Visualizzazione post con etichetta Manetti Bros.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Manetti Bros.. Mostra tutti i post

21 luglio 2021

Il trailer ufficiale di Diabolik, dei Manetti Bros. (nelle sale dal 16 dicembre)



Presentato in esclusiva in un evento live organizzato all'interno del Cinè - Giornate Professionali del Cinema di Riccione, ecco il primo vero trailer di "Diabolik", il cinecomic dei Manetti Bros nelle sale il prossimo 16 dicembre.
Cosa ne pensate? Sotto, in linea o oltre le vostre aspettative?




(Continua a leggere)

19 maggio 2021

"Entrapped. A Day Of Terror" Su PrimeVideo un thriller claustrofobico nella Bologna del 2 agosto 1980


C'è un film del 2019 molto particolare su Amazon Prime Video intitolato 'Entrapped. A day of Terror'.

Diretto da Emanuele Dantonio e interpretato Luca De Luca, Stefano Mattioli e Ruben Maria Soriquez, il film racconta di un gruppo di persone bloccate in un ascensore vicino la stazione di Bologna il 2 agosto 1980 durante la strage terroristica che tutti ricordiamo. 

Si tratta di un thriller claustrofobico che dicono abbia riscosso molto successo in Asia e negli Stati Uniti.

A vedere qualche scena ricorda "Piano 17" dei Manetti Bros., film del 2005 anch'esso girato completamente in un ascensore.

'Entrapped. A day of Terror' è prodotto da Luca Redavid e patrocinato dall' Associazione familiari vittime del 2 agosto.

Nella colonna sonora una canzone di Andrea Mingardi, scritta appositamente per ricordare la strage della stazione.


(Continua a leggere)

29 aprile 2021

Diabolik nelle sale a dicembre, ma ci sono già due sequel in preparazione.


Sono in programma già due sequel di Diabolik dei Manetti bros. e le riprese inizieranno ad ottobre, anche se il primo film non lo vedremo prima di Natale 2021 (se tutto va bene).

L'uscita ufficiale nelle sale del film con Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastrandrea (e ovviamente la banda Manetti quasi al completo con Roja, Gerini e Serena Rossi) è fissata per il 16 dicembre, un giorno prima di "Spiderman No Way Home", ma non ditelo alla "01 Distribution" se no lo rimandano di un'altro anno.

Finora abbiamo visto davvero poco di questo attesissimo cinecomic italiano, giusto un trailer di pochi minuti che poco o nulla ci dice se non che la storia è ambientata negli anni '60/70, a giudicare dall'aspetto vintage di abiti e della tecnologia.

Già da tempo un film su Diabolik era nei sogni dei Manetti Bros. In una intervista a KinemaZOne del 2007, Antonio Manetti ci disse: "Ci piacerebbe fare un film su Diabolik. Il personaggio è eccezionale e l’ambientazione delle storie possiede un potenziale visivo altissimo. Con tutte quelle scogliere e quelle case pazzesche... ci piacerebbe tantissimo. (...) Sarebbe un’ottima occasione per noi realizzare un film che sia contemporaneamente a modo nostro e aperto ad un grande pubblico."

Le riprese di questo Diabolik iniziarono a settembre 2019 e già a dicembre del 2020 era pronto per essere distribuito ma poi, come sappiamo, a causa della chiusura prolungata nelle sale non è stato possibile. Manetti e i distributori hanno tenuto duro non pubblicandolo in alcuna piattaforma streaming e pare che ora a dicembre finalmente vedremo questo film. Se le cose dovessero ancora precipitare, a questo punto, visto anche i sequel in preparazione, gli conviene farne una serie.

Altro film in via di scongelamento è un atteso ritorno italiano. Parliamo di Freaks Out!, secondo lungometraggio di Gabriele Mainetti, osannato autore del fenomeno del 2015 Lo chiamavano Jeeg Robot.
Molto curato esteticamente, come si evince dal trailer, il film di Mainetti era addirittura nel listino delle uscite della 01 Distribution del 2019, ma poi rinviato più volte fino alla data definitiva del 16 dicembre 2021.

Teniamo le dita incrociate e tifiamo per il cinema Italiano nelle sale. Che tutto possa tornare come prima. Anzi meglio.

(Continua a leggere)

11 settembre 2017

Manetti, Rak & Bunker: ipotesi di una join venture per un progetto di animazione su Alan Ford.

Esattamente dieci anni fa, durante un’intervista ad Antonio Manetti per KinemaZOne, il regista romano ci confessò un sogno del cassetto che i Manetti Bros. avevano da molto tempo: 



Un film su Alan Ford, quindi, il fumetto di Magnus e Bunker che ininterrottamente dal 1969 esce in edicola sempre con la firma dell’inossidabile Max Bunker
Un anno prima KinemaZOne aveva avuto già la fortuna di intervistare il grande Max con il quale era stato naturale affrontare l’argomento cinema e la sua risposta era stata stranamente simile alla visione dei Manetti. 


Alan Ford, come molti ricorderanno, ha goduto il picco di popolarità negli anni ’80 grazie alla versione a disegni animati nella trasmissione televisiva di Giancarlo Governi e Guido De Maria “SuperGulp!”. 

Pensiamo che un fumetto come Alan Ford, più di altri, debba il suo successo e la sua fama, oltre all'ironia di Bunker, anche all'impronta grafica eccezionale data da Magnus prima e poi portata avanti da Paolo Piffarerio e i disegnatori più giovani, per cui più che ad un liveaction penseremmo ad un film o una serie di animazione.

In dieci anni i Manetti di strada ne hanno fatta abbastanza per poter contare su budget più sostanziosi e nel nostro paese molti nuovi talenti sono venuti fuori nel campo dell'animazione, non ultimo quello di Alessandro Rak, tra gli autori dell’osannato Gatta Cenerentola che ha dimostrato a
Venezia che il cinema di animazione in Italia è una realtà sulla quale poter investire e, soprattutto, dotata di una raffinatezza ed originalità che la rendono distinguibile. 

Ci piace pensare, quindi, che gli amici Manetti Bros, Max Bunker e Alessandro Rak possano oggi incontrarsi e discutere sulla fattibilità di un progetto di animazione su Alan Ford (film o serie TV).

(Continua a leggere)

26 settembre 2016

Inizia il 18° Napoli FIlm Festival, con l'anteprima dei Manetti Bros.

