17 giugno 2015
20 giugno 2014
Ad Amos Gitai l'Ischia Film Award
All’incontro tra il pubblico del festival e uno dei cineasti più interessanti della scena cinematografica internazionale seguirà la proiezione del suo ultimo film: “Ana Arabia”, unico piano sequenza di 81 minuti che racconta, con grande intensità, l’identità culturale di due mondi, due culture e due memorie che si vorrebbero opposte. 29 giugno 2012
All' Ischia Film Festival si celebra la bellezza del cinema
Tra tanti pregi l’Ischia Film Festival ha anche quello di svolgersi in un periodo in cui la bellissima Isola del golfo di Napoli è al meglio del suo splendore, prima che l’arrivo in massa dei vacanzieri la trasformino in qualcosa di ancora bello ma del tutto diverso e inadatto a parlare di cultura.
Dell’unicità del festival si sono accorti nel recente passato grandi del cinema come Mario Monicelli, i premi Oscar Ken Adam e Vittorio Storaro, Pupi Avati, Arnoldo Foà, Abel Ferrara, Paolo Villaggio, Giuliano Montaldo ed altri, mentre altri grossi personaggi sono attesi per questa decima edizione.
Ma il punto forte dell’IFF sono le proiezioni, immancabili occasioni di vedere film già passati in sala e inediti per il nostro paese in sale uniche al mondo, come cappelle, piazzali del castello, terrazze sul mare.
Quest’anno noi di KinemaZOne abbiamo il privilegio di essere presenti, oltre che come Media Partner, anche come “produttori” del corto “Travel Companions a colori” che l’organizzazione del festival ha avuto la gentilezza (e il coraggio) di accettare per la sezione fuori concorso Scenari.
Sarà l’unico caso al festival delle location in cui non è l’opera a valorizzare il territorio ma il contrario.
22 giugno 2011
Ischia Film Festival - IX edizione (2-9 luglio 2011)
Dal 2 al 9 luglio, l'isola di Ischia torna a tingersi di rosso e nero, i colori dell'Ischia Film Festival.29 novembre 2010
16 luglio 2009
Ischia Film Festival: appuntamento al 2010
di Ferdinando Carcavallo
Se foste capitati ad ischia dal 5 all'11 luglio avreste trovato ovunque immagini di film girati sull'isola con schede informative delle opere e suggestivi inviti a vivere l'esperienza del cinema al Castello Aragonese (probabilmente il punto più bello dell'Isola Verde).Le sezioni dei concorsi di quest'anno sono state tre. Documentari, cortometraggi e Location Negata.
Per l'ultima nuova categoria ha portato a casa il meritatissimo premio Yorgos Avgeropoulos con "The blood of Kouan Kouan", una vittoria quasi annunciata anche se personalmente credo che altre opere in concorso, come "32" di Michele Pastrello e "La Domitiana" di Romano Montesarchio rispondevano in maniera più completa ai requisiti del festival, con il territorio (Mestre per Pastrello e la periferia di Napoli per Montesarchio) protagonista.
Il grande vecchio del cinema italiano, il mai troppo celebrato Mario Monicelli, ha presenziato quasi a sorpresa l'ultima serata di un festival al quale tiene moltissimo proprio per la qualità e la pacatezza dei toni, ma nella serata del 9 luglio lo si è potuto apprezzare nella sua piena forma in un incontro con il pubblico assieme a Paolo Villaggio in cui i due artisti si sono raccontati a vicenda in un clima di complicità e rilassatezza preziosi per chi è abituato ai ritmi dei faccia a faccia televisivi.
Altri premiati della serata sono stati il regista salentino Edoardo Whinspeare per "Galantuomini" e Lino Fiorito per la sceneggiatura de "Il Divo" (premiato dall' inossidabile giornalista scrittore Valentino Parlato).
Si è concluso, quindi, più che dignitosamente uno dei festival del cinema più seri ed eleganti (come lo ha definito Parlato) che abbiamo ancora nel nostro paese. Un festival che si propone obiettivi precisi (promuovere la professione del Location Management, del cinetursmo e della geografia del cinema) portandosi come effetto collaterale (ma non indesiderato) la valorizzazione dei giovani talenti che in occasione degli incontri organizzati da Messina e Mazzella hanno modo di farsi conoscere e intensificare la rete di conoscenze.
Dimenticavo...il presidente del festival, lo scenografio di Kubrik premio Oscar Ken Adam, ha regalato ai partecipanti alla serata finale una bellissima video intervista che spero sia al più presto messa sul sito del festival a beneficio di tutti.
