13 febbraio 2017
21 maggio 2010
Il trailer di Dark Resurrection 0

E' italiana la passione e il gusto di fare a meno di grandi budget. E' italiano quel ricorso geniale all'artigianato (seppure digitale) che oggi appreziamo in maestri del passato come Mario Bava e Lucio Fulci e che quindi non possiamo non mettere in evidenza in questo fantastico secondo capitolo di Dark Resurrection.
26 giugno 2009
Cappuccetto rosso, di Stefano Simone
di Ferdinando Carcavallo
Mesi orsono vi parlai, in termini entusiastici, di un giovane regista 24nne, Stefano Simone.Di lui dissi che nonostante la evidente mancanza di mezzi la sua produzione video lasciava trasparire un talento e una "vision" sicuramente interessante.
Oggi Stafano mi ha onorato della visione del suo nuovo cortometraggio. Si tratta di "Cappuccetto Rosso", un horror tratto da un racconto di Gordiano Lupi (dalla raccolta "Cattive storie di provincia") che ribalta la famosa favola dei fratelli Grimm presentandoci una Cappuccetto Rosso sanguinaria e vendicativa.
Confermando quanto detto su Stefano in precedenza non posso però non rilevare che questo nuovo lavoro, per quanto permeato da sincera passione per il genere, non rappresenta un passo avanti e questo è davvero un peccato.
18 aprile 2008
Kill baby kill! - Il cinema di Mario Bava
di Ferdinando Carcavallo
Quentin Tarantino, Tim Burton, John Landis, Tim Lucas e Joe Dante ci spiegano perchè ancora oggi Mario Bava costituisce un modello per il cinema horror-thriller, mentre Mario Monicelli, Alberto Pezzotta, Lamberto Bava, Barbara Steele e Dario Argento raccontano di lui e del suo modo di fare cinema.
Questo succede in una serie di 39 interviste a personaggi illustri del cinema americano ed italiano e contributi di autorevoli critici, condito con 100 immagini fra foto di scena inedite, fuori set e rarissime locandine, in "Kill baby kill! - Il cinema di Mario Bava", il libro di Gabriele Acerbo e Roberto Pisoni.
Mario Bava è stato il regista che con il suo gusto maniacale per l'immagine - sia nello stupendo bianco e nero di "La maschera del demonio" che nella psichedelia di "Diabolik"- negli anni '60 ha definitivamente connotato il cinema horror di quella componente estetizzante che lo ha eletto a livelli di genere di serie A.
Forse per simpatia in molti ci ostiniamo ancora oggi a definire i film di Bava dei B-Movies, cosa che altrove non succede.
Era ora che anche in Italia ci si degnasse di dedicare a questo grande autore una monografia che andasse un po' al di là del libretto cult, laddove nel resto del mondo (Francia e USA) abbondano lussuose pubblicazioni e splendidi cofanetti di DVD.
Non c'è da meravigliarsi se a compiere questo onorevole gesto è la casa editrice Un mondo a parte, responsabile già di altre brillanti iniziative editoriali come il volume su Lucio Fulci ("Il terrorista dei generi") e "Il dizionario dei protagonisti della commedia italiana".
E a proposito di Mario Bava...
Pisoni e Acerbo sono anche gli autori di uno stupendo documentario di 50' su Bava di cui il libro è in qualche modo la versione extended. Il doc, dal titolo "Mario Bava - Operazione Paura" è stato trasmesso su Sky Cinema ed è presente diviso in tre parti su Youtube.
Su Youtube, inoltre, vi segnalo anche il documentario (stavolta americano) "Mario Bava: master of the macabre", in cui potete sentire dalle voci di Burton e Carpenter quanto questo tegista sia amato all'estero, e lo speciale intitolato "From fumetti to Film", extra della versione americana del DVD del film Diabolik.
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06 aprile 2008
I tre volti della paura (DVD)
di Flavio Ignelzi
Ricordo la prima volta che sentii parlare de "I Tre Volti Della Paura": leggendo una biografia dei Black Sabbath (la famosa band hard-rock di Birmingham), venni a conoscenza dell’aneddoto secondo il quale il bassista Geezer Butler si era ispirato al titolo del film di Mario Bava (in inglese "Black Sabbath", appunto) per il monicker della loro band nascente. Questo a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che il regista di origini liguri probabilmente era conosciuto (e considerato) più all’estero che non in patria. Con "I Tre Volti Della Paura" la neonata Sinister Film inaugura nel migliore dei modi l'attività di ristampa di classici horror/sci-fi/noir. Non ho voglia di dilungarmi sulla qualità artistica del film, per il quale le tre stellette del Mereghetti possono essere più che indicative, quanto sulla confezione di questa edizione: un ricco booklet con i commenti di grandi registi (Martin Scorsese, Tim Burton, Quentin Tarantino, Roger Corman..) per
i quali Bava ha rappresentato un vero punto di riferimento; una ricca sezione "Extra", nella quale mi sono letteralmente goduto il documentario "I Trucchi Del Mestiere" (una lunga intervista televisiva in cui un giovane Rispoli intervista lo stesso Bava e Carlo Rambaldi sulle finzioni del grande schermo, con una serie di dimostrazioni pratiche di come, con pochi mezzi e tanta inventiva, si realizzavano ottimi effetti speciali); infine il film stesso, in una versione restaurata particolarmente luminosa, con i suoi colori sgargianti (ah, gli anni sessanta...), le sue impennate di tensione, i suoi momenti di delirio, un Boris Karloff autoironico in grande spolvero. Non c'è che dire: un ottimo punto di partenza per la Sinister Film, che spero ci delizierà ancora in futuro con altri ottimi prodotti come questo.
Sinister film
I tre volti della paura su libreriauniversitaria.it
06 marzo 2008
Sinister Film

Un ricco calendario di pubblicazioni volto a recuperare alcuni tra i migliori film horror/sci-fi/noir "d'antan e a dare nuovo lustro a pellicole dimenticate di cineasti del calibro di Luis Bunuel, Fritz Lang, Georges Franju, William Castle, Mario Bava e altri.
La Sinister Film inaugura la serie con la collana "HORROR D'ESSAY" restituendo al loro originario splendore due capolavori del cinema fantastico mai editati fino ad ora per il mercato home video:
I TRE VOLTI DELLA PAURA (1963) di Mario Bava e OCCHI SENZA VOLTO (1959) di Georges Franju.
Due titoli di assoluto pregio presentati in "edizione speciale", dizione spesso abusata ma che qui racchiude la declinazione di caratteristiche imprescindibili per un vero cinefilo.
Non è stato trascurato neanche il packaging, qui arricchito da un booklet fotografico colmo di aneddoti e note storiche.
I TRE VOLTI DELLA PAURA (1963). Una delle migliori opere di Mario Bava, regista prediletto, tra i tanti, di Tarantino, Tim Burton e Martin Scorsese. Quest'ultimo ha personalmente tessuto le lodi di Bava nella prefazione del libro ALL THE COLORS OF THE DARK, biografia enciclopedica dedicata al regista italiano.
