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25 maggio 2021

Official trailer di "Last Night In Soho". L'horror di Edgar Wright ad ottobre 2021 nei cinema.

Finalmente la FOCUS ha diffuso sui canali ufficiali il primo trailer del film "Last Night In Soho" di Edgar Wright che uscirà nei cinema ad ottobre 2021.


Il film è pronto da più di un anno ma l'uscita è stata rimandata più volte, prima al 23 aprile e ora ad una non meglio precisato giorno di ottobre 2021.
E' la prima volta, dopo L'alba dei morti dementi (Shaun Of The Dead) del 2004, che Edgar Wright si concede al genere horror e dalle immagini del trailer sembrerebbe che il tocco grottesco tipico delle sue opere sia ben presente, ma meno quello puramente ironico. 
Più Baby Driver che Scott Pillgrimm, quindi, in una Londra psichedelica degli anni '60 lontana dalla provincia britannica della trilogia del Cornetto.
Sempre attentissimo all'estetica e alla cura dell'immagine, come già evidente nel teaser diffuso qualche giorno fa, sembrerebbe che i modelli di Wright stavolta siano più da ricercare nella cinematografia europea degli anni '70, non ultimi gli italiani Lucio Fulci e Dario Argento.
Attendiamo ancora con più impazienza l'uscita.


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13 febbraio 2017

Deep Shock, di Davide Melini (trailer)

Pubblicato da pochissimo il trailer di "Deep Shock", il nuovo corto di Davide Melini. 
Il film, come appare evidente dalle immagini e le musiche del breve trailer, vuole rendere omaggio al "giallo all'italiana" ed in particolare ai due registi che, secondo Melini, ne hanno consacrato il genere, ossia Dario Argento e Mario Bava. Il titolo del corto viene fuori, infatti, dalla fusione dei titoli dei due maestri, "Deep Red" (Profondo rosso) e "Shock". 
La produzione del corto è Inglese mentre le riprese sono state effettuate in Spagna. 
"Sarah non riesce a superare del tutto le morti di suo nonno e di sua sorella maggiore. Il trauma e l’insonnia la porteranno a fare un viaggio strano, pieno di apparizioni e di omicidi causati apparentemente dalla sua mente..." 
Nel cast l'attrice Muireann Bird, Francesc Pagès, George Bracebridge e Lorna Larkin. 
Girato in 6K con una Red Epic Dragon, il nuovo corto di Melini arriva dopo meno di un anno dal suo ultimo "Lion" e dopo sei da "La dolce mano della Rosa Bianca", film che gli valse nel 2011 la candidatura ai David di Donatello.
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27 ottobre 2014

IMMaginario 2014: VIVA LA CULTURA!

Dove si parla di cultura non possono non essere presenti i Fratelli Katano. 
Saranno loro, infatti, a rappresentare KinemaZOne quest'anno a Perugia, alla quinta edizione di IMMaginario Festival la cui tagline recita proprio "Viva la cultura!". 
Quindi, accanto a  "gente" come Dario Argento, Corrado Augias, Maccio Capatonda, Stefano Disegni, Antonio Rezza, Diego Bianchi, La Buoncostume, i Licaoni, Makkox, (quelli di) Caterpillar, Giancarlo De Cataldo, Carlo Freccero, i Jackal, Mario Martone, Selvaggia Lucarelli, Paolo Mieli, Riccardo Milanesi, Spinoza.it e tantissimi altri ci saranno anche Tonino e Tanino Katano - o qualcuno che li rappresenterà nel caso i panel dovessero essere troppo mattinieri - che presenteranno alla dotta platea perugina il videoclip del brano "Le visualizzazioni", la loro ultima (non ci sperate) fatica.

Ci saranno incontri, come sempre, con scrittori, registi, attori, disegnatori, musicisti, artisti di ogni genere in rappresentanza dell'Europa creativa più una serie di eventi teatrali, cinematografici, musicali e di arte varia.
Il tutto concentrato in una settimana indimenticabile, dal 3 al 9 novembre praticamente in tutta il bellissimo capoluogo umbro.
Tutte le info del festival e il programma degli eventi sul sito di IMMaginario Festival, su facebook e twitter.
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15 dicembre 2011

Dracula 3D di Dario Argento - il pre-teaser

Non sapremmo come definirlo questo "trailor". E' un teaser ma con gli effetti speciali ancora provvisori. Chissà perchè la produzione del film sentito l'esigenza di rilasciarlo. Forse per rassicurare gli investitori. Comunque, quello che si vede non è male, soprattutto perchè non è ancora doppiato e noi sappiamo come nei film di Dario Argento il doppiaggio italiano possa rovinare tutto. Godetevelo.
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20 maggio 2010