08 luglio 2009
Ischia Film Festival: Paolo Villaggio racconta Monicelli
Ischia festeggerà Mario Monicelli, uno dei massimi registi italiani in una serata evento il 9 luglio al Castello Aragonese di Ischia Ponte.Padre fondatore della commedia all'italiana, autore che ha saputo rappresentare sul grande schermo, con indomito cinismo (e un pizzico di umanissima malinconia) vizi e difetti degli italiani, Monicelli incontrerà il pubblico e parlerà della sua vita e della sua carriera insieme ad un altro grande protagonista del nostro cinema, Paolo Villaggio, al Festival per omaggiare e raccontare il regista de "I soliti ignoti" e "La grande guerra".
"Ringrazio pubblicamente il Maestro Monicelli e Paolo Villaggio per aver accettato di prendere parte a questo evento" ha dichiarato Michelangelo Messina, ideatore e direttore artistico dell'Ischia Film Festival, " e per aver contribuito entrambi, in maniera esemplare e sempre coraggiosa, a realizzare alcuni tra i grandi capolavori del cinema italiano, opere che sono destinate a rimanere come impareggiabili e acute analisi della storia e del costume di questo paese".
Nel corso della serata, per celebrare il regista nato a Viareggio nel 1915, sarà proiettato "Vicino al Colosseo c'è Monti". Nato da un'idea di Chiara Rapaccini, il cortometraggio è un ritratto del quartiere di Roma Monti, dove lo stesso regista vive da tempo. Un viaggio alla scoperta di uno dei posti più belli (e più antichi) della capitale, un microcosmo nel quale tutti si conoscono e tutti parlano tra di loro, e nel quale Monicelli si è divertito a fare da "guida" al luogo e a farsi seguire mentre fa la spesa, va dal barbiere o visita i tipici negozietti della zona."Volevo raccontare un rione di Roma, forse il più antico" ha dichiarato Monicelli, "non con toni enfatici e imperiali ma quotidiani. Volevo parlare di un paese con gli artigiani e di antiche vie percorse da processioni. In fondo credo di esserci riuscito".
19 novembre 2007
Mario Monicelli (libro + cd)
Fondamentalmente questo volume della Mediane dedicato a Mario Monicelli è un libro di fotografie. Si tratta di bellissime foto di scena, alcune davvero interessanti, riproduzioni coloratissime di locandine e copertine di dischi ormai entrati nella storia e ritratti di attori e collaboratori del maestro.
Nonostante l'esiguità di informazioni testuali contenute (comunque è presente una bella introduzione dei curatori Serio e Gorlani), sfogliando questo lussuoso archivio fotografico, in una sorta di biografia visionaria, ci si rende conto della grandezza di un autore che al cinema italiano ha dato praticamente tutto: commedia, impegno sociale, ironia, dramma, costume. Certamente non saremmo così affezionati a attori come Sordi, Mastroianni e Tognazzi senza film come La grande Guerra, I soliti ignoti e Amici miei, e lo stesso Totò, che Monicelli incontrò quando il Principe era già una star, deve a registi come lui le occasioni che gli hanno permesso l'entrata nel mito (Totò cerca casa, Guardie e Ladri, Totò e le donne).
Ma il libro di Serio e Gorlani, se mai ve ne fosse bisogno, testimoniano che oggi Mario Monicelli è vivo, nel senso artistico, e che le ultime produzioni - che la distribuzione italiana con atteggiamento a dir poco sacrilego ha relegato a livello di tappabuchi estivo di importazione - sono state realizzate con la stessa verve, lo stesso entusiasmo di sempre.
Correda il libro un bellissimo CD audio con alcune delle più belle colonne sonore dei film di Monicelli, e stiamo parlando di compositori del calibro di Morricone, Piovani, Nino Rota, Rustichelli e Luttazzi.
16 luglio 2007
Non è più tempo di satira
di Ferdinando Carcavallo
Mario Monicelli (...) ha commentato il cinema di oggi. Ricordando Toto' il maestro della commedia all'italiana dice "quel cinema faceva della satira su un mondo sociale, politico, culturale che era rappresentabile, comprensibile e quindi anche ridicolizzabile, che cosa c'e' oggi di ridicolizzabile? La cosa e' talmente ridicola, volgare e poi addirittura irreale, e' tutta satira, controsatira, autosatira". (www.ansa.it)
Quindi, secondo il Maestro del cinema italiano, la commedia satirica ha senso quando c'è una realtà seria (o seriosa) da ridicolizzare, da schernire e dissacrare. In una società in cui nulla appare tanto serio, la satira potrebbe essere addirittura un potenziamento di certi schemi sociali, piuttosto che un tentativo di sabotaggio.
