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22 dicembre 2021

I film itaiani che vedremo nel 2022.

Mentre al cinema il pubblico affolla le sale per vedere i "Me contro Te", diamo un'occhiata ai film italiani che, anche grazie a loro, approderanno nelle sale o piattaforme nel nuovo anno. Ne abbiamo selezionati alcuni che hanno destato un certo interesse.


DANTE, di Pupi Avati
Cast: Sergio Castellitto, Alessandro Haber, Enrico Loverso, Leopoldo Mastelloni

Dante muore in esilio a Ravenna nel 1321 e nel settembre 1350 Giovanni Boccaccio viene incaricato di portare dieci fiorini d’oro come risarcimento simbolico a Suor Beatrice, figlia di Dante Alighieri, monaca a Ravenna nel monastero di Santo Stefano degli Ulivi. Nel suo lungo viaggio Boccaccio oltre alla figlia incontrerà chi, negli ultimi anni dell’esilio ravennate, diede riparo e offrì accoglienza al sommo poeta e chi, al contrario, lo respinse e lo mise in fuga. Ripercorrendo da Firenze a Ravenna una parte di quello che fu il tragitto di Dante, sostando negli stessi conventi, negli stessi borghi, negli stessi castelli, nello spalancarsi delle stesse biblioteche, nelle domande che pone e nelle risposte che ottiene, Boccaccio ricostruisce la vicenda umana di Dante, fino a poterci narrare la sua intera storia.


LA SECONDA INDAGINE DI PIETRO MAIORANA, di Fortunato Cerlino

Adattamento del romanzo "La trappola del gioco" di Nicola Oddati, opera prima di Fortunato Cerlino (Don Pietro Savastano di Gomorra - la serie).

La città di Napoli sta vivendo il dramma dei rifiuti, che ha risonanza nazionale e internazionale. Improvvisamente, il corpo senza vita di un importante politico, che a lungo si è occupato dei sistemi di smaltimento, viene ritrovato in un sito di stoccaggio di ecoballe: si tratta di una morte misteriosa, alle cui cause gli stessi medici legali trovano grande difficoltà a risalire. Ancora una volta, come già avvenuto per il "Teorema della corda" (precedente romanzo di Nicola Oddati) il Questore Antonio De Girolamo e la bella magistrata Silvana Budrio decidono di avvalersi della consulenza dell'importante e conosciutissimo avvocato Agatino Dell'Aquila, e del suo giovane amico di origine siciliana, Pietro Maiorana, professore di matematica presso l'Università Federico II. Il professore Maiorana - reduce da un viaggio in Sicilia dove ha avuto un emozionante incontro con un ascetico frate eremita che gli ha squarciato il velo sui suoi ricordi d'infanzia e sulla sua singolare facoltà di vivere improvvise visioni premonitrici - pone subito la sua razionalità matematica al servizio dell'indagine.


SICCITA', di Paolo Virzì
Cast: Monica Bellucci, Silvio Orlando, Valerio Mastandrea

A Roma non piove da tre anni e la mancanza d’acqua stravolge regole e abitudini. Nella città che muore di sete e di divieti si muove un coro di personaggi, giovani e vecchi, emarginati e di successo, vittime e approfittatori. Le loro esistenze sono legate in un unico disegno beffardo e tragico, mentre cercano ognuno la propria redenzione.


GLI IDOLI DELLE DONNE, di Lillo & Greg
Cast: Lillo, Greg, Ilaria Spada, Corrado Guzzanti

Filippo è uno dei gigolò più avvenenti e di successo che ci siano su piazza, tutte le donne lo vogliono, ma solo per il suo corpo, dato che non eccelle in brillantezza. Peccato che a seguito di un incidente si debba sottoporre ad una plastica facciale non perfettamente riuscita e si ritrovi ad essere bello come… Lillo! Disperato e incapace di lavorare, Filippo si rivolge all’unico in grado di insegnargli a soddisfare le donne nonostante l’aspetto fisico: Max (Greg), guru del fascino e della sensualità, il più grande e ambito gigolò di sempre ritiratosi misteriosamente dal giro. A dispetto del training e della maestria di Max, i risultati di Filippo sono molto scarsi, eppure succede che una bella colombiana, figlia di un pericolosissimo narcotrafficante, si innamori davvero di lui… ma i guai sono appena iniziati per Filippo e Max!


