Visualizzazione post con etichetta Mario Monicelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mario Monicelli. Mostra tutti i post

17 giugno 2015

Ischia Film Festival: tutto sulla tredicesima edizione.

Dal 27 Giugno al 4 Luglio 2015, presso il Castello Aragonese di Ischia, avrà luogo la tredicesima edizione dell’Ischia Film Festival, unico concorso internazionale dedicato alle location cinematografiche che attribuisce un riconoscimento artistico alle opere audiovisive, ai registi, ai direttori della fotografia e agli scenografi che hanno maggiormente valorizzato location italiane ed internazionali sottolineandone i paesaggi e l’identità culturale. Ideato e diretto da Michelangelo Messina il festival è realizzato con l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo e con il contributo del MiBACT Direzione Generale Cinema. 
Otto giorni di proiezioni provenienti da 39 diversi paesi del mondo. In tutto 109 le opere selezionate tra cui 47 anteprime nazionali e 2 world premiere internazionali, senza considerare quelle anteprime italiane che sono al contempo anche anteprime mondiali. Tra le selezionate queste 42 produzioni o co-produzioni italiane a riprova dell’impegno del festival per la promozione del cinema italiano. 40 le opere in concorso tra lungometraggi, documentari e cortometraggi che si contenderanno i premi del festival. Tutte le sere a partire dalle ore 21.00 proiezioni all’aperto, omaggi e incontri con ospiti internazionali in 5 diverse location del Castello. Opere capaci di valorizzare e promuovere le tradizioni, la realtà storica, i paesaggi e le peculiarità di quei territori che sono stati scelti per la narrazione filmica o documentaristica. Ad arricchire le serate incontri con registi e attori per “Parlare di cinema” sotto le stelle nel meraviglioso contesto storico\paesaggistico del Castello Aragonese. 
Tra i personaggi che hanno già confermato la loro presenza i registi italiani Laura Bispuri, Edoardo De Angelis e molti registi stranieri che accompagneranno le loro opere al festival, gli attori Lillo Petrolo (della nota coppia Lillo e Greg) Francesco Paolantoni, Enrico Lo Verso, Amiel Cayo e Giacomo Rizzo, oltre ad altri ospiti saranno annunciati nei prossimi giorni. Il premio alla carriera 2015 sarà attribuito a Pasquale Squitieri, un regista senza padroni, di un cinema ruvido e diretto, incapace di compromessi. Avvocato penalista e poi regista, Pasquale Squitieri sarà presente ad Ischia per ritirare il premio il prossimo 3 Luglio e per l’occasione saranno proiettati nel corso della serata “Li chiamarono briganti” e il suo ultimo lavoro “L’altro Adamo”
Il Foreign Award 2015, premio tradizionalmente attribuito dal festival a quelle produzioni straniere che scelgono l’Italia per le loro riprese, sarà assegnato ad Enzo Sisti, dinamico executive producer italiano al quale si devono kolossal internazionali quali “Ben-Hur”, l’ultimo film di James Bond, Agente 007 e “Christ the Lord” solo nel biennio 2014-2015 determinando, oltre alla promozione pubblicitaria dei luoghi italiani, un forte indotto economico. 
L’Ischia Film Festival 2015 sarà anche occasione di ricordo e tributo per due grandi protagonisti del cinema italiano purtroppo scomparsi. “Le mani sulla città” ed un incontro con Adriano Pintaldi caratterizzeranno la serata dedicata al compianto Francesco Rosi, mentre un omaggio a Mario Monicelli (già membro del comitato d’onore del festival) nel centenario della sua nascita, sarà realizzato attraverso la proiezione di due suoi film “Proibito” e “Le rose del deserto”
Durante la kermesse vi è inoltre una sezione mercato con la ‘Borsa Internazionale delle Location e del Cineturismo’, occasione di incontro tra il mondo del cinema e quello del turismo e il ‘Convegno internazionale sul Cineturismo’, che vedrà la partecipazione dei massimi rappresentanti del mondo del cinema correlato al marketing territoriale. A completare il ricco programma la mostra fotografica “Villeggiatura e vacanze nel cinema italiano (1949 – 2011)" a cura di Antonio Maraldi. Per partecipare al festival è necessario acquistare un accredito culturale presso l’InfoPoint del Festival che sarà allestito al Piazzale Aragonese dal 25 Giugno in poi. L’Ischia Film Festival, grazie alla collaborazione delle migliori strutture ricettive dell’isola, mette a disposizione pacchetti di soggiorno ad Ischia per l’intera settimana o solo per il week end di apertura e di chiusura a prezzi scontati per gli accreditati del festival.