Dracula 3D(enti)

di Ferdinando Carcavallo

A far ridere con il conte Dracula ci avevano provato Mel Brooks nel suo "Dracula, morto e contento" e Aldo, Giovanni e Giacomo. Adesso nella difficile impresa ci prova il maestro Dario Argento e direi che le premesse sono ottime visto che le risate cominciano già prima dell'inizio delle riprese.
Infatti in questi giorni gli appassionati di cinema di tutto il mondo non fanno che ridere nel seguire le vicende riguardanti sia il
Dracula 3D di Dario Argento che il presunto remake 3D di Profondo Rosso ad opera di Gerorge "forse si forse no" Romero.
Il progetto di Dario sarebbe il primo 3D del cinema italiano e dovrebbe approdare nei cinema non prima di gennaio 2011, quando il 3D sarà non più una spettacolare moda ma una pratica abbastanza comune (sono prossimi in 3d Shrek, Toy Story, Monster & co. e chissà quant'altro), ma non è detto che per 3D quel bontempone di Dario intenda effettivamente la tridimensionalità.
3D potrebbe significare 3 Denti e quindi la trama della commedia di Argento potrebbe ruotare intorno allo strano destino di un vampiro avanti con l'età al quale cadono quasi tutti i denti.
Riguardo il progetto del 3D di Profondo Rosso, è chiaro che questo rientra nella strategia di Argento di imporsi come regista comico cercando di far dimenticare con un ridicolo remake che un tempo faceva tanta, bellissima paura.
Staremo a vedere. ne vedremo delle belle. O no?
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16 gennaio 2010

Giallo, di Dario Argento

di Ferdinando Carcavallo

Dario Argento non è scemo.
Si sarà fatto due conti e quando ha realizzato che il numero dei suoi ammiratori negli anni è diminuito notevolmente mentre quello dei detrattori è vertiginosamente salito, ha scelto di fare film a beneficio di questi ultimi.

Ecco quindi spiegato l'ascesa verso l'assurdo cinematografico compiuto con "Il cartaio", "Ti piace Hitchcock?" e "La terza madre".

Ma se non è scemo, Dario Argento non è nemmeno infallibile. Infatti con quest'ultimo "Giallo" non credo sia riuscito a soddisfare le attese del target prefissato. Giallo è certamente un film noioso, per nulla originale con uno script banale e molto approssimativo, ma manca di quella ridicolagine e quella cialtroneria che tutti ci aspettavamo di ritrovare dopo la sublimazione dell'ultimo capitolo della trilogia.
Si ride poco, giusto per l'espressione perennemente accigliata del protagonista Adrien Brodo che tanto ricorda il caro Andy Luotto ne "Il mistero di Bellavista" (quello era un vero giallo) e un po' all'inizio quando si cerca di dare un senso al titolo, prima con la vittima orientale poi per il taxi mortale utilizzato dall'assassino, fino a quando si scopre che l'allusione è solo al fatto che il maiaco è in realtà uno con l'ittero.
Anche per fare film brutti occorre concentrazione e lavoro, e dobbiamo ammettere che la mancanza sulla scena del tocco malato di un'artista come Asia Argento si fa sentire.
Chi ha amato la Terza madre per il suo saper essere così assurdo, finto e paradossalmente esagerato rimarrà deluso da questo nuovo film di Dario il quale comunque, anche se a un livello non eccelso, ci ha regalato un film ancora una volta inutile ma non imbarazzante.

Sulla questione della mancata distribuzione in Italia (chi scrive l'ha visto in versione inglese) non credo possano trovarsi giustficativi qualitativi. Oggi nelle sale c'è ben di peggio.

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17 aprile 2008

E Dario torna al Giallo con i collaboratori di Carpenter

Adrien Brody ed Emanuelle Seigner saranno i protagonisti di Giallo, il nuovo thriller di Dario Argento le cui riprese inizieranno a maggio a Torino.
Su una sceneggiatura di Jim Agnew e Sean Keller (gli stessi del prossimo di John Carpenter "L.A. Gothic") , il film racconterà di un assistente di volo americano che assieme ad un investigatore italiano saranno impegnati nel ritrovamento della serella del primo, rapita da un serial killer conosciuto con il nickname 'Giallo'.

Oltre Brody e la Seigner, si vociferava anche sulla presenza di Vincent Gallo e Ray Liotta.
Per quanto riguarda la data di uscita del film, prodotto dallo stesso Argento, si parla di fine anno. Il film verrà infatti venduto per la distribuzione internazionale il mese prossimo al Festival di Cannes.