MOB GIRL, di Paolo Sorrentino
Cast: Jennifer Lawrence

Adattamento del romanzo "Mob girl" di Teresa Carpenter.
Il film segue la vera storia di una delle rare donne gangster d'America. Arlyne Brickman, cresciuta nel Lower East Side di New York City, fu attirata dallo stile di vita appariscente dei mafiosi di New York e pur provenendo da tutt'altro ambiente iniziò a frequentarli, a fare 'commissioni' per loro, a infiltrarsi nell'organizzazione e solo molti anni dopo decise di cambiare vita e diventare informatrice della polizia. La sua testimonianza portò alla cattura e alla condanna di boss come Anthony Scarpati e della famiglia criminale Colombo.


L'IMMENSITA', di Emanuele Crialese
Cast: Penelope Cruz, Vincenzo Amato

Storia di un amore simbiotico, quello tra Clara e i suoi figli, ambientato nella Roma degli anni ’70. Un mondo sospeso tra quartieri in costruzione e varietà ancora in bianco e nero, nuove conquiste sociali e vecchi modelli di famiglia.

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25 maggio 2021

Nastro d'argento a Renato Pozzetto per un ruolo drammatico. Il paradosso Totò.


Ancora una volta il regista bolognese Pupi Avati riesce nell'impresa di trasformare un attore comico in una maschera drammatica.

Dopo Abbatantuono, Christian De Sica, Ezio Greggio, Antonio Albanese e Neri Marcorè, stavolta tocca ad una vera e propria icona assoluta della comicità italiana.

Renato Pozzetto, protagonista assieme a Stefania Sandrelli dell'ultimo film di Avati "Lei mi parla ancora", riceverà uno speciale Nastro d'Argento, il più antico premio cinematografico italiano, assegnato dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani. 

“Dopo tanti anni di comicità Renato Pozzetto, con un talento drammatico inedito, negli anni mai rivelato, ci ha fatto scoprire grazie a Pupi Avati un’altra gamma di sfumature del suo essere attore, con un’interpretazione intensa e sorprendente – spiega a nome del Direttivo Nazionale la Presidente, Laura Delli Colli.

Parole che da un lato fanno piacere a chi ama Pozzetto, ma dall'altro suonano abbastanza amare. 

Possibile che un attore con una carriera come quella di Pozzetto, innovatore geniale della comicità italiana assieme a Cochi e Jannacci, per veder riconosciuto il valore di artista deve cimentarsi in un ruolo drammatico? 

Un paradosso che va avanti sin dai tempi di Totò, che dovette incontrare Pasolini e Rossellini per vedersi consegnare la "patente" di attore, ma non è certo come attore drammatico che è passato alla storia.




