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20 ottobre 2014

10 anni di KinemaZOne

Nel 2004, precisamente nel mese di aprile, mentre viaggiavo per lavoro in treno da Bologna a Napoli, scrivevo il primo post sul mio neonato blog KinemaZOne, allora ospitato sulla scomparsa Splinder.com. Il motivo per cui avevo deciso di aprire un blog era puramente professionale. Il trend tecnologico spingeva molto sui blog e io, che allora mi interessavo di Content Management, per capire bene di cosa si trattasse dovevo necessariamente aprirne uno e provarne le capacità. L'unica cosa che facevo allora, oltre a lavorare, era guardare film e quindi decisi di aprire un blog di recensioni cinematografiche. Per questo motivo, comodamente sistemato sul frecciarossa, mi lasciai andare a scrivere delle considerazioni su “La passione di Cristo” di Mel Gibson, un film che non mi era piaciuto.
In questi primi 10 anni, come nella vita di chiunque, sono successe tante cose su questo blog. Innanzitutto abbiamo conosciuto e, nel nostro piccolo, contribuito alla diffusione di opere di autori indipendenti e valentissimi come Michele Pastrello, Ivan Pesenti, Lucas Pavetto, Michele Salvezza, i Licaoni, i Jackall e tanti altri. In questi anni abbiamo anche intervistato pezzi grossi come Vittorio Storaro, Arnoldo Foà, Carlo Lucarelli, i Manetti Bros, Max Bunker, ma soprattutto abbiamo fatto delle preziosissime amicizie.

Le cose proseguivano abbastanza bene e oltre a me cominciarono a scrivere su KinemaZOne dei collaboratori e i festival cominciarono ad accreditarci e ad invitarci alle serate di gala. Tutto, dicevo, fino al 2007, anno in cui successe una cosa che compromise tutto il resto della storia.

Tutto partì dal fatto che oltre a ricevere cortometraggi e piloti di autori molto bravi, mi capitava spesso di vederne anche di mediocri: da qui il malsano pensiero “Ma allora lo posso fare anche io”. 
per la precisione il pensiero malsano non venne direttamente a me ma al mio grande ed eterno amico Luca Napoletano. Ci volle poco, quindi, a Luca per trascinarmi a fare video anche noi, con spirito goliardico e senza grandi aspettative.
Iniziammo con un cotometraggio (allora l'unica forma videoespressiva breve conosciuta) dal titolo “Un pazzo indietro”. Eravamo tecnicamente inetti e quindi ci avvalemmo del supporto di amici, incapaci a loro volta, ma almeno che non ci facessero sentire soli. 
Un pazzo indietro” fu un successo insperato, nel senso che riuscimmo davvero a finirlo e nessuno ci insultò, nemmeno quelli dei quali avevo parlato male su KinemaZOne, fino addirittura ad essere accettato in diversi festival. 
Dopo “Un pazzo indietro” arrivò la web serie “Travel Companions” che per circa tre anni monopolizzò le nostre vite e il blog stesso (vincitrice a Los Angeles Web Fest nel 2011 e al NapoliFilmFestival nel 2013) e poi nel 2013 la serie “Il mestiere più antico del mondo” (vincitrice al Los Angeles Web Fest e I corti sul lettino nel 2014) tutt'ora in produzione.

Dall’inizio del 2014 come saprete KinemaZOne non è più indipendente ma FELICEMENTE ASSORBITO nella holding dei Fratelli Katano, i due magnati dell’enterteinment che stanno cambiando la faccia del web. I big brothers, però, ci lasciano abbastanza libertàeditoriale limitandosi ad utilizzare il nostro spazio per pubblicare le loro performances artistiche, ma è un prezzo (salato) che posso ancora permettermi di pagare.
A questo punto gli auguri vanno fatti a loro e grazie a tutti quanti..
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29 giugno 2012

All' Ischia Film Festival si celebra la bellezza del cinema

di Ferdinando Carcavallo
Basterebbe soltanto dare un’occhiata al sito web (il migliore italiano del settore) per capire quanta passione, attenzione dei particolari e professionalità ci sia nell’organizzazione dell’Ischia Film Festival. La decima edizione di questo festival ideato, organizzato e voluto fino all’estremo delle forze da Michelangelo Messina e Enny Mazzella, avrà luogo nel Castello Aragonese di Ischia Ponte dal 30 giugno al 7 luglio. Otto lunghi giorni pieni di cinema, visto, parlato e discusso in una location unica al mondo.
Tra tanti pregi l’Ischia Film Festival ha anche quello di svolgersi in un periodo in cui la bellissima Isola del golfo di Napoli è al meglio del suo splendore, prima che l’arrivo in massa dei vacanzieri la trasformino in qualcosa di ancora bello ma del tutto diverso e inadatto a parlare di cultura.
Dell’unicità del festival si sono accorti nel recente passato grandi del cinema come Mario Monicelli, i premi Oscar Ken Adam e Vittorio Storaro, Pupi Avati, Arnoldo Foà, Abel Ferrara, Paolo Villaggio, Giuliano Montaldo ed altri, mentre altri grossi personaggi sono attesi per questa decima edizione.
Ma il punto forte dell’IFF sono le proiezioni, immancabili occasioni di vedere film già passati in sala e inediti per il nostro paese in sale uniche al mondo, come cappelle, piazzali del castello, terrazze sul mare.

