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08 settembre 2017

'Veleno' di Diego Olivares, oggi alla Settimana della Critica di Venezia74

"Veleno", come quello che criminali senza scrupoli hanno disseminato in un piccolo centro del casertano. 
Diego Olivares presenta oggi alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia il suo nuovo film, evento speciale della Settimana della Critica, dal 14 settembre al cinema. 
Il film è una produzione Bronx Film, Minerva Pictures e Tunnel Produzioni in collaborazione con Gesco Gruppo di Imprese Sociali, Rai Cinema, Sky Cinema e Film Commission Regione Campania, distribuito da Altrestorie. 
La pellicola racconta l’esperienza delle mamme che vivono tra le province di Napoli e Caserta, dramma che nel film viene raccontato da Rosaria, la donna coraggiosa interpretata da Luisa Ranieri. Cosimo (Massimiliano Gallo) è invece il simbolo della resistenza alla devastazione ambientale e del legame profondo con la terra e i suoi prodotti, un interprete che rappresenta a pieno l’anti-ecomafia sociale tipica di chi in quelle terre ci vive e lavora.
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23 marzo 2017

La Parrucchiera, di Stefano Incerti nei cinema dal 6 aprile

La notizia è che il regista Stefano Incerti torna al cinema a sette anni da "Gorbaciof" con una commedia brillante.
La notizia è anche che in questa commedia recitano alcune tra le migliori attrici napoletane viste ultimamente a cinema e in serie TV (Cristina Donadio, Pina Turco, Lucianna De Falco).
Ma la vera "notiziona" è che questo film, intitolato "La parrucchiera", segna l'esordio cinematografico di un grandissimo artista napoletano: il poeta cantautore Tony Tammaro.
Nel trailer sentiamo anche uno dei suoi ultimi capolavori "Sharm El Sheik", e questo ci basta ad apprezzare sin d'ora questo "strano" e divertente film dall'aria almodovariana ( o corsicatiana se vogliamo restringere il campo d'azione).

"La parrucchiera" uscirà nelle sale il prossimo 6 aprile.

P.S. La notizia è anche che a quanto pare in questo film non ci sono pistole e camorristi, ma immancabili i neomelodici, i tifosi e i femminielli.

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03 agosto 2016

Metti una notte, terminate le riprese del film di Cosimo Messeri

Sono terminate ieri le riprese del primo lungometraggio diretto e interpretato da Cosimo Messeri, attore e regista livornese figlio dell'attore Marco Messeri.
Metti una notte è una commedia metropolitana ambientata a Roma interpretata da Messeri, Cristina Capotondi e la partecipazione di Amanda Lear.

Martino un giovane entomologo in crisi sentimentale, torna a Roma a trovare l’adorato zio. Appena arrivato lo zio gli chiede il favore di fare da babysitter alla figlia di alcuni amici. Una volta arrivato a casa di Linda, la bambina, Martino scopre che assieme a questa c’è anche Lulù, la sua eccentrica e imprevedibile nonna. 
Tutto si complica quando Martino riceve la telefonata di Tea, un antico amore incontrato il pomeriggio stesso per caso. La ragazza è in pericolo e gli chiede aiuto. Martino entusiasta all’idea di poterla salvare è costretto a portarsi dietro nonna e bambina in una serie di avventure e disavventure, incontri e imprevisti, in una Roma notturna alla ricerca di un nuovo amore. 

Nel cast figurano anche Marco Messeri, Massimiliano Gallo ed Elena Radonicich.
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30 marzo 2009

Fortapàsc

di Ferdinando Carcavallo

Lo sguardo di Giancarlo Siani quando si vede davanti le canne di due pistole quella maledetta sera del 1985 non è di panico e nemmeno di sorpresa. Uno sguardo che sembra dire "Sì, lo sapevo, pero' non è così che dovrebbero andare le cose" o più semplicemente "Mi hanno fregato. Lo sapevo che non dovevo fidarmi".
Quello di Giancarlo è lo sguardo di chi non odia (e non teme) il suo aguzzino sapendo benissimo che quelle bestie e i loro diretti mandanti in fondo non sono che pedine di un gioco di affari e interessi in cui i partecipanti non hanno speciali requisiti morali e culturali. Un gioco in cui politici e assassini giocano le loro mosse con la stessa disinvoltura e il cui premio finale (potere+danaro) alletta tutti senza sfumature.
Mi piace pensare che gli ultimi quattro mesi Giancarlo Siani li abbia passati a raccogliere quel materiale che trent'anni dopo il regista Marco Risi ha portato sullo schermo in un bellissimo film che sfugge allo stereotipo di biopic di un eroe moderno per andare oltre e regalare a Giancarlo la rappresentazione dettagliata di quelle "cose" che il giovane cronista aveva visto, sentito e raccolto.
Non è bello, invece, pensare che dopo tutti questi anni le stesse "cose" continuano ad accadere ed a costare la vita e la libertà di chi osa parlarne.

Con Fortapàsc Marco Risi non solo riscatta se stesso dopo l'incidente di "Maradona: la mano de d10s" ma supera a pieni voti il temuto confronto con Gomorra, film di tutt'altro genere e meno narrativo di quello del regista romano. D'altronde se Marco Risi avesse temuto un contronto non avrebbe certo assoldato in blocco quasi l'intero cast del film di Garrone.
Il film comunque, anche se lascia chiaramente trasparire che il giovane giornalista fu usato come cassa di risonanza dalla magistratura che conduceva le indagini sulla camorra torrese e poi successivamente abbandonato al suo destino, risulta un po' troppom politically correct. Risi, infatti, non prende una vera e propria posizione verso quelli che potevano e dovevano proteggere il prezioso lavoro di Siani (il giornale, la magistratura, le forze dell'ordine, le istituzioni).

Libero De Rienzo è molto bravo nell'impersonificazione fisica di Siani (a detta del fratello del giornalista) ma come spesso accade nei noir polizieschi i personaggi negativi sono quelli che più colpiscono, e qui una menzione la merita sicuramente Massimiliano Gallo - bellissimo il suo Valentino Gionta alla stregua di un Tony Montana torrese - ma anche il sempre perfetto e misuratissimo Ennio Fantastichini.

Per dovere di conaca, voglio ricordare che Giancarlo Siani ha ispirato un film indipendente nel 2003 intitolato "E io ti seguo" per la regia di Maurizio Fiume con Yuri Gugliucci e Carlotta Natoli. Il film fece un rapidissimo giro per i festival dove riscosse un certo successo e attirò qualche antipatia da parte dei giornalisti de "Il Mattino", i quali non hanno che da essere contenti per come il giornale è stato presentato nel film di Risi. Un piccolo film invisibile da recuperare, giusto per avere un'altra versione dei fatti che fa sempre bene.

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