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19 marzo 2008

Profonde rose

Finalmente l'atteso numero 12 di Tre Rose, il podcast sul conema di genere curato da Francesco Moriconi, ha visto la luce. Si tratta di una puntata monotematica dedicata al cult dei cult horror italiani, ossia il capolavoro di Dario Argento ancora oggi ineguagliato nella cinematografia di genere italiana e non (nemmeno ad opera dello stesso Argento).

La puntata è ricchissima di contenuti, per cui possiamo perdonare a Francesco di averci fatto aspettare più di quattro mesi dall'ultima puntata. Ospiti del podcast sono Antonio Tentori (sceneggiatore e studioso del cinema di genere), Gabrielle Lucantonio (autrice di saggi su Argento) e il musicista Claudio Simonetti, autore di quasi tutte le colonne sonore dei film di Dario Argento e, ovviamente, di Profondo Rosso.

Il podcast è disponibile sul Blog TreRose (trerose.blogspot.com) che speriamo torni ad essere aggiornato presto, visto che è uno dei migliori blog informativi e critici sul cinema di genere oggi sualla rete.

Buon ascolto.

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19 novembre 2007

Il nascondiglio

di Ferdinando Carcavallo

Va detto che se Pupi Avati avesse ambientato questa storia di casa maledetta nella campagna emiliana avremmo avuto un gioiellino simile a "La casa delle finestre che ridono". Ma chi sono io, in fondo, per poter criticare la scelta di un simile maestro?
Pupi Avati ha realizzato un film americano. Americana la storia, la location e la lingua parlata dagli attori (ottimamente doppiati, però). Per quanto, d'italiano ci sono la giunonicità della Morante e i giochi di chiaroscuro che ricordano molto gli spaghetti horror di Bava, lo stesso Avati e Lucio Fulci.

La storia de "Il nascondiglio" prosegue senza particolari colpi di scena. Un film di genere che rispetta al 100% i suoi canoni evitando qualsiasi deriva autoriale o di modernità. E questo, fondamentalmente, non è un male, soprattutto grazie al grande lavoro di regia compiuto che, se non ci regala virtuosismi di camera, certamente ci coccola con inquadrature suggestive e tagli che due o tre salti dalla sedia te li fanno fare.

La contemporaneità dell'uscita del film di Avati con l'ultimo lavoro di Dario Argento ci offre la possibilità di notare l'evoluzione del genere horror (nel caso di Avati samo più sul racconto del terrore) nel nostro cinema. In passato gli stili dei due registi si erano molto avvicinati. Penso, ad esempio, a Zeder di Pupi Avati (era il 1983) la cui componente di giallo ricordava molto "Quattro mosche di velluto grigio" e "Tenebre". Col tempo Avati ha sperimentato la commedia sentimentale, il dramma, il jazz e quant'altro, mentre Argento, specializzandosi nel contesto giallo horrorifico, è arrivato alla saturazione/sublimazione isterica dell'ultima Terza Madre, accentuando le componenti violente del genere. Avati, per il suo ritorno all'horror, ha preferito rimanere fedele al suo stile senza concedere nulla alla evoluzione del genere, per cui si potrà trovare questo film un po' datato, ma pienamente fascinoso e sicuramente apprezzabile per la sua genuinità.
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11 novembre 2007

La terza madre

di Ferdinando Carcavallo

L'esordio di Dario Argento nel genere comico non poteva essere più convincente. Già nelle ultime produzioni del regista romano, ex icona del genere horror, si erano intraviste avvisaglie della tendenza alla commedia grottesca e in più occasioni tali ammiccamenti al riso avevano un po' disorientato i fan del maestro, nostalgici delle atmosfere pienamente dark dei primi lavori. Oggi finalmente, con La Terza Madre, Dario Argento compie il grande passo regalandoci quello che poterebbe definirsi un kolossal comic-horror che porta automaticamente il regista nell'olimpo degli autori umoristici.
Difficile individuare a caldo i modelli del nuovo Dario Argento. Sicuramente molti riconosceranno i Monty Python, per quella abilità nel maltrattare fino ad umiliare il genere cinematografico a discapito di una demenzialità che in Argento è senz'altro meno intellettuale ma ugualmente dissacratoria, ma senz'altro non sono estranei a certe trovate esilaranti autori nostrani come Pingitore e Neri Parenti.
A supportare il maestro in questo grande passo c'è senz'altro il contributo della figlia Asia, impegnata in una recitazione volutamente sopra le righe e a un passo (se non oltre) dalla follia pura.
Non è tutto merito della famiglia Argento, però, se il film ha questa inaspettata vis comico-grottesca. Molte delle risate strappate allo spettatore sono da attribuire alla fotografia volutamente ridicolizzante e al montaggio frenetico di situazioni tra di loro incoerenti che suscitano sobbalzi dalla sedia, fino allo stuolo di interpreti minori presi direttamente da un avanspettacolo che non esiste più.
Adesso è il momento di godere di questo successo, ma ben presto il pubblico si aspetterà ancora di più dal bravo Dario. Inevitabile sarà dare seguito a questa scorpacciata di risate magari con una "Mater ridiculorum" o "La terza madre torna a far danni" per il prossimo Natale.
Dai Dario, facce ride!

