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13 febbraio 2017

Deep Shock, di Davide Melini (trailer)

Pubblicato da pochissimo il trailer di "Deep Shock", il nuovo corto di Davide Melini
Il film, come appare evidente dalle immagini e le musiche del breve trailer, vuole rendere omaggio al "giallo all'italiana" ed in particolare ai due registi che, secondo Melini, ne hanno consacrato il genere, ossia Dario Argento e Mario Bava. Il titolo del corto viene fuori, infatti, dalla fusione dei titoli dei due maestri, "Deep Red" (Profondo rosso) e "Shock". 
La produzione del corto è Inglese mentre le riprese sono state effettuate in Spagna. 
"Sarah non riesce a superare del tutto le morti di suo nonno e di sua sorella maggiore. Il trauma e l’insonnia la porteranno a fare un viaggio strano, pieno di apparizioni e di omicidi causati apparentemente dalla sua mente..." 
Nel cast l'attrice Muireann Bird, Francesc Pagès, George Bracebridge e Lorna Larkin
Girato in 6K con una Red Epic Dragon, il nuovo corto di Melini arriva dopo meno di un anno dal suo ultimo "Lion" e dopo sei da "La dolce mano della Rosa Bianca", film che gli valse nel 2011 la candidatura ai David di Donatello.
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21 maggio 2010

Il trailer di Dark Resurrection 0

Il grande Stanis Larochelle, il divo della fiction "Gli occhi del cuore"(Boris), definirebbe compiaciuto il trailer di "Dark Resurrection 0" molto poco italiano, sottolinando l'internazionalità del progetto e la evidente qualità delle scene che nulla hanno da invidiare alle grandi produzioni d'oltre oceano.
Ma, come il buon Larochelle insegna, non c'è nulla di più provinciale dell'aspirazione esasperata all'internazionalità, ed è per questo che io riconosco in questo progetto di Angelo Licata e Davide Bigazzi molta, moltissima italianità.
E' italiana la passione e il gusto di fare a meno di grandi budget. E' italiano quel ricorso geniale all'artigianato (seppure digitale) che oggi appreziamo in maestri del passato come Mario Bava e Lucio Fulci e che quindi non possiamo non mettere in evidenza in questo fantastico secondo capitolo di Dark Resurrection.
Nato come fan film ispirato alla saga di Star Wars, Dark Resurrection è finanziato esclusivamente da donazioni spontanee dei fan (trai quali KinemaZOne è onorato di far parte) fatte via PayPal, bonifici bancari o cessione dell'otto per mille.
Guardate il trailer e giudicate voi se è il caso o meno di incoraggiare questa iniziativa.

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26 giugno 2009

Cappuccetto rosso, di Stefano Simone

di Ferdinando Carcavallo

Mesi orsono vi parlai, in termini entusiastici, di un giovane regista 24nne, Stefano Simone.
Di lui dissi che nonostante la evidente mancanza di mezzi la sua produzione video lasciava trasparire un talento e una "vision" sicuramente interessante.
Oggi Stafano mi ha onorato della visione del suo nuovo cortometraggio. Si tratta di "Cappuccetto Rosso", un horror tratto da un racconto di Gordiano Lupi (dalla raccolta "
Cattive storie di provincia") che ribalta la famosa favola dei fratelli Grimm presentandoci una Cappuccetto Rosso sanguinaria e vendicativa.
Confermando quanto detto su Stefano in precedenza non posso però non rilevare che questo nuovo lavoro, per quanto permeato da sincera passione per il genere, non rappresenta un passo avanti e questo è davvero un peccato.


Il film si annuncia già dai titoli di testa un omaggio a Bava, Fulci e Joe D'Amato e con tutto il rispetto devo dire che dei primi due c'è davvero poco (e non le cose migliori) e a visione ultimata sembra quasi che la premessa iniziale sia una sorta di scusante per eventuali ingenuità tecniche e stilistiche.

I problemi di questo colorato gore-horror sono sempre gli stessi degli altri lavori di Simone, ossia la recitazione stentata (tenerissimi comunque i giovani attori) e la fotografia che marchia con il bollino dell'amatorialità tutte le scene, per altro ben congegnate e ottimamente montate.
Il fatto che le cose migliori del film siano l'inizio e la fine fa pensare che Stefano abbia voluto gonfiare troppo un cortometraggio che avrebbe potuto riuscire meglio se fosse stato più "corto", soprattutto se i dialoghi fossero stati ridotti al minimo.
Da segnalare come positive le musiche di Luca Auriemma, volutamente citazioniste e la scelta delle location nella provincia torinese.
Aspetto impaziente il prossimo impegno di Stefano.
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18 aprile 2008

Kill baby kill! - Il cinema di Mario Bava

di Ferdinando Carcavallo

Quentin Tarantino, Tim Burton, John Landis, Tim Lucas e Joe Dante ci spiegano perchè ancora oggi Mario Bava costituisce un modello per il cinema horror-thriller, mentre Mario Monicelli, Alberto Pezzotta, Lamberto Bava, Barbara Steele e Dario Argento raccontano di lui e del suo modo di fare cinema.
Questo succede in una serie di 39 interviste a personaggi illustri del cinema americano ed italiano e contributi di autorevoli critici, condito con 100 immagini fra foto di scena inedite, fuori set e rarissime locandine, in "Kill baby kill! - Il cinema di Mario Bava", il libro di Gabriele Acerbo e Roberto Pisoni.
Mario Bava è stato il regista che con il suo gusto maniacale per l'immagine - sia nello stupendo bianco e nero di "La maschera del demonio" che nella psichedelia di "Diabolik"- negli anni '60 ha definitivamente connotato il cinema horror di quella componente estetizzante che lo ha eletto a livelli di genere di serie A.
Forse per simpatia in molti ci ostiniamo ancora oggi a definire i film di Bava dei B-Movies, cosa che altrove non succede.
Era ora che anche in Italia ci si degnasse di dedicare a questo grande autore una monografia che andasse un po' al di là del libretto cult, laddove nel resto del mondo (Francia e USA) abbondano lussuose pubblicazioni e splendidi cofanetti di DVD.
Non c'è da meravigliarsi se a compiere questo onorevole gesto è la casa editrice Un mondo a parte, responsabile già di altre brillanti iniziative editoriali come il volume su Lucio Fulci ("Il terrorista dei generi") e "Il dizionario dei protagonisti della commedia italiana".