I registi Manetti Bros., Giuseppe Piccioni, Mario Balsamo e Claudio Giovannesi saranno tra i protagonisti della 18esima edizione del Napoli Film Festival, diretto da Mario Violini, che dal 26 settembre al 2 ottobre assegnerà i Vesuvio Awards e “invaderà” molti spazi cittadini, Cinema Metropolitan, PAN | Palazzo delle Arti, Institut Français, Instituto Cervantes, con 'incontri ravvicinati',  cinque concorsi, sei rassegne e la sezione “Extra” con tanti appuntamenti tra cui l’anteprima campana di Sweet Democracy con Dario Fo e Renato Scarpa, un film sulla libertà di espressione diretto da Michele Diomà (29 settembre ore 19:45 - Institut français). Sarà l’incontro con il regista Mario Balsamo a inaugurare il festival lunedì 26 settembre alle 21:00 al Cinema Metropolitan con la presentazione del film Mia madre fa l’attrice, una divertente docu-fiction autobiografica in anteprima. Seguiranno gli incontri con i Manetti Bros. martedì 27 settembre, Giuseppe Piccioni giovedì 29 settembre, Claudio Giovannesi venerdì 30 settembre e tanti altri ospiti a sorpresa. Numerosi anche gli incontri e le proiezioni mattutine con gli studenti, “Parole di Cinema”, condotti dal Prof. Sainati e organizzati in collaborazione con l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e Mobydick Scuola. 
Protagonisti al Cinema Metropolitan (ingresso libero) la costumista Nanà Cecchi , candidata all'Oscar e Globo d'Oro per Ladyhawke di Richard Donner (27 settembre), il regista Ferdinando Cito Filomarino con il film Antonia (28 settembre), l’attore Renato Scarpa con Habemus Papam di Nanni Moretti (29 settembre), il regista Gianfranco Pannone con L’esercito più piccolo del mondo (30 settembre) e Claudio Giovannesi con Fiore (1 ottobre).

EXTRA 
La nuova sezione Extra vedrà proiettate, oltre l’anteprima Sweet Democracy, altre quattro opere alla presenza degli autori: Suncity di Cecilia Donadio e Felice Iovino; Sonderkommando di Nicola Ragone; A qualcuno piacerà – Storia e storie di Elio Pandolfi di Caterina Taricano e Claudio De Pasqualis; La buona uscita di Enrico Iannaccone. 

LE SEI RASSEGNE 
La 18esima edizione è ricca di brevi, ma significativi omaggi distribuiti in varie sezioni: dai “Percorsi d’autore” dedicati a William Shakespeare Sylvain Chomet, a “I volti del cinema” rivolti a  Chiara Mastroianni e al compianto padre, Marcello, alla retrospettiva dei film di Claudio Giovannesi “Autore emergente” 2016. Dedicata a Montgomery Clift , poi, la sezione 41° Parallelo con “Un Posto al sole” e “L’albero della vita”. (Institut Français – ingresso libero). 
In collaborazione con l'ICAIC - Instituto Cubano dell' Arte e Industria Cinemàtograficos di Cuba, presso l'Instituto Cervantes, sarà possibile assistere alla seconda parte del focus  Cinema Havana, una selezione di otto lungometraggi cubani di finzione dal 2002 al 2015.

I CINQUE CONCORSI
Europa & Mediterraneo
Il tema del confine, tra fuga dalla guerra ed emigrazione, è il tema del concorso internazionale Europa & Mediterraneo che presenta cinque film europei provenienti per lo più da nazioni cinematograficamente 'poco visibili' in Italia, storie appassionanti sulle difficoltà di vivere nelle zone che sono state teatro di guerra ma anche di integrazione e di emarginazione. Dalla Serbia Enclave di Goran Radovanovic dove un ragazzo serbo deve attraversare una zona di confine per arrivare a scuola e ci va tutti i giorni in un carro armato, accompagnato dall'esercito dell'ONU. Un bambino kossovaro che odia in particolare i serbi lo incolperà della morte di suo padre. Da Malta Simshar di Rebecca Cremona, una storia di una famiglia di pescatori con sullo sfondo il dramma dei migranti in cui si troveranno coinvolti tra Malta e Lampedusa. Dalla Turchia Dust Cloth di Ahu Ozturk: due donne curde fanno le pulizie nei quartieri bene di Istanbul, vivono una vita difficile, ma non priva di sogni. Dalla Grecia Riverbanks di Panos Karkanevatos che narra l'incontro al confine tra Grecia e Turchia tra uno sminatore e una donna che aiuta i clandestini ad attraversare il confine, due persone disperate e sole che rischiano la vita in ogni momento. Our Mother di Fejria Deliba è invece la storia di un’anziana donna immigrata in Francia dall'Algeria e che vive un'esistenza isolata al servizio dei suoi 11 figli. Un giorno scompare per recuperare un'eredità ed è l'occasione per i ragazzi, sconvolti, di accorgersi della madre e della vita ben più gratificante che viveva al suo paese e che ha lasciato per il loro bene.
La giuria è composta da studenti selezionati dalle scuole di cinema della Campania ABAN – Accademia di Belle Arti di Nola, ASCI Scuola di Cinema a Napoli, CinemaFiction, FILMaP, La ribalta, Scuola di Cinema di Napoli, Scuola di Cinema Méliès, Scuola di Cinema Pigrecoemme.
Nuovo Cinema Italia
Ritorna, giungendo alla sua quarta edizione, la sezione Nuovo Cinema Italia, che presenta al cinema Metropolitan (Posto unico € 5,00 - ridotto € 4,00) cinque lungometraggi selezionati quest’anno dalla redazione di CinemaItaliano.info con l'obiettivo di proporre interessanti titoli non distribuiti nel circuito commerciale o circolati solo in poche copie. Tre i documentari scelti, Wide Blue Delivery di Alessandro Cattaneo, realizzato a bordo di un mercantile in giro per il mondo, L'ombelico magico di Laura Cini, che mostra il rapporto insolito tra un'anziana curatrice e una sua potenziale giovane erede e Non voltarti indietro di Francesco del Grosso, un intreccio di storie di vite travolte dalla giustizia che sbaglia, dalle manette e dal carcere ingiusto. Due invece i lunghi di fiction, Al di là del risultato di Emanuele Gaetano Forte, ritratto ironico e malinconico di un gruppo di giovani universitari di Formia e Montedoro di Antonello Faretta, racconto elegiaco in una Lucania meravigliosa. Anche in questo caso la giuria è composta da studenti selezionati dalle scuole di cinema della Campania.