Monicelli, nella sua carriera, ha ironizzato su cose tanto serie come la guerra, la persecuzione fascista e il boom economico, e la sua satira ha contribuito a vederci più chiaro e aiutato gli italiani a prendere coscienza della propria condizione.
Oggi che i politici italiani pur di apparire in televisione firmano liberatorie per la trasmissione di immagini in cui appaiono come ignoranti e cafoni (ricordate le domande di attualità delle Iene ai parlamentari all'ingresso di Montecitorio?) e fanno a botte per essere imitati dal Bagaglino (la satira di regime per eccellenza), credo sia effettivamente molto difficile pensare ad un'azione di satira efficace. La satira per classe politica italiana ha oggi lo stesso ruolo della Gialappas per un reality show, solo apparentemente la ridicolizza mentre effettivamente rende popolari i protagonisti.
Forse il Maestro ha ragione. E' ora che il cinema italiano ci concentri su qualcosa di meno meschino della realtà del paese.
05 giugno 2007
Ischia Location Film Festival a giugno con Monicelli e Montaldo
All’autore di un cinema che in sessant’anni di carriera ha osservato e descritto la società italiana con occhio attento e disincantato, al maestro di quella comicità venata dall’amarezza per il tempo perduto, e dalla speranze troppo presto risoltesi in delusioni, al cineasta che ha saputo rappresentare sul grande schermo, con indomito cinismo (ma anche un pizzico di umanissima malinconia) vizi e difetti degli italiani, sarà reso un omaggio in una delle serate speciali della kermesse, nella quale verrà proiettato il suo ultimo film “Le rose del deserto”.
Oltre al maestro del cinema per eccellenza, l'ILFF vedrà tra i suoi ospiti anche Giuliano Montaldo, autore di un cinema che per lungo tempo ha osservato e raccontato tutti i cambiamenti e le difficoltà dell’uomo a contatto con una società in continua evoluzione e incapace di accettarlo Il Ciak di Corallo gli sarà consegnato nel corso della cerimonia conclusiva della quinta edizione del Festival. Un omaggio con una retrospettiva si svolgerà al Castello Aragonese dal 25 al 28 Giugno.
22 novembre 2006
02 agosto 2006
I soliti ignoti: un tributo a Totò
Su questo film è stato detto di tutto, e non è ancora abbastanza. Ieri soltanto, pero', ho notato qualcosa che in passato mi era sfuggito, e cioè che gran parte del film è un tributo alla fugura di Totò ed a quello che il comico rappresentava all'epoca delle riprese.
Totò era, sebbene attivissimo, un attore che rappresentava la commedia passata, fatta di spensieratezza ed evasione, mentre quella che si stava affacciando in Italia, e di cui I soliti Ignoti era il capostipite, era una commedia più amara e legata alla spesso triste e misera realtà italiana.
Notate la scena in cui Totò compare nel film. Si tratta della scena della proiezione del filmino di sopralluogo girato dal fotografo Tiberio allo scopo di permettere all'esperto maximo Dante Cruciani (Totò, appunto) di analizzare la cassaforte e carpirne la combinazione.
L'intera proiezione si svolge al buio con tutti i personaggi illuminati dal proiettore tranne Cruciani che è appena visibile in penombra al centro dell'inquadratura. Quando la proiezione termina e qualcuno accende la luce questa illumina in maniera quasi irreale solo il volto di Totò che sembra apparire come una visione al centro della scena. Ci sono più significati e metafore in questa inquadratura che nella "Vergine delle Rocce". Almeno io ci vedo un passaggio del testimone della commedia italiana da Totò alla nuova generazione rappresentata da Gassmann e Mastroianni i quali, raccolti attorno a quella stupenda icona, attendono una benedizione.
La frase che pronuncdia Totò/Cruciani, del resto, non lascia adito ad equivoci: "Come film è una vera schifezza, ma quello che ho visto può bastare", come dire "Non è la comicità travolgente e fisica di cui io sono ancora il Principe, ma qualcosa di buono c'è!". Una sorte di bonaria e ironica sentenza di approvazione.



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