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02 luglio 2014

Pupi e Antonio Avati raccontano il cinema italiano all'Ischia Film Festival

Domani sera, giovedì 3 luglio 2014, Pupi ed Antonio Avati incontreranno il pubblico dell’Ischia Film Festival (ideato e diretto da Michelangelo Messina) per parlare della loro esperienza nel mondo del cinema. 
L’incontro si terrà alle ore 21:00 presso la Cattedrale dell’Assunta sita all’interno del Castello Aragonese di Ischia Ponte. 
Pupi Avati, che è presidente onorario di questa edizione del Festival, è un autore, regista e sceneggiatore di fama internazionale. Con oltre 40 film all’attivo, Avati è anche scrittore di romanzi che hanno ispirato diverse sceneggiature di film come: “La via degli angeli” (2000), “I cavalieri che fecero l'impresa” (2000), “Ma quando arrivano le ragazze?” (2005), “La seconda notte di nozze” (2006) e “Il papà di Giovanna” (2008). 
Tra i suoi ultimi lavori “Il ragazzo d’oro” che ha visto come protagonisti la diva americana Sharon Stone e l’italiano Riccardo Scamarcio. Nel 2011 inoltre, è stato premiato proprio a festival di Ischia con il Ciak di corallo alla carriera. 
Antonio Avati, fratello minore di Pupi, ha prodotto tutti i suoi film. Nel 1982 ha vinto assieme a Gianni Minervini il David di Donatello come migliore produttore con il film Fuori stagione; nel 1984 ha vinto insieme al fratello il Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale con il film Una gita scolastica; nel 1997 insieme ad Aurelio De Laurentis ed al fratello ha vinto il Nastro d’Argento come miglior produttore italiano con il film Festival. Inoltre insieme al fratello Pupi ha scritto il romanzo La via degli angeli, da cui i due hanno poi tratto l’omonimo film con il quale nel 2000 hanno vinto il premio per la miglior sceneggiatura al Montreal World Film Festival. 
In occasione dell’eccezionale incontro con Antonio e Pupi Avati, le proiezioni cinematografiche previste per domani, giovedì 3 luglio 2014, nella Cattedrale dell’Assunta, verranno posticipate di 30 minuti.

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22 maggio 2014

Pupi Avati presidente della XII edizione dell'Ischia Film Festival

Sarà Pupi Avati il chairman della prossima edizione del festival dedicato alle location, ideato e diretto da Michelangelo Messina. 
Premiato proprio ad Ischia nel 2011 con il Ciak di corallo alla carriera, il regista bolognese farà ritorno nell’isola verde con suo fratello, il produttore Antonio Avati, per presiedere la dodicesima edizione del festival del cinema che si presenta ricca di opere in concorso e ospiti internazionali. 
Impegnato sul set del suo ultimo film Avati si concederà una breve pausa per prendere parte all’evento campano che quest’anno avrà inizio il 28 giugno per concludersi il 5 luglio nei suggestivi spazi all’aperto del Castello Aragonese, location concessa in esclusiva per l’Ischia Film Festival. 
Pupi Avati autore di più di quaranta film, è uno dei maggiori cineasti italiani. Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, è anche scrittore di romanzi che sono spesso ispiratori delle sceneggiature dei film o viceversa come “La via degli angeli” (2000), “I cavalieri che fecero l'impresa” (2000), “Ma quando arrivano le ragazze?” (2005), “La seconda notte di nozze” (2006) e “Il papà di Giovanna” (2008).
Tra i suoi ultimi lavori “Il ragazzo d’oro” che ha visto come protagonisti la diva americana Sharon Stone e l’italiano Riccardo Scamarcio.

www.ischiafilmfest.it
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13 marzo 2013

La grande invenzione. L'autobiografia di Pupi Avati

Esce in libreria, per Rizzoli, l'autobiografia del regista Pupi Avati dal titolo "La grande invenzione". Autore poliedrico (regista, scrittore e musicista), in più di 40 anni di onorato servizio, Pupi Avati ha contribuito allo sviluppo della commedia e dell'horror italiano con più di quaranta film come "La Casa Dalle Finestre Che Ridono", "Zeder", "Regalo Di Natale", "La Seconda Notte Di Nozze" e escursioni nello storico come "Magnificat" e "I Cavalieri Che Fecero L'Impresa". A 75 anni il regista romagnolo decide di raccontare la sua vita, un'avventura che va dalla via Emilia a Cinecittà. Nella Bologna del dopoguerra si svolge l'educazione sentimentale di Pupi, un ragazzo timido ma un po' mascalzone, un perdigiorno con una bruciante passione per il jazz, un rapporto complesso con le donne, un amore irreversibile per il cinema. Poi l'addio alla carriera da musicista, la parentesi come rappresentante di surgelati, i difficili esordi cinematografici, la Roma degli artisti, l'insolito lavoro con Pasolini, i pedinamenti per conoscere il maestro Fellini, i successi di pubblico e critica. "La grande invenzione" racconta tutto questo e molto altro ancora.
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29 giugno 2012