SchermoNapoli
Per la 13esima edizione di SchermoNapoli Corti si presentano 43 titoli. Il teatro e il suo mondo sono protagonisti di molti come Stanza 52 di Maurizio Braucci, già in Concorso a Venezia in Orizzonti;Misteriosofica fine di discesa agli inferi di Giuseppe Bucci riduzione dello spettacolo Scannasurice di Carlo Cerciello con Imma Villa e Black comedy, di Luigi Pane, in cui Fortunato Cerlino interpreta un rude e navigato commediografo e Antonia Liskova la giornalista che l'intervista. In concorso anche la prima prova da regista di Rosalia Porcaro con Mamma e di Peppe Lanzetta, in collaborazione con Francesco Velonà, con Le stravaganze del conte. La giuria sarà composta dalla giornalista Natascia Festa, dal Presidente Associazione Culturale Mitreo Film Festival Paola Mattucci e dall’attrice Adele Pandolfi.
SchermoNapoli Doc (PAN ingresso libero) propone 17 titoli in una sezione variegata che spazia dalle opere sperimentali alle inchieste giornalistiche. Da segnalare il documentario su Francesco Cito, A Wide Gaze di Guido Pappadà, Arte in campo di Angelo Paino sul  laboratorio femminile di pittura al Rom di Secondigliano a Napolitenuto da Bruno Fermariello; Flat Tyre – An American Music Dream di Ugo Di Fenza, il viaggio in van da New York a Houston della band napoletana folk e bluegrass "La Terza Classe" alla ricerca delle origini della musica che interpretano; Mirabiles - I custodi del mito di Alessandro Chetta e Marco Perillo, inchiesta sui beni culturali nei Campi Flegrei e le mitiche figure degli 'assuntori di custodia'. Chetta concorre anche con Instabile su Michele Del Grosso vecchio impresario teatrale che gestisce un teatro sotterraneo, il Tin, in vico Fico al Purgatorio. A giudicare i doc saranno il giornalista Stefano Amadio, l’organizzatore culturale Armando Andria e il produttore Gianluca Loffredo.
Completa la panoramica dei concorsi SchermoNapoli Scuole con 24 titoli provenienti non solo dalle scuole della Campania, ma anche da enti che lavorano con l'infanzia. In giuria la giornalista Carmen Credendino, la docente Anna Merinio, il produttore teatrale Giovanni Petrone.


I PREMI
Tutti i concorsi vedono in palio il Vesuvio Award, scultura di bronzo realizzata da Lello Esposito, e una serie di premi volti a garantire una distribuzione alle opere. Il Premio Avanti! offrirà la possibilità alla miglior opera, selezionata nei vari concorsi, d’essere distribuita dalla LAB 80 film nei cinema italiani. Sia per il concorso Nuovo Cinema Italia sia per Europa & Mediterraneo, poi, è in palio il premio Augustus Color che consiste nella stampa di 5 copie in formato DCP per ciascun vincitore, per favorirne l'acquisizione da parte della distribuzione italiana. Anche la XIII edizione di SchermoNapoli, nelle sue sezioni DOC, Corti e Scuola, assicurerà ai selezionati visibilità riproponendoli nelle rassegne itineranti organizzate dall'Associazione NapoliCinema (41. Parallelo presso la Casa Italiana Zerilli-Marimò, New York University Department of Italian Studies, SchermoNapoli Rewind, presso il TAN e Cinema al Castello a Morra de Sanctis). Inoltre il quotidiano on-line Cinemaitaliano.info , garantirà al documentario selezionato dalla redazione la realizzazione di un dvd e la sua distribuzione nell’home video, mentre Diregiovani in collaborazione con l'Agenzia di stampa Dire assegnerà il Premio Giovani Visioni all'opera scolastica che si è distinta per un'idea originale che coniuga informazione, linguaggio narrativo ed efficacia del messaggio trasmesso.

Rinnovati gli appuntamenti con Ciak sul lungomare, la passeggiata sui set più famosi del cinema napoletano in collaborazione con Campania Movietour e Sire Coop, sabato 1 ottobre alle ore 10:00, e la cena di Cinegustologia, il progetto di Marco Lombardi che unisce cinema ed enogastronomia (sabato 1. ottobre). A questi si aggiunge la mostra “Il Manifesto cinematografico: a ciascuno il suo”, a cura della Galleria Guildenstern di Vico Equense, all’Institut Français, dal 26 settembre al 7 ottobre. Un’ampia selezione di poster e locandine di film provenienti da tutto il mondo è esposta alla scopo di confrontare i diversi formati, i diversi stili grafici, e le diverse culture delle nazioni di provenienza. Le case di distribuzione internazionali erano solite diversificare stile e tipo di immagine del materiale pubblicitario destinato ai vari paesi, ricorrendo in molti casi a disegnatori locali capaci di tradurre graficamente l’immaginario dei luoghi nei quali il film sarebbe stato proiettato. Compito di un bravo cartellonista doveva quindi essere quello di fare da ponte fra le esigenze della produzione e il linguaggio del pubblico di riferimento, illustrando e sintetizzando, in uno spazio limitato e bidimensionale, le vicende, il tono, le emozioni e i volti di un film.

(Continua a leggere)

20 ottobre 2014

10 anni di KinemaZOne

Nel 2004, precisamente nel mese di aprile, mentre viaggiavo per lavoro in treno da Bologna a Napoli, scrivevo il primo post sul mio neonato blog KinemaZOne, allora ospitato sulla scomparsa Splinder.com. Il motivo per cui avevo deciso di aprire un blog era puramente professionale. Il trend tecnologico spingeva molto sui blog e io, che allora mi interessavo di Content Management, per capire bene di cosa si trattasse dovevo necessariamente aprirne uno e provarne le capacità. L'unica cosa che facevo allora, oltre a lavorare, era guardare film e quindi decisi di aprire un blog di recensioni cinematografiche. Per questo motivo, comodamente sistemato sul frecciarossa, mi lasciai andare a scrivere delle considerazioni su “La passione di Cristo” di Mel Gibson, un film che non mi era piaciuto.
In questi primi 10 anni, come nella vita di chiunque, sono successe tante cose su questo blog. Innanzitutto abbiamo conosciuto e, nel nostro piccolo, contribuito alla diffusione di opere di autori indipendenti e valentissimi come Michele Pastrello, Ivan Pesenti, Lucas Pavetto, Michele Salvezza, i Licaoni, i Jackall e tanti altri. In questi anni abbiamo anche intervistato pezzi grossi come Vittorio Storaro, Arnoldo Foà, Carlo Lucarelli, i Manetti Bros, Max Bunker, ma soprattutto abbiamo fatto delle preziosissime amicizie.

