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15 maggio 2021

Recensione: Lontano Lontano, di Gianni Di Gregorio ★★★☆☆


Succede sempre così con i film di Gianni Di Gregorio. Escono alla chetichella, quasi clandestinamente e poi all'improvviso ne senti parlare. Il David Di Donatello vinto per la miglior sceneggiatura ha risvegliato il mio interesse per questo autore così fuori dagli schemi. 
Lontano lontano è un film del 2019 con lo stesso Di Gregorio, Giorgio Colangeli e il compianto Ennio Fantastichini, qui nella sua ultima e, secondo me, migliore performance.
La storia è come sempre molto semplice e lineare. Tre anziani, fondamentalmente soli, decidono di lasciare l'Italia per trasferirsi in un luogo esotico dove la loro pensione permetterebbe loro di fare la vita da nababbi e realizzare i loro sogni. Nell'organizzazione della partenza si rendono conto che di sogni, in fondo, non ne hanno mentre per altri quel "lontano lontano" più che un luogo dove finire la popria esistenza costituisce il luogo dove realizzarla.
Tre animi nobili, nonostante le condizioni, si incontrano e si arricchiscono di amicizia e solidarietà e regalano a noi, che stiamo a guardarli, una rara occasione di compiacimento per quello che nonostante tutto ancora siamo.
Il film è assolutamente da vedere. Bello, a tratti divertente, e garbato, come tutti i lavori da regista di Di Gregorio, risultando notevolmente migliore del precedente sgangherato Buoni a nulla.
Nel cast anche Daphne Scoccia (Fiore), Roberto Herlitzka e Galatea Ranzi (La grande bellezza, Il commissario Ricciardi, Rocco Schiavone).
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12 maggio 2021

Tutti i David di Donatello 2021. Premiato anche "Lontano lontano" di Gianni Di Gregorio del 2019



La lista completa dei vincitori dei premi David 2021:

David per la miglior regia: Giorgio Diritti per Volevo Nascondermi

David per il miglior attore non protagonista: Fabrizio Bentivoglio 

David per la miglior attrice non protagonista: Matilda De Angelis 

David  per la miglior sceneggiatura originale: Mattia Torre per Figli

David per la miglior sceneggiatura non originale: Marco Pettenello, Gianni Di Gregorio per Lontano lontano

David  per il miglior produttore: Marta Donzelli, Gregorio Paonessa per Miss Marx

David per la miglior canzone originale: Luca Medici con "Immigrato" (Tolo tolo)

David  per il miglior compositore: Gatto Ciliegia contro il grande freddo per Miss Marx

David per il miglior regista esordiente: Pietro Castellitto, I predatori 

David per il miglior documentario: Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli

David  per il miglior cortometraggio: Anne, Domenico Croce e Stefano Malchiodi

David per il miglior autore della fotografia: Matteo Cocco per Volevo Nascondermi

David per la miglior scenografia: L. Ferrario, P. Zamagni , A. Mura per Volevo Nascondermi

David per la miglior costumista: Massimo Cantini Parrini per Miss Marx

David  per il miglior acconciatore: Aldo Signoretti per Volevo Nascondermi

David per il miglior truccatore: Luigi Ciminelli, Andrea Leanza e Castelli per Hammamet

David per i migliori effetti visivi: Stefano Leoni, Elisabetta Rocca L'Isola delle Rose

David per il miglior suono: Carlo Missidenti, Filippo Toso, Luca Leprotti, Marco Biscardini, Francesco Tumminello per il film Volevo Nascondermi

David per il miglior montatore: Esmeralda Calabria per Favolacce

Davidi per il miglior film straniero: 1917 di Sam Mendes, 01 Distribution

David Giovani: 18 Regali di Francesco Amato 


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07 luglio 2014

La stoffa dei sogni: si gira in Sardegna tra De Filippo e Shakespeare.