(Continua a leggere)

20 giugno 2014

Ad Amos Gitai l'Ischia Film Award

E’ il regista israeliano Amos Gitai il vincitore dell’Ischia Film Award, premio alla carriera alla XII edizione dell’Ischia Film Festival, concorso internazionale al dedicato alle location cinematografiche. 
Autore di un cinema apolide ma con radici profondissime nella storia, nel destino e nella cultura della propria terra. Lo Stato di Israele e il conflitto in Medio Oriente, il tempo della guerra e quello dell’esilio, la religione e l’individuo. 
Cortometraggi, documentari, opere di finzione per una filmografia lunga, complessa e commuovente che ha raccontato non solo le diverse anime della società israeliana, ma luoghi lontani animati o compromessi dalle contraddizioni del nostro tempo “Sono molto onorato di ospitare al festival un personaggio di tale fama internazionale. Ho sempre amato il cinema di Gitai e ritengo che avere il suo ultimo film nella selezione ufficiale rappresenti motivo di grande orgoglio per il festival” ha dichiarato il direttore artistico dell’Ischia Film Festival Michelangelo Messina
All’incontro tra il pubblico del festival e uno dei cineasti più interessanti della scena cinematografica internazionale seguirà la proiezione del suo ultimo film: “Ana Arabia”, unico piano sequenza di 81 minuti che racconta, con grande intensità, l’identità culturale di due mondi, due culture e due memorie che si vorrebbero opposte. 
L’Ischia Film Award 2014, riconoscimento alla carriera, in passato è stato attribuito a personaggi quali Ken Adam, Mario Monicelli, Abbas Kiarostami, Vittorio Storaro
Il premio sarà consegnato ad Amos Gitai nella suggestiva Cattedrale Barocca del Castello Aragonese di Ischia, location esclusiva del Festival.
(Continua a leggere)

29 giugno 2012

All' Ischia Film Festival si celebra la bellezza del cinema

di Ferdinando Carcavallo
Basterebbe soltanto dare un’occhiata al sito web (il migliore italiano del settore) per capire quanta passione, attenzione dei particolari e professionalità ci sia nell’organizzazione dell’Ischia Film Festival. La decima edizione di questo festival ideato, organizzato e voluto fino all’estremo delle forze da Michelangelo Messina e Enny Mazzella, avrà luogo nel Castello Aragonese di Ischia Ponte dal 30 giugno al 7 luglio. Otto lunghi giorni pieni di cinema, visto, parlato e discusso in una location unica al mondo.
Tra tanti pregi l’Ischia Film Festival ha anche quello di svolgersi in un periodo in cui la bellissima Isola del golfo di Napoli è al meglio del suo splendore, prima che l’arrivo in massa dei vacanzieri la trasformino in qualcosa di ancora bello ma del tutto diverso e inadatto a parlare di cultura.
Dell’unicità del festival si sono accorti nel recente passato grandi del cinema come Mario Monicelli, i premi Oscar Ken Adam e Vittorio Storaro, Pupi Avati, Arnoldo Foà, Abel Ferrara, Paolo Villaggio, Giuliano Montaldo ed altri, mentre altri grossi personaggi sono attesi per questa decima edizione.
Ma il punto forte dell’IFF sono le proiezioni, immancabili occasioni di vedere film già passati in sala e inediti per il nostro paese in sale uniche al mondo, come cappelle, piazzali del castello, terrazze sul mare.

Quest’anno noi di KinemaZOne abbiamo il privilegio di essere presenti, oltre che come Media Partner, anche come “produttori” del corto “Travel Companions a colori” che l’organizzazione del festival ha avuto la gentilezza (e il coraggio) di accettare per la sezione fuori concorso Scenari.
Sarà l’unico caso al festival delle location in cui non è l’opera a valorizzare il territorio ma il contrario. 