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22 ottobre 2007

23 agosto 2007

Ti piace Argento?

di Ferdinando Carcavallo

Manca poco, ormai, all'uscita nelle sale di "La terza madre" (31 ottobre), il film di Dario Argento che dovrebbe riabilitare il regista cult italiano dopo una serie di deludenti lavori degli ultimi dieci anni.
RaiDue non trova di meglio da fare che mandare in onda venerdi sera (24 agosto), in prima serata, "Ti piace Hitchcock?", il peggior film in assoluto del regista romano, realizzato nel 2005 e fortunatamente passato finora sotto silenzio (fu distribuito solo per Home Video).
Una scelta davvero discutibile, in quanto l'inevitabile delusione degli spettatori potrebbe funzionare da deterrente per l'imminente uscita cinematografica, che almeno nelle premesse sembra essere un opera ispirata. Inoltre, l'estrema bruttezza di "Ti piace Hitchcock?" mette ingiustamente in ombra un bravo attore come Elio Germano (allora esordiente) che in tutte le altre occasioni è stato bravissimo.
La mia recensione del film datata 2005:

Questa opera prima dell'esordiente regista romano Dario Argento ha in se qualcosa che fa ben sperare per il futuro. Certo, molta ne deve fare di esperienza il giovane cineasta per arrivare a dei livelli soltanto paragonabili a quelli che sembrano chiramente essere i suoi modelli di riferimento, ossia il maestro citato nel titolo, De Palma e Romero. Soprattutto il giovane Dario (filgio del produttore Claudio) deve lavorare sulla scelta degli attori, che sicuramente con un budget adeguato non saranno più un problema. Il vezzo di girare in inglese non è di per se un problema, a patto di affidare il doppiaggio ad una equipe di professionisti che abbiano fatto qualcosa in più del doppiaggio di filmetti porno. Altra materia da curare di più è sicuramente l'intreccio. Ma col tempo il ragazzo capirà che buttare in faccia al pubblico assassino e movente alla prima scena non è una mossa che giova alla suspence. Infine, quando alla scuola di cinematograia avrà seguito un corso di fotografia, sicuramente l'utilizzo delle luci sarà materia per lui più malleabile.
Le premesse per una carriera discreta ci sono, insomma. Magari, tra una decina d'anni ce lo ritroviamo ad affiancare i Masters of Horror internazionali, ma forse corriamo un po' troppo.
Per finire occorre rispondere alla domanda: si mi piace Hitchcock, ma a te che t'ha fatto?
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19 luglio 2007

07 agosto 2006

La terza madre sarà la prima figlia

di Ferdinando Carcavallo

La giovane promessa del cinema horror Dario Argento, non pago dei recenti trionfi del Cartaio e Ti piace Hitchcock?, ha cercato per lungo tempo la protagonista del prossimo film. Alla fine, cerca cerca, la scelta è caduta sulla diva italo-americana Asia Argento, già collaboratorice dell'omonimo regista in capolavori come Il fantasma dell'opera, Trauma e La sindrome di Stendhal, oltre ad essere lei stessa regista di chicche horror come Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, tratto dal romanzo autobiografico di uno scrittore sòla.
Il film in origine doveva chiamarsi Mater Lachrymarum, ma essendo gli Argento "ggente de curtura" verrà distribuito nel mondo (ah ah ah) con il titolo Mother of tears. Si tratta del terzo capitolo della trilogia iniziata dal regista con Suspiria e Inferno, film completamente diversi tra loro e senza alcun nesso ai quali Argento farà seguire il terzo nel pieno e consueto disprezzo della continuità narrativa, caratteristica che trova pari nella cinematografia moderna solo in Tinto Brass, la cui scelta dei volti delle protagoniste è però di ben altra valenza.
Le riprese del film partiranno da Roma a novembre e la storia prevista è quella di una studentessa americana con poteri extrasensoriali che per un motivo o per un altro si ritrova a liberare dalla sua lunga prigionia una potente strega. La ritrovata libertà della strega provoca suicidi, assassini, ferimenti, decapitazioni, mutilazioni, scippi, strascini e mazzate varie a tutta la popolazione che solo la ragazza potrà fermare.
Nella foto un'immagine dell'attrice intenta a spaventare lo spettatore.

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