Sono iniziate oggi sull'isola dell'Asinara le riprese del film "La stoffa dei sogni", diretto da Gianfranco Cabiddu e interpretato da Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Teresa Saponangelo e Renato Carpentieri. Il film è tratto da "L'arte della Commedia" di Eduardo De Filippo e dalla sua traduzione de "La tempesta" di Shakespeare. Nel cast figura anche Luca De Filippo. 
Una nave con a bordo una modesta compagnia di teatranti e dei pericolosi camorristi naufraga sulle coste di un' isola. Non un'isola qualunque, ma l'Asinara, isola - carcere in mezzo al Mediterraneo, dove diventa difficile distinguere gli attori dai criminali. Attraverso le picaresche avventure dei naufraghi si dipana il tema profondo della necessità dell'arte nella vita dell'uomo e quelli universali della colpa, del riscatto e del perdono. 
 “Il mio intento - dice Cabiddu - è di trarre un film da "La tempesta" nella concezione teatrale della traduzione in napoletano di Eduardo De Filippo, usando come “punto di partenza” la sua Arte della Commedia: l’esigenza del teatro in una qualsiasi società, il rapporto realtà/finzione, la diversità, l'incomprensione, la vendetta e la grazia. Tutto questo a me, sardo e isolano, che ho avuto la fortuna di incontrare e lavorare per Eduardo, sembra più vicino: perfettamente consapevole che questo progetto di film mi renderà la vita difficile, il che - direbbe Eduardo - è uno degli scopi dell'esistenza.”
Il film è prodotto da Isabella Cocuzza e Arturo Paglia per Paco Cinematografica.
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02 luglio 2010

Spaghetti 3D firmato Manetti Bros.

di Ferdinando Carcavallo

Avrà molti effetti 3D il progetto inaugurale della Manetti Bros Film, la casa di produzione cinematografica di Antonio e Marco Manetti. I registi di Piano 17, Zora la vampira e L'ispettore Coliandro (la fiction italiana più seguita e per questo sospesa da RaiDue) con l'aiuto produttivo di Luciano Martino hanno cominciato le riprese di uno sci-fi ancora senza titolo che inizialmente doveva limitarsi ad essere un corto dimostrativo (con il titolo 2016 L'arrivo di Wong) ma che poi è coraggiosamente diventato un progetto di più ampio calibro.
Si parla del ritrovamento di un alieno che parla cinese e del suo interrogatorio compiuto da un agente speciale (Ennio Fantastichini) e una interprete (Francesca Cuttica) che più prosegue e più si infittisce il mistero del motivo della presenza aliena sul pianeta.
Il finale a sorpresa, riferiscono i Manetti, costringerà l'interprete ad una "scelta di campo".
Un lavoro come nella tradizione Manettiana di budget limitato (200 mila euro) in cui la computer graphic sarà particolarmente curata (3D ma non 3D stereoscopico).
Una trama stile "Men in Black" sicuramente nuova nel nostro panorama cinematografico (recente). Un'ottima occasione per la rinascita del cinema italiano di genere, che non poteva capitare in mani migliori.

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05 maggio 2009

Questione di gusti, il corto di Pappi Corsicato

di Ferdinando Carcavallo

Con la sponsorship di un famoso produttore italiano di pasta, Pappi Corsicato ha realizzato esclusivamente per il web un cortometraggio diffuso un po' ovunque (da YouTube a Facebook).
Il titolo del corto è "Questione di gusti" ed è un chiaro omaggio del regista napoletano, reduce da un trionfale ritorno sul grande schermo con "Il seme della discordia", alla commedia italiana. Interpretato da Iaia Forte e Ennio Fantastichini, "Questione di gusti" è un remake non accreditato dell'episodio "Il mondo cammina" del film di Dino Risi "Noi donne siamo fatte così" del 1971 in cui il grande regista faceva una sottile satira sull'ipocrisia della medioborghesia italiana (siciliana) tanto spregiudicata nelle uscite mondane ma ancora molto schiava dei pregiudizi e dei tabù nel privato.
Nell'adattamento di Corsicato non sono i radical chic ad essere presi di mira ma i "nuovi ricchi" e la loro cafona ossessione per la trasgressione.
Certo, nel film originale brillavano Monica Vitti e Carlo Giuffrè, ma anche in questa versione pop (notare soprattutto la cura per l'arredamento della villa) il risultato è un gradevole affresco delle meschinità della vita moderna.