Le cose proseguivano abbastanza bene e oltre a me cominciarono a scrivere su KinemaZOne dei collaboratori e i festival cominciarono ad accreditarci e ad invitarci alle serate di gala. Tutto, dicevo, fino al 2007, anno in cui successe una cosa che compromise tutto il resto della storia.

Tutto partì dal fatto che oltre a ricevere cortometraggi e piloti di autori molto bravi, mi capitava spesso di vederne anche di mediocri: da qui il malsano pensiero “Ma allora lo posso fare anche io”. 
per la precisione il pensiero malsano non venne direttamente a me ma al mio grande ed eterno amico Luca Napoletano. Ci volle poco, quindi, a Luca per trascinarmi a fare video anche noi, con spirito goliardico e senza grandi aspettative.
Iniziammo con un cotometraggio (allora l'unica forma videoespressiva breve conosciuta) dal titolo “Un pazzo indietro”. Eravamo tecnicamente inetti e quindi ci avvalemmo del supporto di amici, incapaci a loro volta, ma almeno che non ci facessero sentire soli. 
Un pazzo indietro” fu un successo insperato, nel senso che riuscimmo davvero a finirlo e nessuno ci insultò, nemmeno quelli dei quali avevo parlato male su KinemaZOne, fino addirittura ad essere accettato in diversi festival. 
Dopo “Un pazzo indietro” arrivò la web serie “Travel Companions” che per circa tre anni monopolizzò le nostre vite e il blog stesso (vincitrice a Los Angeles Web Fest nel 2011 e al NapoliFilmFestival nel 2013) e poi nel 2013 la serie “Il mestiere più antico del mondo” (vincitrice al Los Angeles Web Fest e I corti sul lettino nel 2014) tutt'ora in produzione.

Dall’inizio del 2014 come saprete KinemaZOne non è più indipendente ma FELICEMENTE ASSORBITO nella holding dei Fratelli Katano, i due magnati dell’enterteinment che stanno cambiando la faccia del web. I big brothers, però, ci lasciano abbastanza libertàeditoriale limitandosi ad utilizzare il nostro spazio per pubblicare le loro performances artistiche, ma è un prezzo (salato) che posso ancora permettermi di pagare.
A questo punto gli auguri vanno fatti a loro e grazie a tutti quanti..
(Continua a leggere)

10 luglio 2014

accordi@DISACCORDI, il cinema all'aperto a Napoli dal 14 luglio al 7 settembre.

Da lunedì 14 luglio 2014 ritorna il festival cinematografico en plein air “accordi@DISACCORDI”, storica kermesse di “Estate a Napoli” diretta da Pietro Pizzimento, organizzata dall’associazione “Movies Event”. 
Proseguono gli accorsati incontri con gli autori del miglior cinema italiano, la rassegna di film di qualità e d’autore e il concorso di cortometraggi dal tema “Cinema e Psicoanalisi” giunto alla sesta edizione. 

I registi Ferzan Özpetek, Marco e Antonio Manetti, Paolo Genovese, Alessandro Rak, Agostino Ferrente, Giovanni Piperno, saranno i principali ospiti della XV edizione del festival del cinema all’aperto, felici di incontrare il numeroso pubblico e gli addetti ai lavori che affollano con grande entusiasmo ogni giorno l’arena cinematografica partenopea. 
La rassegna quotidiana termina il 7 settembre e gli spettacoli iniziano alle ore 21.10.
accordi@DISACCORDI – XV Festival del Cinema all’Aperto proporrà la selezione dei migliori film presentati ai festival internazionali di Venezia, Roma, Torino, Cannes, Berlino, Sundance oltre ai film premiati ai David di Donatello, ai Nastri d’Argento, agli Oscar, ai Golden Globe, agli European Film Award e farà rivivere le emozioni della stagione cinematografica appena conclusa con le pellicole premiate dal pubblico e riconosciute di qualità e d’essai. 
Prosegue l’appuntamento con il concorso di cortometraggi “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi” che in breve tempo è diventato un evento nazionale tra i più ambiti per i filmaker di tutto il mondo. Concorso suggellato nelle precedenti edizioni dalle prestigiose presidenze di giuria quali Roberto Faenza, Giuseppe Piccioni, Marco Risi, Ettore Scola ed Alessandro Haber. 
Le serate finali si svolgeranno il 1° e il 2 settembre 2014 e verranno proiettati i cortometraggi selezionati dalla giuria costituita da registi, attori, critici cinematografici ed operatori del settore e presieduta, quest'anno, dal regista Alessandro D'Alatri. Suggestiva l’ambientazione della Rassegna cinematografica che nella splendida location del Parco del Poggio vede il maxischermo proprio al centro del laghetto artificiale, tra il belvedere mozzafiato e la cascata d’acqua.

Il programma delle proieazioni su www.accordiedisaccordi.com.
(Continua a leggere)

02 agosto 2012

I Manetti Bros. alla conquista del Regno Unito

Marco e Antonio Manetti, meglio conosciuti come Manetti bros., continuano il loro tour estivo nei principali festival dedicati al cinema fantasy e horror. 
Dopo il successo al Neuchâtel International Fantastic Film Festival, la seconda tappa è quella del FrightFest, che si terrà dal 23 al 27 agosto. Il Festival londinese, uno dei più importanti del genere, ha infatti selezionato entrambi gli ultimi due film dei registi romani, che vedranno proiettate le loro opere nella suggestiva cornice dell’Empire Cinema in Leicester Square. Paura 3D, il loro ultimo film, uscito nelle sale italiane lo scorso 15 giugno, verrà infatti proiettato sul Main Screen sabato 25 agosto alle 15.15, all’interno della sezione UK Premiere. Lo stesso giorno inizierà anche la visione, nella sezione Re-Discovery Screen, de L’Arrivo di Wang, pellicola tra le più apprezzatte dell’edizione scozzese del Festival (tenutasi a febbraio 2012). Il FrightFest, arrivato alla sua 13esima edizione, da sempre ha l’obiettivo di organizzare nel Regno Unito uno dei più importanti festival horror e fantasy, creando atmosfere molto simili a quelle dei leader europei del mercato, come Spagna e Belgio. A
ccanto al maestro del brivido Dario Argento, ospite di punta di questa edizione del Festival, l’Italia verrà rappresentata da Tulpa, il nuovo film di Federico Zampaglione, e dai Manetti bros., che del genere hanno fatto, e stanno facendo, la loro cifra distintiva.


