Visualizzazione post con etichetta Diego Abatantuono. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Diego Abatantuono. Mostra tutti i post

06 luglio 2016

I guerrieri della notte diventa una serie TV per opera di Anthony e Joy Russo.

Almeno il pilot pare che sarà diretto dai fratelli Anthony e Joy Russo, la rivelazione di "Captain America: Civil War". 
Stiamo parlando di un adattamento seriale per la TV del film "I Guerrieri della Notte" (The Warriors), pellicola culto del 1979 incentrato sugli scontri delle bande giovanili che diede vita ad al filone dell'urban movie da noi immortalato nel tormentone di Diego Abatantuono "Viuleeeeenz'".
Il progetto della serie starebbe in mano alla Paramount e il network Hulu, a quanto riportato dal magazine Deadline. Assieme ai fratelli Russo, la lavoro ci sarebbe anche Frank Baldwin per la sceneggiatura e Lawrence Gordon, già produttore esecutivo del film del 1979 diretto da Walter Hill.

(Continua a leggere)

06 settembre 2011

Cose dell'altro mondo

di Ferdinando Carcavallo

Non sono bastate le motivazioni condivisibili che stanno alla base di “Cose dell’altro mondo” per farmelo apprezzare. Così come non bastano la simpatia di Valerio Mastandrea, la bellezza di Valentina Lodovini (non posso mai fare a meno di ricordarla in Pornorama alle prese con la macchina da cucire) e gli sforzi macchiettistici di Diego Abatantuono.
Il film di Francesco Patierno è in fin dei conti un corto allungato con molta, molta acqua. Per abbondanti tre quarti nel film non accade nulla. Si gira a vuoto, si ripetono concetti già del tutto chiariti e approfonditi.
La trama è cosa nota. Un giorno, d’improvviso, in Italia spariscono tutti gli extracomunitari. In una cittadina del Veneto questa improvvisa mancanza mette in crisi la società e l’economia. Uno spunto così (non originale ma ispirata a A day without a mexican di Sergio Arau) avrebbe potuto innescare situazioni sarcastiche, drammatiche infinite, ma il regista decide di rappresentare soltanto qualche banale quadretto di disagio quotidiano. Il film è stato accolto con molto entusiasmo a Venezia, ma immagino che sia stato solo per uno spunto polemico. Polemica tra l’altro abbastanza forzata. I “razzisti” del film, che prima vogliono cacciare gli extracomunitari e poi piangono la loro assenza, non sono delle camice verdi ma soltanto dei provinciali dalle vedute molto limitate, una società rurale xenofoba per arretratezza culturale e non per appartenenza politica.
Il film non si riscatta nemmeno nel finale, che comunque rappresenta la fine di una noiosa esperienza.
-----------------------------
(Continua a leggere)

01 settembre 2007

La cena per farli conoscere

di Ferdinando Carcavallo

Pupi Avati è uno di quei pochi registi sui quali si va sul sicuro. Difficile che faccia qualcosa che non gli riesca pienamente o che cerchi di andare al di là della propria sensibilità. Un autore che tuttora può permettersi di non adattatarsi al mercato e nemmeno adagiarsi sui propri successi. Ultimamente è particolarmente prolifico. Dopo "Il cuore altrove" sono arrivati a raffica "La rivincita di Natale", "Ma quando arrivano le ragazze" e "La seconda notte di nozze", tutti film egregi e che mi hanno sorpreso innanzitutto per l'intelligenza con la quale Avati riesce sempe a sfruttare i propri attori (anche se non capisco perchè li fa recitare sussurrando...).
Con questo "La cena per farli conoscere" ancora una volta il regista bolognese muove i fili del burattino (splendido) Abatantuono, da lui stesso sdoganato dalla commedia vacanziera ben 21 anni fa. Il film è perfetto nella regia e nella fotografia, non stanca mai (a parte quel problemino della voce afona, ma forse è una mia fisima) e arriva anche a divertire con toni da commedia nella scena principe della cena accennata nel titolo. Molto ben riuscite le caratterizzazioni di tutti i personaggi, compreso quello interpretato dall'ex ragazzo della 3C Fabio Ferrari, che dopo lunghi e difficili trascorsi personali forse adesso potrebbe avere un meritato momento di gloria.
Al meglio, oltre Diegone, la stagionata (nel senso artistico) Francesca Neri.
Da vedere, soprattutto per chi va al cinema per passione e non solo per svago.

(Continua a leggere)