All' Ischia Film Festival si celebra la bellezza del cinema

di Ferdinando Carcavallo
Basterebbe soltanto dare un’occhiata al sito web (il migliore italiano del settore) per capire quanta passione, attenzione dei particolari e professionalità ci sia nell’organizzazione dell’Ischia Film Festival. La decima edizione di questo festival ideato, organizzato e voluto fino all’estremo delle forze da Michelangelo Messina e Enny Mazzella, avrà luogo nel Castello Aragonese di Ischia Ponte dal 30 giugno al 7 luglio. Otto lunghi giorni pieni di cinema, visto, parlato e discusso in una location unica al mondo.
Tra tanti pregi l’Ischia Film Festival ha anche quello di svolgersi in un periodo in cui la bellissima Isola del golfo di Napoli è al meglio del suo splendore, prima che l’arrivo in massa dei vacanzieri la trasformino in qualcosa di ancora bello ma del tutto diverso e inadatto a parlare di cultura.
Dell’unicità del festival si sono accorti nel recente passato grandi del cinema come Mario Monicelli, i premi Oscar Ken Adam e Vittorio Storaro, Pupi Avati, Arnoldo Foà, Abel Ferrara, Paolo Villaggio, Giuliano Montaldo ed altri, mentre altri grossi personaggi sono attesi per questa decima edizione.
Ma il punto forte dell’IFF sono le proiezioni, immancabili occasioni di vedere film già passati in sala e inediti per il nostro paese in sale uniche al mondo, come cappelle, piazzali del castello, terrazze sul mare.

Quest’anno noi di KinemaZOne abbiamo il privilegio di essere presenti, oltre che come Media Partner, anche come “produttori” del corto “Travel Companions a colori” che l’organizzazione del festival ha avuto la gentilezza (e il coraggio) di accettare per la sezione fuori concorso Scenari.
Sarà l’unico caso al festival delle location in cui non è l’opera a valorizzare il territorio ma il contrario. 

Programma, calendario e modalità per gli accrediti su www.ischiafilmfestival.it.
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22 giugno 2011

Ischia Film Festival - IX edizione (2-9 luglio 2011)

Dal 2 al 9 luglio, l'isola di Ischia torna a tingersi di rosso e nero, i colori dell'Ischia Film Festival.
Due anni fa, il grande Mario Monicelli, ospite dl'onore alla VII edizione , dichiarava di amare questo evento per la sua eleganza e conoscendo il grande personaggio risulta chiaro che il termine "eleganza" non va preso nella sua accezione elitaria, bensì in quella di originale, pacata e senza fronzoli, come da sempre il festival di Ischia si sforza di rimanere.
Arrivata alla nona edizione, il festival di Michelangelo Messina, incentrato sulle location e il cineturismo, ha anche quest'anno un programma molto fitto (8 giornate di proiezioni, dibattiti e eventi vari) e per il momento ancora top secret. I nomi che sono trapelati in questi ultimi giorni sono quelli di Woody Allen, al quale è stato consegnato il Foreign Awards 2011, e del regista emiliano Pupi Avati, che ritirerà il 7 luglio il Ciack di corallo.

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01 giugno 2010

NapoliFilmFestival 2010: Morricone e Demme le stelle Hollywoodiane

Si terrà dal 5 all’11 giugno, nella prestigiosa sede di Castel Sant’Elmo la XII edizione del NapoliFilmFestival.

Anche quest’anno le serate del NapoliFilmFestival saranno scandite da una serie di Incontri Ravvicinati con alcuni tra i protagonisti più prestigiosi del cinema italiano e internazionale. Si tratta di Riccardo Scamarcio, Isabella Ferrari, Pupi Avati, Jonathan Demme e il maestro Ennio Morricone.