Programma, calendario e modalità per gli accrediti su www.ischiafilmfestival.it.
(Continua a leggere)

22 giugno 2011

Ischia Film Festival - IX edizione (2-9 luglio 2011)

Dal 2 al 9 luglio, l'isola di Ischia torna a tingersi di rosso e nero, i colori dell'Ischia Film Festival.
Due anni fa, il grande Mario Monicelli, ospite dl'onore alla VII edizione , dichiarava di amare questo evento per la sua eleganza e conoscendo il grande personaggio risulta chiaro che il termine "eleganza" non va preso nella sua accezione elitaria, bensì in quella di originale, pacata e senza fronzoli, come da sempre il festival di Ischia si sforza di rimanere.
Arrivata alla nona edizione, il festival di Michelangelo Messina, incentrato sulle location e il cineturismo, ha anche quest'anno un programma molto fitto (8 giornate di proiezioni, dibattiti e eventi vari) e per il momento ancora top secret. I nomi che sono trapelati in questi ultimi giorni sono quelli di Woody Allen, al quale è stato consegnato il Foreign Awards 2011, e del regista emiliano Pupi Avati, che ritirerà il 7 luglio il Ciack di corallo.

(Continua a leggere)

29 novembre 2010

16 luglio 2009

Ischia Film Festival: appuntamento al 2010

di Ferdinando Carcavallo

Se foste capitati ad ischia dal 5 all'11 luglio avreste trovato ovunque immagini di film girati sull'isola con schede informative delle opere e suggestivi inviti a vivere l'esperienza del cinema al Castello Aragonese (probabilmente il punto più bello dell'Isola Verde).
L'Ischia Film Festival, la piccola grande festa del cinema organizzata da Michelangelo Messina e Enny Mazzella, si è chiuso trionfalmente la sera dell'11 luglio in una serata elegante e sobria (mondana quanto basta) dove sono stati protagonisti il grande Mario Monicelli, Lina Sastri, Mattia Sbragia, l'attrice Donatella Finocchiaro (una "scoperta" dell'IFF edizione 2006) ma soprattutto il cinema delle varie categorie di concorso.
Le sezioni dei concorsi di quest'anno sono state tre. Documentari, cortometraggi e Location Negata.
Per l'ultima nuova categoria ha portato a casa il meritatissimo premio Yorgos Avgeropoulos con "The blood of Kouan Kouan", una vittoria quasi annunciata anche se personalmente credo che altre opere in concorso, come "32" di Michele Pastrello e "La Domitiana" di Romano Montesarchio rispondevano in maniera più completa ai requisiti del festival, con il territorio (Mestre per Pastrello e la periferia di Napoli per Montesarchio) protagonista.
Il grande vecchio del cinema italiano, il mai troppo celebrato Mario Monicelli, ha presenziato quasi a sorpresa l'ultima serata di un festival al quale tiene moltissimo proprio per la qualità e la pacatezza dei toni, ma nella serata del 9 luglio lo si è potuto apprezzare nella sua piena forma in un incontro con il pubblico assieme a Paolo Villaggio in cui i due artisti si sono raccontati a vicenda in un clima di complicità e rilassatezza preziosi per chi è abituato ai ritmi dei faccia a faccia televisivi.
Altri premiati della serata sono stati il regista salentino Edoardo Whinspeare per "Galantuomini" e Lino Fiorito per la sceneggiatura de "Il Divo" (premiato dall' inossidabile giornalista scrittore Valentino Parlato).
Si è concluso, quindi, più che dignitosamente uno dei festival del cinema più seri ed eleganti (come lo ha definito Parlato) che abbiamo ancora nel nostro paese. Un festival che si propone obiettivi precisi (promuovere la professione del Location Management, del cinetursmo e della geografia del cinema) portandosi come effetto collaterale (ma non indesiderato) la valorizzazione dei giovani talenti che in occasione degli incontri organizzati da Messina e Mazzella hanno modo di farsi conoscere e intensificare la rete di conoscenze.

Dimenticavo...il presidente del festival, lo scenografio di Kubrik premio Oscar Ken Adam, ha regalato ai partecipanti alla serata finale una bellissima video intervista che spero sia al più presto messa sul sito del festival a beneficio di tutti.


(Continua a leggere)

