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25 giugno 2009

John Turturro a Napoli tra fantasmi e canzonette

di Ferdinando Carcavallo

Due sono i progetti cinematografici dell'attore regista John Turturro che vedono la città di Napoli protagonista. Il promo progetto riguarda la versione cinematografica del suo adattamento della commedia "Questi fantasmi" di Eduardo De Filippo che Turturro ha già rappresentato a Brodway (ed anche in Italia) con grande successo.
Il secondo progetto, invece, è un film documentario sulla canzone napoletana, una sorta di "Buena Vista Social Club" a detta di molti, ma vista la frequestazione Scorsesiana di John ci aspettiamo qualcosa più vicina a "L'anima di un uomo", il film sul blues americano di Martin Scorsese.
Quest'ultimo progetto sarà quello di più prossima realizzazione. Gia questa estate Turturro dovrebbe cominciare le riprese avendo già assoldato per il film musicisti napoletani che interpreteranno brani del repertorio napoletano classico e non. Si parla di James Senese, Peppe Barra, Pietra Montecorvino, Raiz, Peppe Servillo e una piccola apparizione di Fiorello (?). Il regista americano, di chiare origini italiane, rassicura che il film (che non ha ancora un titolo ufficiale) non sarà un classico documentario ma una storia vera e propria che avrà la musica napoletana come filo conduttore. Naples Story.
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09 marzo 2009

"17" in DVD

di Ferdinando Carcavallo

Dopo l'interminabile filone del recupero in DVD della b-comedy italiana (in alcuni casi encomiabile) , la scelta di Cecchi Gori Home Video di pubblicare l'opera prima di Enrico Caria è un ottimo segnale. Il ruolo dell'Home Video dovrebbe essere proprio quello di canale distributivo alternativo alle sale cinematografiche e ai network televisivi e non una seconda o terza visione per film già visti.

Il film "17", uscito invisibilmente nelle sale 17 anni fa, è un vero e proprio cult avendo conservato negli anni il suo fascino di film misterioso non essendo stato nemmeno passato tanto nelle televisioni.

Sul film ci siamo già ampiamente espressi, così come sull'autore, per cui ci limitiamo qui a ricordare che "17", oltre agli altri pregi, rappresenta un cabalistico punto di incontro di personalità eccentriche di varie espressioni culturali come Peppe Barra e Giovanni Mauriello (entrambi ex NCCP) e il musicista Daniele Sepe.

Ci fa piacere pensare che l'uscita di questa essenziale edizione in DVD (video e audio buoni, considerando l'epoca, ma qualche extra in più sarebbe stato apprezzato) sia un preludio ad un ritorno alla carica di Caria, attualmente impegnato nella post produzione di un mockumentary sulla Napoli del prossimo futuro.

Speriamo quindi in una redistribuzione a breve di "Blek Giek" e sulla "riesumazione" di "Carogne: Ciro and me" opera seconda ancor meno visibile (se possibile) di questo "17".
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03 novembre 2007

17, ovvero l'incredibile e triste storia del cinico Rudy Caino

di Ferdinando Carcavallo

Più conosco l'opera di Enrico Caria più aumenta la mia stima per questo non prolifico cineasta, ma contemporaneamente aumenta la mia acredine verso una politica distributiva che penalizza i talenti e priva il pubblico della visione di lavori originali e degni di considerazione.
Dopo il sorprendente Blek Giek (2001) e l'ultimo interessantissimo documentario Vedi Napoli e poi muori, ho recuperato l'opera prima di Caria, e non è stato facile (ho dovuto scomodare persone molto in alto).
"17, ovvero l'incredibile e triste storia del cinico Rudy Caino", è un film del 1992 con Giovani Mauriello (ex NCCP) e Peppe Barra, in una delle sue rare e più riuscite trasferte cinematografiche.
Si tratta di un noir fantapolitico ambientato in una Napoli futuristica (2057) in cui il capoluogo campano è l'unica città sopravvissuta ad una guerra mondiale, scampata grazie al suo già alto tasso di inquinamento che ha fatto da baluardo ai veleni delle esplosioni atomiche. Il potere politico è conteso tra il presidente della Napoli bene, arroccata sulla collina di Posillipo, e il malavitoso 'O turco, indiscusso sovrano dei traffici illegali della inquinatissima "Giù Napoli".
L'umorismo nero che pervade l'intero film non scende mai di tono. Come un libro di Stefano Benni, un editoriale di Michele Serra (dei tempi di Cuore) o una elucubrazione satirica dello stesso Caria (guarda il NOPROJECT su
Mussolini e il mistero degli Ufo) la trama si sviluppa con ritmo e cadenza di un fumetto (devo citare anche Andrea Pazienza?) in cui non si contano le allegorie, i richiami a personaggi e fatti realmente esistiti (o facilmente riscontrabili) e un pessimismo di base che spiazza e diverte allo stesso tempo.

Il film è concettualmente originale e a tratti geniale e Caria in più occasioni strizza l'occhio sardonicamente a Ridley Scott di Blade Runner e a Luc Besson (agli inizi degli anni '90 erano questi i modelli del cinema di fantascienza) ma anche al nostrano Nanni Loy di "Mi manda picone", per quella abilità e disonvoltura nel calare nella realtà italiana generi e ritmi tipici del cinema d'oltremanica senza inciampare nel provincialismo. Certo, rispetto a quelli citati il film di Caria è un'opera artigianale, per non dire casalinga, in cui i limiti del low low budget si vedono, anche se ampiamente compensati dall'inventiva e dall'entusiasmo di regista e attori.

Se questo film fosse stato distribuito come meritava nel periodo in cui uscì, porbabilmente personaggi come l'agente segreto Rudy Caino, i killer calabresi Santo & Johnny e l'estroso boss 'O turco sarebbero oggi nell'immaginario cinematografico di ognuno di noi. Ma questo film, come gli altri di Caria dei quali solo Blek Giek è disponibile in DVD, fanno parte di quella nutritissima schiera di film belli e invisibili.

Ma qual'è il "problema" di Enrico Caria? Quale caratteristica gli impedisce l'accesso alla grande distribuzione e il conseguente meritato successo?
Fondamentalmente, credo, c'è il fatto che lui "se ne fotta" di ricevere statuette ai festival istituzionali o essere ingaggiato per adattamenti di adolescenziali bestseller.
Caria si avvicina al cinema per una necessità culturale, ogni qual volta il suo estro lo richiede e quando le sue fantasiose idee hanno le caratteristiche del racconto cinematografico. Sicuramente non aspira al jet-set del cinema adulto, e nemmeno ad un poltrona nel salotto nottambulo di Marzullo, ma sicuramente gli farebbe piacere sapere che i suoi film siano visti da più persone.

Vi lascio, comunque, con una buona notizia. Sul sito di Enrico Caria (http://www.enricocaria.it/) è annunciata l'imminente disponibilità in download del film. Attendiamo pazienti. Dovessero esserci novità, contate pure sulla mia tempestiva informazione.

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