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14 dicembre 2009

Che la festa cominci, di Niccolò Ammaniti

di Ferdinando Carcavallo

Non capita spesso, ma quando capita è bellissimo. Parlo della circostanza di ritrovare lo spirito e la verve di uno scrittore che amiamo dopo una delusione.
Personalmente "Come dio comanda" non mi aveva entusiasmato, anzi avevo avvertito tra le tante pagine di quel romanzo una certa stanchezza di Niccolò Ammaniti, pur se ispirato e impeccabile nelle descrizioni come al solito. Quel romanzo mi aveva quasi fatto pensare che l'Ammaniti di "Fango", "Io non ho paura" e "Ti prendo e ti porto via" fosse ormai cresciuto troppo e quindi adagiatosi su atmosfere più cupi e ritmi più lenti.
Mi sbagliavo, ringraziando iddio.
Il nuovo romanzo di Ammaniti "Che la festa cominci" recupera alla grande tutte le mancanze del precedente lavoro. Le storie che si intrecciano sono due, una - al limite della follia - fatta di sette sataniche all'amatriciana e improbabili sacrifici umani e l'altra che racconta il declino di uno scrittore "alla moda" che si vede abbandonato da editori e donne. A queste se ne aggiunge come sfondo una terza, forse la più ammanitiana, dove protagonista è un palazzinaro con fama di immortalità che organizza un indimenticabile Zoo Safari nel centro della Capitale. Un evento che, inutile dirlo, sarà sicuramente ricordato per un disastroso epilogo.
Accogliamo con un URRAH! il ritorno in libreria di Niccolò Ammaniti. E speriamo che nessun regista in cerca di spolvero mortifichi lo scritto con un film mediocre.

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08 ottobre 2009

Che la festa cominci: il nuovo libro di Niccolò Ammaniti

Beh, visto quello che succede nel nostro paese possiamo dire che i tempi sono più che maturi per un bel libro di Niccolò Ammaniti. Ma dovrebbe essere un Ammaniti d'annata, in piena forma, crudele e sadico come lo abbiamo conosciuto e non verboso e cupo come nell'ultima sua fatica ("Come dio comanda" del 2006).
Ed è per questo che ci fa particolarmente piacere sapere che il 27 ottobre uscirà "Che la festa cominci" il nuovo romanzo di Niccolò la cui trama ci fa pensare ad un opera scritta di getto negli ultimi tre mesi, cosa comunque difficile da credere visto che in genere Ammaniti impiega molto più tempo.
Ecco la trama e le note dell'editore:
"Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il piú grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica.
Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un’avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana.
L’irresistibile comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtú della nostra epoca. E nel sorriso che non ci abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti.
E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.
"
Mmmmm...mi ricorda "L'ultimo capodanno", uno dei racconti più belli di "Fango".
Il libro non sembra avere nulla a che fare con l'omonimo film di Tavernier del 1975. O no?

La recensione di KinemaZOne
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14 novembre 2006

Niccolò Ammaniti intervista KinemaZOne

di Ferdinando Carcavallo

Dopo aver invano inseguito lo scrittore romano per una banalissima intervista email, siamo riusciti ad ottenere di più.
Ecco una intervista vera soltanto a metà di Niccolò Ammaniti ad uno dei più belli e culturalmente attraenti suoi lettori.

Niccolò Ammaniti: Ciao Kinema. Ti vedo in forma.
KinemaZOne: Grazie, Nic. Anche tu, pero' ti preferivo con la barba.
NIC: Provvedero'. Veniamo al tema dell'intervista. Partiamo subito con una domanda secca. Ti è piaciuto il mio nuovo libro "Come Dio Comanda"? Rispondi si o no.
KZO: Posso rispondere dopo a questa domanda?
NIC: E come no. E' tuo il blog... Passiamo allora ad un altra. Prima di questo hai letto altri miei libri?
KZO: Eccome. Li ho letti tutti, a parte la Global Novel ...come si chiama?
NIC: Ho capito...non mi ricordo. E qual'è il tuo preferito e quello che meno ti è piaciuto?
KZO: Quello che mi è piaciuto di meno è sicuramente "Branchie", ma anche perchè l'ho letto dopo tutti gli altri e quindi l'ho trovato troppo "giovanilistico". Mentre quello che mi è piaciuto di più è "Fango".
NIC: Ma "Fango" è una raccolta di racconti.
KZO: E infatti, Niccolò, credo che tu dia il meglio di te nei racconti. Anche quello di "Crimini" (Il mio tesoro) era un capolavoro.
NIC: Quindi, stai dicendo che i miei romanzi non ti piacciono?
KZO: No...forse è un limite mio...ma i tuoi romanzi, in fondo, mi sembrano cuciture (a volte un po' forzate) di bellissimi racconti.
NIC: In che senso?
KZO: Nel senso che ogni personaggio è una storia che in qualche modo si intreccia con quella di qualcun altro e ...
NIC: Ma la maggior parte dei romanzi moderni sono così
KZO: Si, ma nel tuo caso l’amalgama che tiene insieme le storie non sempre riesce ad essere efficace.
NIC: A cosa ti riferisci?
KZO: In "Ti prendo e ti porto via", per esempio, i personaggi erano anche geograficamente distanti tra loro ed il bello di quel libro è che fino alla fine (o quasi) non si intravede un punto di unione e quando questo arriva sembra di cominciare a leggere un nuovo libro…
NIC: E invece, in "Come dio comanda"?
KZO: In "Come Dio comanda" accade esattamente il contrario. Il romanzo inizia corale, tutti i personaggi si muovono sullo stesso territorio e con un fine comune, poi ad un certo punto si disgregano. Quindi di punto in bianco da un romanzo si passa ad una serie di racconti.
NIC: E’ questo, nel caso fosse così, non ti è piaciuto?
KZO: Non fraintendermi, hai scritto un grande libro (il migliore che ho letto quest’anno) ma stavolta la tua passione per i ritratti umani è andata un po’ oltre il tollerabile.
NIC: In pratica?
KZO: In pratica, Niccolo’, a cominciare da due terzi del libro ho cominciato a desiderare che terminasse al più presto.
NIC: Beh, posso chiederti in quanto tempo lo hai letto?
KZO: Perché me lo chiedi?
NIC: Poi ti dico. In quanto tempo?
KZO: Fammi pensare…circa un mese.
NIC: Un mese?
KZO: Circa. Mica tutti i giorni ho il tempo di leggere…
NIC: Vabbè, ma se ci metti un mese a leggere un libro come puoi pretendere di coglierne appieno lo spirito?
KZO: Che c’entra?
NIC: C’entra e come. E come se ti dicessi che a me "C’era una vota in America" non è piaciuto perché era troppo lento, dopo pero’ che per due mesi ho visto uno spezzone alla settimana…
KZO: Che paragone è? Il film è un’opera che va vissuta come esperienza continua.
NIC: Ed anche un libro, almeno un mio libro. Non dico che va letto tutto d’un fiato - in una notte piovosa per esempio - ma almeno nell’arco di una settimana (massimo). Un libro richiede concentrazione, devi dedicargli un pezzo della tua vita e non delle briciole.
KZO: beh, forse hai ragione.
NIC: Se tu che ce l’hai.
KZO: Mi hai covinto. "Come Dio comanda" è un’esperienza di una notte…una botta e via.
NIC: Occhéi, finiamola qua. Vuoi dire ancora qualcosa?
KZO: Vorrei farti una domanda. Posso?
NIC: Certo.
KZO: Ti hanno iscritto a un gioco grande?
NIC: ?

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