di Ferdinando Carcavallo
Tempo di classifiche. Un po' in ritardo mi decido a fare la pagellina anch'io, per cui eccovi le mie personali valutaizoni per i quattro peggiori film che il 2006 ci ha inflitto.
di Ferdinando Carcavallo
Tempo di classifiche. Un po' in ritardo mi decido a fare la pagellina anch'io, per cui eccovi le mie personali valutaizoni per i quattro peggiori film che il 2006 ci ha inflitto.
di Ferdinando Carcavallo
di Ferdinando Carcavallo
di Jack Fertile
Questa fase della vita vorrei intitolarla “Giudicare con la propria testa, o perlomeno provarci”. Ed io ci provo.
La ricerca della felicità è un film ben girato (Muccino), con una bella fotografia (Papamicheal), con una ispirata colonna sonora (Guerra), magistralmente interpretato (Smith padre e figlio), ma non è un grande film.
Costruito abilmente il contrasto stridente tra il diritto alla felicità, sancito dalla Dichiarazione di Indipendenza, e lo strapiombo della povertà in cui si ritrovano i “senza tetto”, il film non rinuncia a meccanismi collaudati e, quindi, prevedibili, su cui sono state costruite mille altre storie: il padre che costruisce e illumina una rappresentazione del mondo che risulti meno dura per il figlio, la fine di un matrimonio segnata da un differente atteggiamento di fronte alle difficoltà quotidiane, l’ostinazione che, alla fine, finisce col pagare nell’inseguimento di un desiderio.
I primi anni ’80, l’edonismo reaganiano, i molto ricchi e i veramente poveri restano sullo sfondo di una storia che pretende di affermare che è sufficiente custodire e proteggere i propri sogni perché aumenti la probabilità che si avverino: il principio è sacrosanto, ma quanto “peserà” per riequilibrare il mondo regolato dalle legge 80 vs. 20 in cui l’80% della ricchezza è detenuto dal 20% della popolazione?
Il merito del film lo cercherei, per tutti questi motivi, allora altrove: nell’aver concesso a Muccino di raccontare una storia americana con l’occhio dello straniero che la bellezza e la poesia chiede al suo sguardo e non alle cose del mondo.
E' il sottotitolo di (?) SantaMariaVideo, il Videoblog del disegnatore pisano Gipi degno di una visita da parte di tutti almeno una volta al mese.
Grato a Flavio Ignelzi per la segnalazione, vi raccomando la visione di Vaffanculo del terzo tipo, forse uno dei più schietti film sugli incontri alieni che abbia visto. Pieno di sarcasmo e di amare allusioni. Trasmette molto di più di quanto dichiara.
Belli davvero i trailers in DivX. Godetevi questo inseguimento di Silver Surfer e la Torcia umana, lo spettacolo dei Transformers e l'alta qualità del già obsoleto Grindhouse!!