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30 marzo 2009

Fortapàsc

di Ferdinando Carcavallo

Lo sguardo di Giancarlo Siani quando si vede davanti le canne di due pistole quella maledetta sera del 1985 non è di panico e nemmeno di sorpresa. Uno sguardo che sembra dire "Sì, lo sapevo, pero' non è così che dovrebbero andare le cose" o più semplicemente "Mi hanno fregato. Lo sapevo che non dovevo fidarmi".
Quello di Giancarlo è lo sguardo di chi non odia (e non teme) il suo aguzzino sapendo benissimo che quelle bestie e i loro diretti mandanti in fondo non sono che pedine di un gioco di affari e interessi in cui i partecipanti non hanno speciali requisiti morali e culturali. Un gioco in cui politici e assassini giocano le loro mosse con la stessa disinvoltura e il cui premio finale (potere+danaro) alletta tutti senza sfumature.
Mi piace pensare che gli ultimi quattro mesi Giancarlo Siani li abbia passati a raccogliere quel materiale che trent'anni dopo il regista Marco Risi ha portato sullo schermo in un bellissimo film che sfugge allo stereotipo di biopic di un eroe moderno per andare oltre e regalare a Giancarlo la rappresentazione dettagliata di quelle "cose" che il giovane cronista aveva visto, sentito e raccolto.
Non è bello, invece, pensare che dopo tutti questi anni le stesse "cose" continuano ad accadere ed a costare la vita e la libertà di chi osa parlarne.

Con Fortapàsc Marco Risi non solo riscatta se stesso dopo l'incidente di "Maradona: la mano de d10s" ma supera a pieni voti il temuto confronto con Gomorra, film di tutt'altro genere e meno narrativo di quello del regista romano. D'altronde se Marco Risi avesse temuto un contronto non avrebbe certo assoldato in blocco quasi l'intero cast del film di Garrone.
Il film comunque, anche se lascia chiaramente trasparire che il giovane giornalista fu usato come cassa di risonanza dalla magistratura che conduceva le indagini sulla camorra torrese e poi successivamente abbandonato al suo destino, risulta un po' troppom politically correct. Risi, infatti, non prende una vera e propria posizione verso quelli che potevano e dovevano proteggere il prezioso lavoro di Siani (il giornale, la magistratura, le forze dell'ordine, le istituzioni).

Libero De Rienzo è molto bravo nell'impersonificazione fisica di Siani (a detta del fratello del giornalista) ma come spesso accade nei noir polizieschi i personaggi negativi sono quelli che più colpiscono, e qui una menzione la merita sicuramente Massimiliano Gallo - bellissimo il suo Valentino Gionta alla stregua di un Tony Montana torrese - ma anche il sempre perfetto e misuratissimo Ennio Fantastichini.

Per dovere di conaca, voglio ricordare che Giancarlo Siani ha ispirato un film indipendente nel 2003 intitolato "E io ti seguo" per la regia di Maurizio Fiume con Yuri Gugliucci e Carlotta Natoli. Il film fece un rapidissimo giro per i festival dove riscosse un certo successo e attirò qualche antipatia da parte dei giornalisti de "Il Mattino", i quali non hanno che da essere contenti per come il giornale è stato presentato nel film di Risi. Un piccolo film invisibile da recuperare, giusto per avere un'altra versione dei fatti che fa sempre bene.

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