 ad oggi. Nel film di Luchetti, ispirato al romanzo, accade il contrario, ecco perchè il titolo è diverso.
La storia di Accio potrebbe essere quella di un qualsiasi adolescente inquieto che cerca ad ogni modo di contestare a trecentosessanta gradi il mondo in cui vive: famiglia, religione, società e amore. Accio è Elio Germano che non solo interpreta la parte del protagonista nel film ma è così convincente da diventare una sola cosa con il personagio. Ci sarà dificile, in futuro, immaginarlo in ruoli diversi (in fondo era già un po' Accio anche in N. di Virzì).
Nel film è stata ampliata molto la parte del fratello di Accio, Manrico, forse per dare più spazio al divo Riccardo Scamarcio che, comunque, una volta per tutte dimostra di essere principalmente un attore e poi tutto il resto.
Il ritorno alle grandi storie del regista Luchetti direi che convince; la sua è una regia misurata, non invadente, ma allo stesso tempo rigorosa e precisa. Belle le scene dei dialoghi tra Accio e il suo mentore fascista Nastri (Luca Zingaretti) così come molto ben fatte quelle delle contestazioni.
Nel film, alla cui sceneggiatura ha collaborato lo stesso Pennacchi, compaiono personaggi non presenti nel libro ma che ci hanno permesso di ammirare una splendida Anna Buonaiuto in un ruolo comprimario.
Era qusto il film che poteva ben rappresentare l'Italia agli Orcar? Beh, sicuramente è un film del quale andare fieri, ma forse difficile da apprezzare in un contesto Academy. La sconosciuta di Tornatore è sicuramente un film più facile.
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28 settembre 2007

Vedi Napoli e poi muori di Enrico Caria

di Ferdinando Carcavallo

Enrico Caria è uno dei pochi operatori della comunicazione che riesce a parlare di Napoli senza cadere nel retorico o nel bollettino di cronaca. Con il tocco ironico e satirico che lo contraddistingue (Caria è stato tra le firme principali de Il male e Cuore), il regista napoletano ha realizzato nel 2006 questo documentario dal titolo solo apparentemente iconografico probabilmente confidando in un coraggio e una lungimiranza dei distributori italiani che ancora una volta hanno dimostrato di non essere capaci a fare il loro mestiere. In questo caso il distributore avrebbe dovuto essere l'Istituto Luce, lo stesso che ha negato al pubblico l'ultimo lavoro del grande Sergio Citti e il bel film di Antonella de Lillo "Il resto di niente".
Eppure il genere documentario è tornato incredibilmente in auge, ma mentre importiamo dagli USA reportages cinematografici che ci raccontano di malasanità e abitudini alimentari spregiudicate di un paese lontano, un film come quello di Caria, che racconta una realtà vicina e pericolosissima come la totale assenza dello stato in una terra con un'economia completamente assoggettata al potere della malavita, viene completamente oscurato.
Anche volendo soltanto un mero discorso di cassetta (visto che solo questo capiscono i distributori), il film di Caria avrebbe potuto essere anche un'ottima occasione per il botteghino soprattutto cavalcando l'onda del libro Gomorra di Roberto Saviano, tra l'altro presente anche nel film.
In pieno stile dei documentari cinematografici, il film parte dall'intenzione del regista di girare un documentario sui prodotti tipici della Campania (ce lo vedete Caria che parla seriamente di mele, mozzarelle e melenzane?) che poi viene completamente dirottata verso un'analisi più approfondita dei cambiamenti delle abitudini della città durante gli ultimi dieci anni. Come nel libro di Saviano, dal film viene fuori una Napoli apparentemente senza speranza di cambiamento in cui il potere della camorra sembra essere l'unico, terribile e minaccioso punto di riferimento della città.
Oggi in DVD, il film di Caria è assolutamente da vedere, anche perchè nonostante la tragicità del tema (ma io sono troppo coinvolto) Vedi Napoli e poi muori non risparmia momenti di esilarante ironia.
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