08 luglio 2009

Ischia Film Festival: Paolo Villaggio racconta Monicelli

Ischia festeggerà Mario Monicelli, uno dei massimi registi italiani in una serata evento il 9 luglio al Castello Aragonese di Ischia Ponte.
Padre fondatore della commedia all'italiana, autore che ha saputo rappresentare sul grande schermo, con indomito cinismo (e un pizzico di umanissima malinconia) vizi e difetti degli italiani, Monicelli incontrerà il pubblico e parlerà della sua vita e della sua carriera insieme ad un altro grande protagonista del nostro cinema, Paolo Villaggio, al Festival per omaggiare e raccontare il regista de "I soliti ignoti" e "La grande guerra".
"Ringrazio pubblicamente il Maestro Monicelli e Paolo Villaggio per aver accettato di prendere parte a questo evento" ha dichiarato Michelangelo Messina, ideatore e direttore artistico dell'Ischia Film Festival, " e per aver contribuito entrambi, in maniera esemplare e sempre coraggiosa, a realizzare alcuni tra i grandi capolavori del cinema italiano, opere che sono destinate a rimanere come impareggiabili e acute analisi della storia e del costume di questo paese".
Nel corso della serata, per celebrare il regista nato a Viareggio nel 1915, sarà proiettato "Vicino al Colosseo c'è Monti". Nato da un'idea di Chiara Rapaccini, il cortometraggio è un ritratto del quartiere di Roma Monti, dove lo stesso regista vive da tempo. Un viaggio alla scoperta di uno dei posti più belli (e più antichi) della capitale, un microcosmo nel quale tutti si conoscono e tutti parlano tra di loro, e nel quale Monicelli si è divertito a fare da "guida" al luogo e a farsi seguire mentre fa la spesa, va dal barbiere o visita i tipici negozietti della zona.
"Volevo raccontare un rione di Roma, forse il più antico" ha dichiarato Monicelli, "non con toni enfatici e imperiali ma quotidiani. Volevo parlare di un paese con gli artigiani e di antiche vie percorse da processioni. In fondo credo di esserci riuscito".
(Continua a leggere)

19 novembre 2007

Mario Monicelli (libro + cd)

Fondamentalmente questo volume della Mediane dedicato a Mario Monicelli è un libro di fotografie. Si tratta di bellissime foto di scena, alcune davvero interessanti, riproduzioni coloratissime di locandine e copertine di dischi ormai entrati nella storia e ritratti di attori e collaboratori del maestro.
Nonostante l'esiguità di informazioni testuali contenute (comunque è presente una bella introduzione dei curatori Serio e Gorlani), sfogliando questo lussuoso archivio fotografico, in una sorta di biografia visionaria, ci si rende conto della grandezza di un autore che al cinema italiano ha dato praticamente tutto: commedia, impegno sociale, ironia, dramma, costume. Certamente non saremmo così affezionati a attori come Sordi, Mastroianni e Tognazzi senza film come La grande Guerra, I soliti ignoti e Amici miei, e lo stesso Totò, che Monicelli incontrò quando il Principe era già una star, deve a registi come lui le occasioni che gli hanno permesso l'entrata nel mito (Totò cerca casa, Guardie e Ladri, Totò e le donne).
Ma il libro di Serio e Gorlani, se mai ve ne fosse bisogno, testimoniano che oggi Mario Monicelli è vivo, nel senso artistico, e che le ultime produzioni - che la distribuzione italiana con atteggiamento a dir poco sacrilego ha relegato a livello di tappabuchi estivo di importazione - sono state realizzate con la stessa verve, lo stesso entusiasmo di sempre.
Correda il libro un bellissimo CD audio con alcune delle più belle colonne sonore dei film di Monicelli, e stiamo parlando di compositori del calibro di Morricone, Piovani, Nino Rota, Rustichelli e Luttazzi.

Compra "Mario Monicelli" su libreriauniversitaria.it

(Continua a leggere)

16 luglio 2007

Non è più tempo di satira

di Ferdinando Carcavallo

Mario Monicelli (...) ha commentato il cinema di oggi. Ricordando Toto' il maestro della commedia all'italiana dice "quel cinema faceva della satira su un mondo sociale, politico, culturale che era rappresentabile, comprensibile e quindi anche ridicolizzabile, che cosa c'e' oggi di ridicolizzabile? La cosa e' talmente ridicola, volgare e poi addirittura irreale, e' tutta satira, controsatira, autosatira". (www.ansa.it)
Quindi, secondo il Maestro del cinema italiano, la commedia satirica ha senso quando c'è una realtà seria (o seriosa) da ridicolizzare, da schernire e dissacrare. In una società in cui nulla appare tanto serio, la satira potrebbe essere addirittura un potenziamento di certi schemi sociali, piuttosto che un tentativo di sabotaggio.
Monicelli, nella sua carriera, ha ironizzato su cose tanto serie come la guerra, la persecuzione fascista e il boom economico, e la sua satira ha contribuito a vederci più chiaro e aiutato gli italiani a prendere coscienza della propria condizione.
Oggi che i politici italiani pur di apparire in televisione firmano liberatorie per la trasmissione di immagini in cui appaiono come ignoranti e cafoni (ricordate le domande di attualità delle Iene ai parlamentari all'ingresso di Montecitorio?) e fanno a botte per essere imitati dal Bagaglino (la satira di regime per eccellenza), credo sia effettivamente molto difficile pensare ad un'azione di satira efficace. La satira per classe politica italiana ha oggi lo stesso ruolo della Gialappas per un reality show, solo apparentemente la ridicolizza mentre effettivamente rende popolari i protagonisti.
Forse il Maestro ha ragione. E' ora che il cinema italiano ci concentri su qualcosa di meno meschino della realtà del paese.