Come sempre di grande interesse l’offerta cinematografica del NapoliFilmFestival che proporrà sei sezioni competitive:
Nuovo Cinema Italia, riservato alle produzioni italiane indipendenti e a basso budget;
Europa Mediterraneo, dedicato ai lungometraggi di artisti della sponda europea del bacino con film in anteprima italiana
SchermoNapoli Cortometraggi e SchermoNapoli Documentari, dedicati rispettivamente a opere di fiction e documentaristiche girate a Napoli o dirette da registi napoletani;
SchermoNapoli Quick che prevede la realizzazione di un cortometraggio su un tema assegnato nel corso di una maratona di 50 ore (tema di quest’anno: il Museo del ‘900 da poco inaugurato a Castel Sant’Elmo);
SchermoNapoli Scuola: cortometraggi e documentari prodotti dalle scuole di Napoli.

La sezione retrospettiva Percorsi d’Autore renderà quest’anno omaggio al regista polacco Krisztof Kieslowski con una personale completa, dai corti degli anni ‘70 fino agli ultimi capolavori. Il festival sarà inoltre la prima tappa per la circuitazione di sei film di Kieslowski inediti in Italia che grazie ad Alessandro Leone saranno distribuiti nei cinema italiani a partire dal mese di giugno.

La sezione 41° Parallelo proporrà 6 film restaurati di Billy Wilder in v.o. con sottotitoli, Arianna, Testimone d’accusa, Baciami stupido, Non per soldi ma per denaro, La fiamma del peccato, Uno due e tre.

La nuova sezione AUTORI EMERGENTI è dedicata alle opere di Pippo Mezzapesa, autore pugliese che ha già fatto incetta di premi in numerosi festival nazionali e internazionali, mentre tra gli EXTRA si vedranno documentari e film inediti a Napoli, degni di considerazione.

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19 novembre 2007

Il nascondiglio

di Ferdinando Carcavallo

Va detto che se Pupi Avati avesse ambientato questa storia di casa maledetta nella campagna emiliana avremmo avuto un gioiellino simile a "La casa delle finestre che ridono". Ma chi sono io, in fondo, per poter criticare la scelta di un simile maestro?
Pupi Avati ha realizzato un film americano. Americana la storia, la location e la lingua parlata dagli attori (ottimamente doppiati, però). Per quanto, d'italiano ci sono la giunonicità della Morante e i giochi di chiaroscuro che ricordano molto gli spaghetti horror di Bava, lo stesso Avati e Lucio Fulci.

La storia de "Il nascondiglio" prosegue senza particolari colpi di scena. Un film di genere che rispetta al 100% i suoi canoni evitando qualsiasi deriva autoriale o di modernità. E questo, fondamentalmente, non è un male, soprattutto grazie al grande lavoro di regia compiuto che, se non ci regala virtuosismi di camera, certamente ci coccola con inquadrature suggestive e tagli che due o tre salti dalla sedia te li fanno fare.

La contemporaneità dell'uscita del film di Avati con l'ultimo lavoro di Dario Argento ci offre la possibilità di notare l'evoluzione del genere horror (nel caso di Avati samo più sul racconto del terrore) nel nostro cinema. In passato gli stili dei due registi si erano molto avvicinati. Penso, ad esempio, a Zeder di Pupi Avati (era il 1983) la cui componente di giallo ricordava molto "Quattro mosche di velluto grigio" e "Tenebre". Col tempo Avati ha sperimentato la commedia sentimentale, il dramma, il jazz e quant'altro, mentre Argento, specializzandosi nel contesto giallo horrorifico, è arrivato alla saturazione/sublimazione isterica dell'ultima Terza Madre, accentuando le componenti violente del genere. Avati, per il suo ritorno all'horror, ha preferito rimanere fedele al suo stile senza concedere nulla alla evoluzione del genere, per cui si potrà trovare questo film un po' datato, ma pienamente fascinoso e sicuramente apprezzabile per la sua genuinità.
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24 ottobre 2007