Sembra evidente che il cinema italiano trovi, in questo momento, non poche difficoltà ad affermarsi all’estero, probabilmente anche perché viene accusato di affrontare temi troppo locali e quindi lontani dalla sensibilità di un pubblico internazionale. 
Da questo punto di vista l’attenzione riscossa nei festival arriva a ricompensare lo sforzo dei Manetti, che da tempo si impegnano per portare avanti un’idea di film “di genere” che riesce ad essere apprezzata e riconosciuta anche all’estero. A dimostrazione di questo non c’è soltanto la loro attiva partecipazione ai festival europei. 
Ma anche il fatto che L’Arrivo di Wang verrà distribuito negli UK dalla Peccadillo Pictures. E mentre gli inglesi attendono The Arrival of Wang lasciandosi incuriosire dal teaser dell’edizione inglese del trailer, i Manetti brothers presentano Paura 3D, con l’entusiasmo di chi vuole essere apprezzato non solo dalla critica, ma soprattutto dal pubblico. Anche all’estero. 

(Continua a leggere)

30 maggio 2012

Paura 3D, dei Manetti Bros. (trailer)

Dopo la prova con la grafica 3D nel controverso "L'arrivo di Wang", i Manetti Bros. e la loro neonata casa di produzione tornano nelle sale con un film in 3D stroboscopico. Si tratta di un horror, o almeno di un film "pauroso" vsto l'eloquente titolo "Paura 3D". Vi mostriamo in anteprima il trailer e poi ne riparleremo.
(Continua a leggere)

07 maggio 2012

The Avengers

di Ferdinando Carcavallo
Ho visto due film questa settimana. Uno è "L'arrivo di Wang" dei Manetti Bros e l'altro "The Avengers" di Joss Whedon. Due film diversissimi fin dalle intenzioni ma comunque appartenenti a quel meta-genere fantastico a cui sci-fi d'autore e comics-action inevitabilmente fanno capo.
Del film degli italiani Manetti si e detto tanto a proposito del'esiguità del budget con il quale è stato realizzato: quello che poteva essere un limite è diventato quasi una virtù, o per lo meno punto di attenzione.



Al contrario, per il crossover marvelliano il budget utilizzato è stato di 220 milioni di dollari e ne ha già incassato quasi 700. Cifre al di là della comprensione umana (è pur sempre un film fantastico).
Visti tutti e due i film mi è venuto spontaneo chiedermi se i cachet si fossero invertiti cosa avremmo avuto.
Se  Whedon e la Marvel avessero dovuto realizzare The Avengers con poco più di 500.000 euro cosa ne sarebbe venuto fuori? Quanto ci avrebbero perso in bellezza (perché di questo si tratta) quelle scene d'azione emozionanti ed epiche? E la storia dell'alieno segregato dei Manetti quanto ci avrebbe guadagnato?
Pensandoci un po' sono giunto alla conclusione che The Avengers low cost sarebbe stato un flop, un noioso film di mazzate come i b-movies di Chuck Norris o Van Damme di qualche anno fa, mentre "L'arrivo di Wang" sarebbe stato esattamente quello che è.
E' una questione di soldi? Non proprio.
(Continua a leggere)

14 novembre 2011

Ispettore Coliandro: un personaggio in cerca d'autore.

Siamo fermamente convinti che nessuno più dei Manetti bros., Carlo Lucarelli e Gianpiero Rigosi possa generare un soggetto per un film sull'ispettore Coliandro, però l'idea può essere da stimolo a qualcuno.
 
Per info consultare il sito Bottega delle Finzioni
(Continua a leggere)

07 settembre 2011

L'arrivo di Wang. It-alieni a Venezia.

Pare che l'Italia, al festival di Venezia, riesca a fare bella figura grazie agli alieni.
Il nuovo film dei Manetti Bros "L'arrivo di Wang" presentato in questi giorni alla biennale ha ricevuto pareri molto positivi (CloseUp, Il Sole 24 ore, CinemaItaliano.info, MoviePlayer.it, Wall Street Journal, ma anche critici (FilmUp, CinemaDelSilenzio). Non vediamo l'ora di vederlo nelle sale anche perchè lo aspettiamo da più di un anno e pare che l'attesa sia finita (dovrebbe uscire proprio oggi).
Intanto vi proponiamo il trailer.
(Continua a leggere)

12 maggio 2011

Italians at work: film italiani in preparazione.

di Ferdinando Carcavallo

Sbirciando un po’ tra i titoli in post produzione dei registi italiani, oltre agli attesissimi nuovi film di Sorrentino (in concorso a Cannes) e Garrone, ci sono diversi progetti che appaiono interessanti.

L’arrivo di Wang: è il nuovo film di fantascienza dei Manetti Bros in cui si fa un gran uso del 3D (non quello stroboscopico ma inteso come Computer Grafica) con Ennio Fantastichini e con una trama abbastanza intrigante: si parla di alieni tenuti in ostaggio dai servizi segreti.

La Kriptonite nella borsa: è il titolo del film di Ivan Cotroneo tratto dal suo bestseller del 2010. Il film è attualmente in lavorazione e nel cast compare Valeria Golino. Per Cotroneo è il debutto come regista.

Mio Nonno: ovvero Abel Ferrara’s grandfather, è il secondo film italiano del regista americano (dopo l’invisibile “Napoli Napoli Napoli”). Nel cast Riccardo Scamarcio e Peppe Lanzetta. La storia di Abele Ferrara (1890-1930), nonno di Abel, che ai primi del secolo scorso muove da Sarno per raggiungere la California dove farà fortuna coi primi vitigni doc, e poi si stabilisce a New York, dove soccombe (economicamente) anche lui alla grande depressione del ’29. Le riprese non sono ancora iniziate.