Quest’anno noi di KinemaZOne abbiamo il privilegio di essere presenti, oltre che come Media Partner, anche come “produttori” del corto “Travel Companions a colori” che l’organizzazione del festival ha avuto la gentilezza (e il coraggio) di accettare per la sezione fuori concorso Scenari.
Sarà l’unico caso al festival delle location in cui non è l’opera a valorizzare il territorio ma il contrario. 

Programma, calendario e modalità per gli accrediti su www.ischiafilmfestival.it.
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16 giugno 2006

Incontro con Arnoldo Foà all'Ischia Film Festival

di Ferdinando Carcavallo

Arnoldo Foà e Ferdinando CarcavalloL’immagine di Arnoldo Foà che ho impressa nella mente da quando ero bambino lo ritrae vestito da Rigoletto che sulle note di Quanno mammeta t’ha fatto canta “Comme facezia ‘e Mantova nisciuno è meglio ‘e me”.
Ma Foà è molto più di un attore televisivo. Novant’ anni di cui 70 di teatro, con significative escursioni al cinema e innumerevoli presenze televisive.
Non ho mai fatto distinzione tra cinema teatro e televisione nelle mie scelte. Ho fatto tutto con lo stesso obiettivo: quello di arrivare al pubblico con qualcosa di interessante.
Nessuno snobismo.
In televisione ho fatto Shakespeare e i musicarelli con il Quartetto Cetra, e al cinema ho lavorato con rispetto e impegno per Blasetti e quei tre della Gialappas, ma sempre cercando di fare cose intelligenti. E credo di esserci riuscito, per quello che a 90 anni riesco a ricordare.
Scherza molto sulla sua età, Arnoldo Foà, seduto beatamente sulla terrazza dell’albergo Miramare Castello ad Ischia dove è ospite d’eccezione per l’apertura dell’Ischia Film Festival.
Nel film Antonio il guerriero di Dio di Antonello Belluco, presentato ad Ischia il 13 giugno, interpreta papa Gregorio IX.
E’ il quarto papa che faccio e una volta ho dato anche la voce a Dio, e per un ateo è una bella soddisfazione.
Riguardo la lavorazione del film non ha molto da dire.
La mia è una parte davvero piccola. Ricordo però un episodio curioso. La scena che ho fatto è stata girata nella cripta di una chiesa romana dove la salma di Pio IX è conservata in una teca di cristallo per essere visibile ai visitatori. Ebbene, in una pausa della lavorazione i tecnici della troupe hanno adibito la teca a tavolo per la colazione, vi si sono anche seduti sopra scherzando con le sarte. Il tutto senza nessuna intenzione dissacratoria, ma la visione di quella situazione paradossale mi ha impressionato.
Un novantenne davvero sui generis e ancora attivissimo.
Il cinema lo frequento poco, sia come spettatore che come attore, ma lavoro ancora in teatro, la mia passione primaria. Il 4, 5 e 6 agosto debuttiamo con ‘Sul lago dorato’ di Ernest Thompson a Borgio Verezzi, con Erica Blanc e per la regia di Maurizio Panici.
La nostra chiacchierata è interrotta da due turisti anziani a passeggio per la spiaggia dell’albergo che chiedono a Foà il permesso per ‘fare una fota al panoramo'. Foà è divertito dalla cosa.
Non siamo mica i proprietari dell’albergo. E nemmeno i bagnini.
Il maestro guarda l’anziana coppia con tenerezza e comincia a navigare tra i ricordi ischitani.
Più di quarant’anni qui fa incontrai la mia prima moglie, con la quale ho avuto due figli. Io ero in barca e approdai una notte ad Ischia per un guasto al motore. La conobbi in un night dove suonava un cantante napoletano molto in voga all’epoca. Ballammo tutta la notte e il giorno dopo lasciò l’isola con me.
Se al cinema è già da tempo un clandestino, sulla televisione (che ho fatto nascere) è molto critico.
Lo dicono tutti e lo dico anch’io. La televisione una volta aveva il compito di portare la cultura nelle case, a quelle persone che per mancanza di mezzi, per pigrizia o per impegni non potevano andare a teatro o a cinema o leggere dei libri. Oggi la televisione è al servizio dell’audience e della pubblicità inseguendo i gusti del popolo e questo è sbagliato, anche se molto più facile.
Passi per le televisioni commerciali, ma la Rai, come Servizio dello Stato, dovrebbe distinguersi e non ricercare sponsor e pubblicità. Paghiamo le tasse per l’istruzione e le Università così come per la televisione, no?

E l’Italia che sicuramente è cambiata in questi anni gli piace ancora?
Non sono mai stato un comunista, ma quando anni fa ho rivisto i fascisti al governo ho detto “oddio” e me ne sono andato a vivere per un po’ alle Seychelles. Oggi la situazione sembra un po’ cambiata e vivo a Roma. Speriamo bene. Ma, politica a parte, l’Italia è un paese bellissimo. Guarda un po’ qua.
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