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16 settembre 2016

L'autunno caldo delle serie TV. Ecco cosa arriverà in Italia nei prossimi giorni.

Inizia un periodo di programmazione di serie TV davvero molto frenetico, insolito per il nostro paese.

Si comincia il 30 settembre, giorno in cui Netflix pubblicherà la prima stagione di Luke Cage, serie Marvel spin off di Jessica Jones che ci presenterà in maniera più dettagliata uno dei componenti chiave di quelli che saranno i Defenders (2018).


Dopo pochi giorni, il 3 ottobre, su Sky Atlantic comincerà la programmazione di Westworld (il remake de "Il mondo dei robot" di Michael Crichton), ancora in versione originale sottotitolata in simulcast con la HBO americana. Per vederla doppiata dovremo aspettare il 10 ottobre, sempre su Sky Atlantic.



Ancora su Sky Atlantic, ma il 21 ottobre, sarà la volta dell'attesissimo "The young pope", la serie in 10 episodi del premio oscar Paolo Sorrentino con Jude Law, Silvio Orlando e Diane Keaton.



Lo stesso giorno del debutto della serie di Sorrentino, il 21 ottobre, su Netflix in anteprima mondiale arriveranno i primi 6 episodi (in totale saranno 12) della terza stagione di Black Mirror a ben due anni dallo speciale di Natale che seguì la seconda stagione.



Queste sono solo alcune delle serie che arriveranno in Italia. Sul fronte USA le novità previste nei mesi di settembre e ottobre sono tantissime, dalla 10ma stagione di Big Bang Theory (CBS, 19 settembre) alla serie di Woody Allen "Crisis in six scenes" (Amazon, 30 settembre) , dal ritorno di Modern Family (ABC, 21 settembre) alla settima serie di Walking Dead (AMC, 23 ottobre).
Piano piano le vediamo tutte...






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17 gennaio 2010

Il mondo dei replicanti

di Ferdinando Carcavallo
Stavolta il banale titolo italiano (in originale Surrogates) ha una motivazione cinefila in quanto si è voluto citare "Il mondo dei robot", film del 1973 del compianto Michael Crichton nel quale per la prima volta gli androidi venivaro rappresentati con aspetto umano, espediente geniale sia per il risparmio sugli effetti speciali sia per la possibilità di disquisizioni filosofiche sulla identificazione-sostituzione della macchina sull'uomo.
I replicanti di questo film di Jonathan Mostow (Terminator 3) non sono intelligenze autonome ma "semplici" repliche dei corpi degli umani (surrogati) i quali li guidano distesi in comode poltrone-console nelle proprie abitazioni, evitando tutti i rischi che una "uscita all'esterno" può comportare. Attraverso i surrogati gli uomini vivono lo loro vite al 100% ed anche oltre, ricevendo dalle macchine tutte le sensazioni positive (un sistema di sicurezza blocca quelle dannose) e decidendo il proprio aspetto fisico nel mondo.
L'idea del film (e della graphic novel di Venditti & Weldele dalla quale è tratto) è abbastanza interessante e originale, seppure con tutti gli evidenti riferimenti ad Asimov, Dick e il già citato Crichton.
Per tutta la prima metà del film l'idea di base dei surrogati (il termine replicante non mi pare venga mai usato) viene ampliamente sfruttata prima come metafora della cultura dell'immagine per poi diventare spunto di riflessione sul popolamento dei social network e le comunità virtuali (nella scena in cui i due coniugi sono rintanati nelle loro stanze mentre i loro surrogati litigano in cucina mi sono visto mentre chatto con mia moglie su facebook).
Ma siamo comunque in un film con Bruce Willis, per cui l'altra metà del film deve per forza essere un "uno contro tutti" senza esclusione di colpi, ma il percorso che porta il nostro eroe al colpo di scena finale (scoprire come e chi va in giro a uccidere surrogati e "operatori") è anch'esso una riflessione, magari un po' superficiale, sul ribaltamento dei ruoli buoni-cattivi.
Un bel film, per niente un surrogato di sci-fi.
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27 settembre 2007

Next di Michael Crichton

di Ferdinando Carcavallo

Uno come Michael Cricthon, il cui immaginario è popolato di dinosauri redivivi, geni impazziti, scenziati senza scrupoli e viaggi nel tempo senza ritorno, cosa sognerà la notte? Probabilmente nulla perchè scarica tutte le fobie sui masochisti lettori. Ma per essere lettore di Crichton non basta un'elevata soglia di resistenza alla paura, ma occorre anche una certa predisposizione alle tematiche scientifiche che lo scrittore americano è abituato ad approfondire con uno zelo pari, forse, solo al nostro Umberto Eco. A differenza dei colleghi best seller come Follet e Brown, infatti, Crichton ha l'abilità di presentarci i suoi scenari fantastici in maniera convincente, dandoci motivazioni scientifiche che (apparentemente) sembrano inoppugnabili. Certo un paradosso di fondo c'è sempre, anche evidente, ma viviamo tempi in cui il concetto di impossibile è in via di ridefinizione per cui scrittori fantastici come Crichton potremmo considerarli dei veggenti.
Next è un gene-thriller scritto apposta per il cinema, anche se per il momento non ci sono notizie su un'eventuale trasposizione (il film Next con Nicholas Cage è tratto da un racconto di Philip K. Dick). Senza rivelare troppo sulla storia, Next racconta di un intrigo scientifico-industriale al cui centro c'è un'azienda chiamata BioGen che non si fa scrupolo di utilizzare i geni umani per realizzare prodotti farmaceutici dagli effetti meravigliosi, ma non prettamente benefici.
Proprio per il fatto che lo stile science-thriller di Crichton oggi abbia fatto scuola e creato proseliti sia in letteratura che nel cinema, per quanto ben congegnate, le storie parallele di Next hanno tutte quel non so che di già letto (e visto). Difficile essere originali, in effetti, in un contesto come la genetica in cui, se non tutto è possibile, sicurramente tutto è prevedibile. Ciò non toglie, però, che anche il romanzo di Crichton sia avvincente e si faccia leggere con piacere e estrema scorrevolezza. Per chi volesse andare appena un po' al di là della trama del romanzo, le ultime pagine del libro riportano una dettagliata bibliografia, ma sicuramente più gustgosi sono i "falsi" articoli di riviste scientifiche riportati qua e là nel corso della narrazione.

Il sito ufficiale di Michael Crichton
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