26 marzo 2012
17 novembre 2010
Ultracorpo, di Michele Pastrello
di Ferdinando Carcavallo
Non mancherà di suscitare polemiche il modo in cui Michele Pastrello rappresenta in “Ultracorpo” la storia di un’ossessione omofoba, sia per la crudezza con la quale la fisicità della storia viene raccontata, sia per il riferimento cinefilo (il capolavoro di Don Siegel) che inevitabilmente accomuna la tentazione sessuale alla sostituzione fisica dell’identità.
Diversamente dal passato (32, Nella mia mente), Michele Pastrello ci racconta la sua storia usando al massimo le sue capacità di scrittura e di direzione degli attori. Il film è una partita a scacchi tra due esseri umani apparentemente agli antipodi ma più vicini di quanto non possa apparire. Vicini al punto di rendere inevitabile la collisione.
Due mondi cupi, in cui culto del corpo, sesso e fumo hanno la stessa funzione di alleviare il dolore di una vita vuota, si incontrano in in una sorta di gara per la sopravvivenza. Uno dei due mondi crede di poter entrare nell’altro (“Vedo chi ho davanti e se gli occhi sono quelli giusti so che posso entrare.”) ma si tratta di un tragico errore di valutazione.
Stilisticamente ineccepibile, come sempre, Michele Pastrello conferma con “Ultracorpo” di “stare fuori”.
Fuori da qualsiasi catalogazione (horror, thriller, noir…lasciamo perdere) e fuori da qualsiasi influenza politically correct nel trattare temi delicati.
Se con 32 Pastrello aveva usato il sesso per parlarci di un problema sociale (l’insostenibilità ecologica della variante di Mestre), con “Ultracorpo” fa praticamente il contrario e ci “reguardisce” sull’intolleranza sessuale attraverso la rappresentazione di un tessuto sociale economicamente precario.
Il photographer Mirco Sgarzi è sempre più scrittore di ombre che di luci. Ottimo.
Ad oggi il film non è stato sottoposto ad alcun festival e risulta inedito al pubblico.
02 luglio 2009
32 di Michele Pastrello: la location negata dell' Ischia Film Festival
L'Ischia Film Festival (col Patrocinio dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica) si è contraddistinto negli ultimi anni, oltre che per la qualità degli ospiti (negli anni passati, Ron Howard, Maria Grazia Cucinotta, Vittorio Storaro, Mimmo Calopresti, Giorgio Pasotti) anche per la sua specificità: mettere in risalto opere che “parlino” del loro territorio.
E “32” di Michele Pastrello (prodotto nel 2008), gia lodato su magazine come SegnoCinema, Rumore, CloseUp, Nocturno e anche Dylan Dog, e da critici come Steve Della Casa, Roberto Curti, Giona A.Nazzaro, Danilo Arona, Dario Buzzolan, approda ad Ischia nella sezione Location negata: il film di Pastrello è ambientato a Cappella di Scorzè (nel Veneziano), in uno scenario paesaggistico rurale già ferito dalla nuova costruzione del Passante (e da qui il
titolo, in riferimento ai KM dell'arteria) e che, date le previsioni future di costruzione di nuovi servizi collegati all'autostrada, ancora più compromesso.
Il cortometraggio di Pastrello (interpretato da Eleonora Bolla e Enrico Caro) è un dramma con venature horror, raccontato come un action, ma fortemente allegorico.Scenario del Festival è il Castello Aragonese che si erge su un isolotto di roccia nello specchio d'acqua del Borgo storico di Ischia Ponte e ospita nei suoi scorci senza tempo, come la storica Cattedrale diroccata dell'Assunta e il suggestivo Piazzale delle Armi, le proiezioni delle opere
del concorso e delle sezioni colleterali.
Pastrello sarà presente al festival, che si svolge dal 6 all'11 luglio 2009. Tra gli ospiti già annunciati alla mostra, Abel Ferrara, il premio Oscar Ken Adam, Donatella Finocchiaro, Enrico Lo Verso e Mario Monicelli.
Info: www.michelepastrello.it
13 maggio 2008
"32": il nuovo eco-horror di Michele Pastrello
di Ferdinando CarcavalloLa collaborazione di Michele Pastrello con il cinematographer Mirco Sgarzi rasenta davvero la perfezione. Difficile credere che si tratti di un lavoro in digitale.
L'utilizzo della macchina da presa e della profondità di campo non credo trovino eguali tra i registi di questa generazione, considerando anche i mezzi a disposizione.
"32" è un eco-horror che riavvicina Pastrello alle atmosfere del suo primo corto "Nella mia mente", anche per l'uso quasi esclusivo di immagini e suoni e l'abbandono del dialogo che invece era determinante nel secondo lavoro "Nuvole".
Lo spunto della storia, eloquentemente spiegato ad inizio film, è lo scempio abientale ai danni della Campagna Veneta ad opera dei 32 Km di asfalto che costituiranno il Passante di Mestre di futura costruzione. Ma la natura sopporta i soprusi fino ad un certo punto, dopodicchè trova la forza per reagire e lo fa in maniera estrema.
Un horror cinematografico che nasce da un orrore reale e ben più grande, quindi, come nella tradizione di un genere che da sempre è stato strumento di denunce politiche e sociali.
La giovanissima attrice Eleonora Bolla, alla sua prima prova cinematografica (anche se sempre con Pastrello è interprete di un altro corto ancora inedito) è protagonista assoluta della storia, senza nulla togliere alla inquetante prova di Enrico Cazzaro.
Di una bellezza acerba e antica allo stesso tempo, Eleonora si muove con sorprendente disinvoltura sia quando recita con il corpo che quando rende la sua storia interiore con gli sguardi.
32, al di là del particolare contesto nel quale è stato concepito, esprime abbastanza completamente il talento di un artista che affronta l'opera cinematografica con una dedizione totale curandone tutti gli aspetti (scrittura, montaggio, regia, musica).