Il nascondiglio di Pupi Avati

22 dicembre 1952: in una cittadina dello lowa, una grande casa isolata, battuta dalle tormente di neve, è sconvolta da un terribile delitto. Cinquantacinque anni dopo, in quella grande casa rimasta chiusa per mezzo secolo, una donna di origini italiane decide di aprire un ristorante. È appena uscita dalla clinica psichiatrica dove è stata ricoverata per quindici anni in seguito al suicidio del marito, ed è decisa a costruirsi una nuova vita, ma non appena mette piede nell'edificio, i fantasmi del passato tornano a tormentarla. Sarà lei, sempre più in bilico tra ragione e follia, a dover fare chiarezza sui fatti oscuri accaduti tra quelle mura...

Questa è la sinossi del romanzo "Il nascondiglio" di Pupi Avati che in questi giorni la Mondadori distribuisce in tutte le librerie, ed è anche la trama del film che il regista bolognese ne ha tratto e che rappresenterà, senza dubbio, un grande ritorno dell'horror italiano.
Meno celebrato di altri maestri impegnati in lacrimosi epiloghi, Pupi Avati è stato per il passato un grande innovatore del genere, a partire dal giustamente celebrato "La casa delle finestre, che ridono" fino a "L'arcano incantatore" (1996), oltre al dimenticato "Zeder" del 1983.
La storia de "Il nascondiglio" ricorda molto le trame horror dei primi anni '80, primo tra tutti l'Aldilà di Lucio Fulci, ma anche gli stessi film di Avati in cui il tema "casa maledetta" ritorna molto spesso. Gli horror di Pupi Avati hanno quel sapore tipicamente italiano che ricordano le atmosfere padane di Gadda e Piero Chiara.
Il film girato in Inghilterra e destinato al mercato internazionale con il titolo The hideout, uscirà a novembre e nel cast compaiono Laura Morante , Treat Williams e Burt Young, con una piccola parte anche per Cesare Cremonini. Avati è uno specialista nel far venir fuori doti di attore da personaggi che non lo sono per mestiere (vedi Katia Riciarelli in La seconda notte di nozze).

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01 settembre 2007

La cena per farli conoscere

di Ferdinando Carcavallo

Pupi Avati è uno di quei pochi registi sui quali si va sul sicuro. Difficile che faccia qualcosa che non gli riesca pienamente o che cerchi di andare al di là della propria sensibilità. Un autore che tuttora può permettersi di non adattatarsi al mercato e nemmeno adagiarsi sui propri successi. Ultimamente è particolarmente prolifico. Dopo "Il cuore altrove" sono arrivati a raffica "La rivincita di Natale", "Ma quando arrivano le ragazze" e "La seconda notte di nozze", tutti film egregi e che mi hanno sorpreso innanzitutto per l'intelligenza con la quale Avati riesce sempe a sfruttare i propri attori (anche se non capisco perchè li fa recitare sussurrando...).
Con questo "La cena per farli conoscere" ancora una volta il regista bolognese muove i fili del burattino (splendido) Abatantuono, da lui stesso sdoganato dalla commedia vacanziera ben 21 anni fa. Il film è perfetto nella regia e nella fotografia, non stanca mai (a parte quel problemino della voce afona, ma forse è una mia fisima) e arriva anche a divertire con toni da commedia nella scena principe della cena accennata nel titolo. Molto ben riuscite le caratterizzazioni di tutti i personaggi, compreso quello interpretato dall'ex ragazzo della 3C Fabio Ferrari, che dopo lunghi e difficili trascorsi personali forse adesso potrebbe avere un meritato momento di gloria.
Al meglio, oltre Diegone, la stagionata (nel senso artistico) Francesca Neri.
Da vedere, soprattutto per chi va al cinema per passione e non solo per svago.

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