Il volto di un’altra: il nuovo film di Pappi Corsicato, a tre anni dall’ultimo Il seme della discordia, vede nel cast Laura Chiatti e Alessandro Preziosi. Ancora in preparazione

A.C.A.B. (ALL COPS ARE BASTARDS): “l refrain di un celebre motivo skin anni Settanta diventa richiamo universale alla guerra nelle città, nelle strade.” Si tratta del film di Stefano Sollima (regista del “Romanzo Criminale” televisivo) i cui protagonisti, Michelangelo, «Drago» e «lo Sciatto», sono tre «celerini bastardi» che “sono odiati e hanno imparato a odiare”. Politically incorrect. Nel cast (i soliti) Pier Francesco Favino, Filippo Nigro e Marco Giallini.

E’ stato il figlio: Daniele Ciprì, senza Maresco, dirige Toni Servillo in un film ambientato nel quartiere Zen di Palermo. “Un giallo surreale e metafisico.” In preparazione.

Scossa: film in 5 episodi diretti da 5 grandi registi che raccontano il terremoto ( e il successivo maremoto) che cento anni fa devastò Messina e Reggio Calabria con ben centomila morti. I registi in questione sono Andrea Frezza, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Francesco Maselli e Nino Russo, mentre nel cast troveremo Massimo Ranieri, Paolo Briguglia, e Amanda Sandrelli.Il film è in post produzione.

(Continua a leggere)

02 luglio 2010

Spaghetti 3D firmato Manetti Bros.

di Ferdinando Carcavallo

Avrà molti effetti 3D il progetto inaugurale della Manetti Bros Film, la casa di produzione cinematografica di Antonio e Marco Manetti. I registi di Piano 17, Zora la vampira e L'ispettore Coliandro (la fiction italiana più seguita e per questo sospesa da RaiDue) con l'aiuto produttivo di Luciano Martino hanno cominciato le riprese di uno sci-fi ancora senza titolo che inizialmente doveva limitarsi ad essere un corto dimostrativo (con il titolo 2016 L'arrivo di Wong) ma che poi è coraggiosamente diventato un progetto di più ampio calibro.
Si parla del ritrovamento di un alieno che parla cinese e del suo interrogatorio compiuto da un agente speciale (Ennio Fantastichini) e una interprete (Francesca Cuttica) che più prosegue e più si infittisce il mistero del motivo della presenza aliena sul pianeta.
Il finale a sorpresa, riferiscono i Manetti, costringerà l'interprete ad una "scelta di campo".
Un lavoro come nella tradizione Manettiana di budget limitato (200 mila euro) in cui la computer graphic sarà particolarmente curata (3D ma non 3D stereoscopico).
Una trama stile "Men in Black" sicuramente nuova nel nostro panorama cinematografico (recente). Un'ottima occasione per la rinascita del cinema italiano di genere, che non poteva capitare in mani migliori.

(Continua a leggere)

21 gennaio 2009

Il ritorno di Coliandro

di Ferdinando Carcavallo

Alla chetichella, così come accadde per la prima stagione, è iniziata ieri (20 gennaio) la programmazioone della seconda serie de L'ispettore Coliandro, il serial poliziesco scritto da Carlo Lucarelli.
Stavolta la collocazione oraria è di prim'ordine (un comodo 21.10) e a giudicare dal primo episodio sembra che il tempo abbia fatto bene alla affiatata compagine della produzione.
La scrittura di Lucarelli è ai livelli dei sempre, mentre la regia dei Manetti Bros. è maturata ulteriormente - meno citazionista e "carrellista" che in passato - avvicinandosi allo stile "series" made in USA pur senza tradire la passione per il polizziottesco di casa nostra.
Migliorata anche la recitazione di Gianpaolo Morelli, forse più consapevole di avere a che fare con un personaggio che per quanto "sopra le righe " e sui generis non deve necessariamente essere una macchietta.

Gli episodi di questa seconda serie sono quattro (vista l'attesa biennale e il successo della prima serie si poteva fare qualcosa in più) e oltre quello di Morelli ritroveremo i volti di Veronica Logan e Giuseppe Soleri, mentre non vedremo Enrico Silvestrin (Trombetti nella prima serie).
(Continua a leggere)

06 novembre 2007

Due sguardi sul cinema (uno autorevole, l'altro no)

ISBN 978-88-7180-692-1Ci sono due libri sul cinema che escono in questi giorni nelle librerie (uno, a dire il vero, molto ben distribuito, l'altro non tanto). Si tratta di due prodotti completamente diversi, come i loro autori, ma che in qualche modo si compensano.
Il primo è l'edizione aggiornata della "Storia del cinema Italiano" di Paolo Russo, studioso e critico cinematografico, ricercatore al DAMS di Roma e Lecturer in Film Studies alla Oxford Brookes University, oltre che sceneggiatore e videomaker. Si tratta di una disamina storiografica che propone un panorama ampio e documentato di oltre un secolo di cinema italiano, facendo luce sui molteplici, concomitanti fattori – di diversa natura, dal contesto politico al dato economico, ad esempio – che hanno contribuito al suo sviluppo e alla sua diffusione.
I diversi capitoli approfondiscono temi e protagonisti di tutti i momenti significativi, dagli esordi nel 1896 ai divi del muto, dalla rinascita degli anni ’30 al neorealismo, dai nuovi autori degli anni ’60 alla crisi degli ’80, fino alla proclamata ripresa degli ultimi anni.
Il libro è edito da Lindau e disponibile in tutte le librerie, tradizionali e on line.

ISBN 978-88-903146-1-2L'altro titolo, invece, è "opera" di tutt'altra fattura. Si potrebbe considerare un punto di vista sul cinema opposto a quello di Russo. Uno sguardo dal di fuori, dalla parte di chi il cinema lo fruisce e, spesso, lo subisce senza avere strumenti per difendersi. "KinemaZOne 2007 - cronache dal cinematografo" di Ferdinando Carcavallo è la raccolta di resoconti di visioni cinematografiche dell'anno 2007, più una serie di visioni di recupero e l'intervista ai registi di genere Manetti Bros. Non si tratta, come specificato sulla quarta di copertina, di uno schedario critico ed esaustivo sulla produzione cinematografica del 2007, ma semplicemente il racconto di una anno di passione (in senso buono) per il cinema, dove film di grande distribuzione, opere indipendenti e cortometraggi di esordienti sono messi tutti sullo stesso piano in quanto facenti parte dell'unico e indivisibile mondo del cinema. Il libro è autoprodotto e disponibile sul sistema di print-on-demand Lulu.com e sui maggiori store on line.