E a proposito di Mario Bava...
Pisoni e Acerbo sono anche gli autori di uno stupendo documentario di 50' su Bava di cui il libro è in qualche modo la versione extended. Il doc, dal titolo "Mario Bava - Operazione Paura" è stato trasmesso su Sky Cinema ed è presente diviso in tre parti su Youtube.
Su Youtube, inoltre, vi segnalo anche il documentario (stavolta americano) "Mario Bava: master of the macabre", in cui potete sentire dalle voci di Burton e Carpenter quanto questo tegista sia amato all'estero, e lo speciale intitolato "From fumetti to Film", extra della versione americana del DVD del film Diabolik.

Compra "Kill baby kill! Il cinema di Mario Bava" su libreriauniversitaria.it

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06 aprile 2008

I tre volti della paura (DVD)

di Flavio Ignelzi

Ricordo la prima volta che sentii parlare de "I Tre Volti Della Paura": leggendo una biografia dei Black Sabbath (la famosa band hard-rock di Birmingham), venni a conoscenza dell’aneddoto secondo il quale il bassista Geezer Butler si era ispirato al titolo del film di Mario Bava (in inglese "Black Sabbath", appunto) per il monicker della loro band nascente. Questo a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che il regista di origini liguri probabilmente era conosciuto (e considerato) più all’estero che non in patria. Con "I Tre Volti Della Paura" la neonata Sinister Film inaugura nel migliore dei modi l'attività di ristampa di classici horror/sci-fi/noir. Non ho voglia di dilungarmi sulla qualità artistica del film, per il quale le tre stellette del Mereghetti possono essere più che indicative, quanto sulla confezione di questa edizione: un ricco booklet con i commenti di grandi registi (Martin Scorsese, Tim Burton, Quentin Tarantino, Roger Corman..) per i quali Bava ha rappresentato un vero punto di riferimento; una ricca sezione "Extra", nella quale mi sono letteralmente goduto il documentario "I Trucchi Del Mestiere" (una lunga intervista televisiva in cui un giovane Rispoli intervista lo stesso Bava e Carlo Rambaldi sulle finzioni del grande schermo, con una serie di dimostrazioni pratiche di come, con pochi mezzi e tanta inventiva, si realizzavano ottimi effetti speciali); infine il film stesso, in una versione restaurata particolarmente luminosa, con i suoi colori sgargianti (ah, gli anni sessanta...), le sue impennate di tensione, i suoi momenti di delirio, un Boris Karloff autoironico in grande spolvero. Non c'è che dire: un ottimo punto di partenza per la Sinister Film, che spero ci delizierà ancora in futuro con altri ottimi prodotti come questo.

Sinister film
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06 marzo 2008

Sinister Film

Nasce un nuovo editore votato al cinema di genere e d'autore.
Un ricco calendario di pubblicazioni volto a recuperare alcuni tra i migliori film horror/sci-fi/noir "d'antan e a dare nuovo lustro a pellicole dimenticate di cineasti del calibro di Luis Bunuel, Fritz Lang, Georges Franju, William Castle, Mario Bava e altri.
La Sinister Film inaugura la serie con la collana "HORROR D'ESSAY" restituendo al loro originario splendore due capolavori del cinema fantastico mai editati fino ad ora per il mercato home video:
I TRE VOLTI DELLA PAURA (1963) di Mario Bava e OCCHI SENZA VOLTO (1959) di Georges Franju.
Due titoli di assoluto pregio presentati in "edizione speciale", dizione spesso abusata ma che qui racchiude la declinazione di caratteristiche imprescindibili per un vero cinefilo.
Telecinema anamorfico, piena adesione all'aspect ratio originale, restauro digitale, pista sonora d'epoca, nonchè contributi speciali, interviste a registi ed attori, scene inedite, documentari, gallerie fotografiche ed il commento video di Luigi Cozzi, regista (assistente di Dario Argento) e massimo esperto di cinema di genere. Lo stesso Cozzi accompagna Lamberto Bava, figlio di Mario, in un inedito commento audio a 'I Tre Volti della Paura'.
Non è stato trascurato neanche il packaging, qui arricchito da un booklet fotografico colmo di aneddoti e note storiche.
I TRE VOLTI DELLA PAURA (1963). Una delle migliori opere di Mario Bava, regista prediletto, tra i tanti, di Tarantino, Tim Burton e Martin Scorsese. Quest'ultimo ha personalmente tessuto le lodi di Bava nella prefazione del libro ALL THE COLORS OF THE DARK, biografia enciclopedica dedicata al regista italiano.
OCCHI SENZA VOLTO (1959). La mirabile opera di uno dei padri della Nouvelle Vague, Georges Franju. In questo lungometraggio dirige una sublime Alida Valli nei panni della cinica e crudele assistente di un medico senza scrupoli. Il film è spesso riconosciuto da più parti come uno dei dei più grandi cult movies di sempre.

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