(Continua a leggere)

05 giugno 2007

Ischia Location Film Festival a giugno con Monicelli e Montaldo

Sarà Mario Monicelli, padre fondatore della grande commedia all’italiana e tra i più grandi registi italiani, uno degli ospiti d’onore della quinta edizione dell’Ischia Location Film Festival, in programma dal 24 al 30 giugno prossimi.
All’autore di un cinema che in sessant’anni di carriera ha osservato e descritto la società italiana con occhio attento e disincantato, al maestro di quella comicità venata dall’amarezza per il tempo perduto, e dalla speranze troppo presto risoltesi in delusioni, al cineasta che ha saputo rappresentare sul grande schermo, con indomito cinismo (ma anche un pizzico di umanissima malinconia) vizi e difetti degli italiani, sarà reso un omaggio in una delle serate speciali della kermesse, nella quale verrà proiettato il suo ultimo film “Le rose del deserto”.

Oltre al maestro del cinema per eccellenza, l'ILFF vedrà tra i suoi ospiti anche Giuliano Montaldo, autore di un cinema che per lungo tempo ha osservato e raccontato tutti i cambiamenti e le difficoltà dell’uomo a contatto con una società in continua evoluzione e incapace di accettarlo Il Ciak di Corallo gli sarà consegnato nel corso della cerimonia conclusiva della quinta edizione del Festival. Un omaggio con una retrospettiva si svolgerà al Castello Aragonese dal 25 al 28 Giugno.
(Continua a leggere)

22 novembre 2006

02 agosto 2006

I soliti ignoti: un tributo a Totò

di Ferdinando Carcavallo

Estate, tempo di classici in TV. Ieri hanno dato ancora una volta il capolavoro di Monicelli, e nonostante l' avessi visto almeno 30 volte me lo sono riguardato.
Su questo film è stato detto di tutto, e non è ancora abbastanza. Ieri soltanto, pero', ho notato qualcosa che in passato mi era sfuggito, e cioè che gran parte del film è un tributo alla fugura di Totò ed a quello che il comico rappresentava all'epoca delle riprese.
Totò era, sebbene attivissimo, un attore che rappresentava la commedia passata, fatta di spensieratezza ed evasione, mentre quella che si stava affacciando in Italia, e di cui I soliti Ignoti era il capostipite, era una commedia più amara e legata alla spesso triste e misera realtà italiana.
Notate la scena in cui Totò compare nel film. Si tratta della scena della proiezione del filmino di sopralluogo girato dal fotografo Tiberio allo scopo di permettere all'esperto maximo Dante Cruciani (Totò, appunto) di analizzare la cassaforte e carpirne la combinazione.
L'intera proiezione si svolge al buio con tutti i personaggi illuminati dal proiettore tranne Cruciani che è appena visibile in penombra al centro dell'inquadratura. Quando la proiezione termina e qualcuno accende la luce questa illumina in maniera quasi irreale solo il volto di Totò che sembra apparire come una visione al centro della scena. Ci sono più significati e metafore in questa inquadratura che nella "Vergine delle Rocce". Almeno io ci vedo un passaggio del testimone della commedia italiana da Totò alla nuova generazione rappresentata da Gassmann e Mastroianni i quali, raccolti attorno a quella stupenda icona, attendono una benedizione.
La frase che pronuncdia Totò/Cruciani, del resto, non lascia adito ad equivoci: "Come film è una vera schifezza, ma quello che ho visto può bastare", come dire "Non è la comicità travolgente e fisica di cui io sono ancora il Principe, ma qualcosa di buono c'è!". Una sorte di bonaria e ironica sentenza di approvazione.
La partecipazione di Totò a questo film, quindi, è più di un cameo, ma è l'essenza stessa del film.
Non è un caso che il divo George Clooney, produttore del mediocre remake americano Welcome to Collinwood, abbia voluto riservare per se la parte di Dante Cruciani senza cambiare una virgola della regia di Monicelli soprattutto nella citata scena della proiezione.

, ,

(Continua a leggere)