Compra "Storia del cinema italiano" (€ 21,00) su libreriauniversitaria.it
Compra "KinemaZOne 2007 - cronache dal cinematografo" (€ 7,99) su lulu.com

(Continua a leggere)

15 maggio 2007

Intervista ai Manetti Bros.

di Ferdinando Carcavallo e Flavio Ignelzi

Antonio e Marco ManettiEra da un po’ che KinemaZOne desiderava scambiare due chiacchiere con i Manetti Bros, cineasti tra i più interessanti della “nuova” scena romana. Perché realizzano ciò che piace loro (che sia cinema, video o fiction) e perché dicono ciò che pensano, con cinismo ragionato e saggio. Di chi ne ha già fatte e viste tante. Ferdinando Carcavallo e Flavio Ignelzi hanno raggiunto Antonio Manetti in pieno orario di pranzo, ma il disponibile regista capitolino non si è certo tirato indietro, neanche con la bocca piena...

Voi nascete e lavorate soprattutto come registi di videoclip (Britti, Neffa, Tiromancino...) e ultimamente avete lavorato molto con Lucarelli e gli altri scrittori della serie Crimini. Vi sentite più a vostro agio nell'adattare un racconto o nel dare immagini ad un brano musicale?
Abbiamo fatto più di cento video musicali, ma non ci consideriamo dei registi di videoclip. Dobbiamo moltissimo al video musicale visto che il nostro nome è diventato famoso per quello, ma per rispondere alla vostra domanda noi abbiamo sempre fatto dei video piuttosto narrativi perché altrimenti ci sentiamo fuori luogo. Ci sono tanti registi di videoclip o di pubblicità che con l’immagine sono molto più bravi di noi, mentre il nostro obiettivo è quello di raccontare una storia. Per questo non siamo mai stati chiamati dalle case discografiche, ma direttamente dai musicisti, grazie ad un rapporto preesistente. Di solito i registi di videoclip hanno rapporti continuativi con le case discografiche e lavorano quasi in serie. La casa discografica è sempre stata nei nostri confronti abbastanza diffidente, per paura o riverenza, non saprei.

Una foto di scena di Torino BoysI primi soldi li avete guadagnati col cinema o con i videoclip?
Di video musicali ne abbiamo dovuto fare parecchi prima di guadagnare qualcosa. Il primo contratto vero fu per il film "Torino Boys" realizzato per la Rai (1997). L’occasione nacque grazie a Marco Bellocchio che insieme alla Film Albatros produceva per la Rai una collezione di film sull’argomento extracomunitari in Italia ("Un altro paese nei miei occhi"). Mio fratello Marco aveva lavorato con Bellocchio come aiuto regista (ne "Il principe di Homburg") e il figlio Giorgio, nostro amico, sapeva che, oltre ad essere registi, eravamo molto amici della comunità nigeriana di Roma. Quindi ci chiese di scrivere un soggetto, che piacque molto e così il progetto andò in porto. Fummo pagati poco, ma fu una bellissima esperienza. Così la Rai cominciò a chiamarci anche per altre cose.

E da lì che nacque la collaborazione con la Rai per Stracult?
Per "Stracult" fu il video di "Supercafone" (Piotta) a farci notare da Marco Giusti. Mentre facevamo Stracult eravamo già impegnati con "Zora"…

Zora la vampiraPer "Zora la vampira" (2000) fu determinante l’incontro con Carlo Verdone...
L’occasione nacque per un video per Alex Britti. Noi avevamo lavorato con Britti già con il videoclip di “Mi piaci” e in quel periodo Alex voleva far dirigere un nuovo video a Carlo Verdone. Verdone scrisse l’idea del video, ma quando mise mano alla parte produttiva, essendo abituato al cinema dove la gestione dei costi è del tutto differente, si rese conto che non era per lui e chiese a Britti di coinvolgerci per la parte più operativa. Così lo incontrammo e in quell’occasione ci chiese un’idea per un film perché aveva voglia di fare il produttore. Noi avevamo già l’idea di "Zora" quasi pronta e gliene parlammo. Gli piacque moltissimo e volle produrlo. Fu la nostra prima e unica grossa produzione.

Grossa produzione come budget, ma poi cinque anni dopo vi siete convertiti al “miracle budget” di "Piano 17".
Noi non l’abbiamo mai definito "miracle budget". E’ stata una definizione affibbiata al festival di Berlino, dove fummo invitati proprio a testimoniare l’esperienza di un film a basso costo. Noi pensiamo che non ci sia un miracolo nel produrre un film a basso costo, ma solo la volontà di farlo. "Piano 17" sarà costato quanto un giorno di riprese di "Zora", per fare un paragone.

Grazie al digitale?
Non direi proprio, su questo siamo abbastanza estremi. Non è l’uso del digitale ad abbassare i costi. E’ vero che la pellicola ha un suo costo, ma é una minima percentuale nei costi complessivi di un film. I costi del cinema italiano sono folli per altre ragioni. La situazione dati alla mano è sconvolgente. Oltre quei 2 o 3 film all’anno i cui incassi superano gli investimenti (quest’anno magari sono stati 5 o 6) per il resto è tutto a perdere. E’ necessario abbassare i prezzi di produzione, e questo significa pagare di meno gli attori e non considerare il cinema un lusso. In America il cinema può essere un lusso, ma da noi no, non possiamo portare sul set camion e roulotte come se niente fosse.

Elisabetta Rocchetti in Piano 17Come siete riusciti a fare un film con 70.000 euro?
Giampaolo Morelli
ebbe l'idea di tre personaggi chiusi in un ascensore, poi insieme a lui e Anatole Fuksas abbiamo fuso l'idea con una nostra vecchia storia così decidemmo di realizzare un film senza nemmeno pensare ad una distribuzione, ma per tenerlo per noi. Il film è costato pochissimo perché non abbiamo pagato nessuno (né attori né troupe), ma secondo i nostri calcoli un buon film in digitale si può fare con 300 mila euro, che al massimo diventano 600 mila su pellicola.

Ma il digitale, permettendo un risparmio di produzione, riduce anche la soglia che c’è tra dilettantismo e professionismo, rischiando di portare ad un proliferare di video, cortometraggi e mediometraggi realizzati con pochi mezzi. Non si rischia così un’inflazione del panorama del cinema giovane?
Ben venga! E’ da tanti anni che si dice che il cinema italiano è in crisi, ma gli spettatori che vogliono vedere cose diverse ci sono, quindi se arriva un altro tipo di cinema, un sottobosco di film coraggiosi, c’è tutto da guadagnare e nella quantità qualcosa di buono deve venir fuori.

Tornando a voi, "Piano 17" è un film di genere, ma del tutto diverso da "Zora la Vampira" (2000), nel quale la componente horror era predominante. Nonostante questa inversione di tendenza, avete continuato a occuparvi di horror producendo "L''Armadio" (2002) e "Il bosco fuori" (2006) di Albanesi.
L’horror è stato (ed è ancora) il nostro genere preferito. I nostri film preferiti sono da ricercarsi nei primi lavori di Peter Jackson, di Wes Craven, di John Carpenter. Ma non so perché, non ci viene più di farlo. Preferiamo produrlo. "Zora", in effetti, aveva delle componenti horror, ma non abbastanza secondo noi, e forse questo è stato un errore.

Come mai l'horror, che in tutto il mondo è un genere in ripresa, in Italia è sempre underground? Lamberto Bava, Albanesi, Infascelli, Soavi e lo stesso Argento sono relegati alla distribuzione in DVD.
E’ una situazione anomala. Negli anni 70 in Italia è stato il genere che ha rivoluzionato il cinema. Bava e Argento sono stati autori veri. Il fatto che perfino uno come Dario Argento negli anni ha cambiato la sua sensibilità è indicativo di una decadenza. Ma il discorso non riguarda solo l’horror. E’ il cinema di genere che in Italia non va, come il poliziesco. Lo stesso "Romanzo Criminale" di Placido, che è stato indicato come un ritorno al poliziesco, può essere considerato un noir- politico ma non un film di genere. Tra l’altro l’horror non è un genere costoso. Carpenter ha dato il meglio di se all’inizio, con i budget più bassi.

Una scena di BlaculaLa vostra passione per il cinema di genere vi ha spesso procurato l’etichetta di “tarantiniani”. Vi sentite abbastanza pulp?
Ma quella dei “tarantiniani” è un etichetta che ci portiamo dietro dai tempi di "Torino boys", che in verità era una commedia che con il pulp non aveva niente a che fare. Adoriamo Tarantino, ma consideriamo "Jackie Brown" il suo film migliore, che in fondo è proprio il meno pulp. La verità è che con Tarantino abbiamo molte affinità sul piano culturale e per gusti. La blackploitation che abbiamo messo in "Zora" (che è ispirato a "Blacula" di William Crain) nasce dalla passione per la blackpoitation americana degli anni ’70, che è la stessa che ha ispirato Tarantino.

Per rilanciare il cinema di genere, Rodriguez e Tarantino si sono inventati il revisionismo del "Grindhouse". Avete mai pensato a qualcosa di analogo per l’Italia, una sorta di "Pidocchietto" ispirato a poliziotteschi e horror degli anni ’70?
L’idea del "Grindhouse" ci piace e in passato è venuta anche a noi. Un paio d’anni fa abbiamo incontrato Enzo G. Castellari e Umberto Lenzi i quali ci dissero di vedere in noi degli artigiani del cinema come loro e con loro progettammo un film a episodi ispirati al poliziesco italiano, ma poi non se ne è fatto nulla.

Thomas Milian e Giampaolo Morelli (Coliandro)Qualcosa però l’avete fatta con "Coliandro". E’ facile riconoscere elementi del poliziesco italiano....
Sì, "Coliandro" è abbastanza di genere, ma lo considereremmo più un super-genere. Lucarelli ci ha messo un po’ di tutto, e in questo possiamo considerarlo un pulp. Ma non proviene da noi. E’ pulp Lucarelli. Le storie che scrive ti fanno venire voglia di girarle.

Con Lucarelli c’è un rapporto speciale?
Abbiamo trovato con lui un modo di lavorare molto particolare, cercando di rispettarlo, capendo il suo punto di vista, mettendoci del nostro, ma sempre restando fedeli alla sua idea. Lo stesso abbiamo fatto con gli altri autori con i quali abbiamo lavorato per la serie "Crimini", come De Cataldo. E un po’ meno con Carlotto, perché Carlotto non si vede. Forse non esiste.

Un’altra vostra grande passione sono i fumetti. Su KinemaZOne, un po’ di tempo fa, si discuteva sull’infelice connubio in Italia tra cinema e fumetti (a parte il Diabolik di Bava). Avete mai pensato di portare sullo schermo un fumetto italiano?
Ci piacerebbe molto, ma abbiamo constatato che uno dei motivi per cui i fumetti italiani non sono mai stati portati al cinema è che non sono ambientati in Italia. Uno dei nostri sogni è quello di fare Alan Ford. Ne abbiamo parlato spesso, ma si dovrebbe realizzare in America, con attori americani e quindi prima di tutto un grosso impegno di budget, rischiando poi di far venir fuori qualcosa di diverso da quello che il fumetto è. Alan Ford e il gruppo TNTCosa più fattibile sarebbe fare un Diabolik. Il personaggio è eccezionale e l’ambientazione delle storie possiede un potenziale visivo altissimo. Con tutte quelle scogliere e quelle case pazzesche... ci piacerebbe tantissimo.
So che
i francesi l’hanno opzionato, ma sembra che siano un po’ fermi. Sarebbe un’ottima occasione per noi realizzare un film che sia contemporaneamente a modo nostro e aperto ad un grande pubblico.

Oggi su cosa state lavorando?
Stiamo leggendo le sceneggiature appena arrivate di "Coliandro 2", che gireremo a fine estate a Bologna.
La Rai è rimasta molto contenta della prima serie, nonostante la brutta collocazione nel mese di agosto, da imputare più a una mancanza di fiducia di Raidue. Alla fine Raidue ha fatto un alto audience tanto che si è scusata con Rai Fiction per non averci creduto fin dall’inizio. Quindi si spera che la programmazione della seconda serie (4 episodi) sarà migliore.

E il cinema?
Beh, con lentezza. Sono passati sei anni da "Zora" a "Piano 17", ma speriamo non passino altrettanti per il prossimo. Fare cinema è un’esperienza bellissima, ma faticosa. Il fatto è che non siamo disposti a scendere a compromessi.
L’unico cruccio di "Piano 17" è che nonostante il successo non è riuscito a fare proseliti. Noi speravamo potesse servire da esempio per smuovere un po’ altri autori a impegnarsi nella realizzazione di film di genere, ma non è stato così.

(Continua a leggere)