27 novembre 2006

Eragon

Eccolo qua! Armiamoci di mutande rinforzate che sta per arrivare una botta di quelle forti.
Si chiama Eragon il fantasy movie di ambientazione medievale in arrivo nelle sale per Natale e che minaccia di essere il primo di una trilogia che farà impallidire in quanto a digeribilità e sintesi il mega-kakon del Signore degli anelli.
Anche questa saga è tratta da un opera letteraria (Trilogia dell'eredità) che mi dicono abbia venduto 2,5 milioni di copie nei soli Stati Uniti e sia stato tradotto per ben 38 paesi. Io, che sono un ignorante in questa e altre materie, non ho mai sentito parlare nemmeno distrattamente sia del libro che di Christopher Paolini, lo scrittore americano oggi ventitreenne che concepì il librone a soli 15 anni. Il terzo volume non è ancora stato scritto ... per cui c'è sempre la speranza che Christopher rinsavisca all'improvviso, abbandoni la famiglia che lo tiene segregato a scrivere nel Montana e si trasferisca con uno spogliarellista trans a vendere surf in Florida.
Christopher esci di casa, vai a donne e manda i tuoi a fare i Kull!

Una cosa come una decina di trailer

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La mia Super Ex-Ragazza

di Ferdinando Carcavallo

Finirà. L'indigestione di supereroi sullo schermo finirà probabilmente con il prossimo Spiderman (3), dopo il quale prevedo un declino inesorabile.
Non che abbia qualcosa contro i fumetti, per carità, ma la "moda" del supereroismo cinematografico comincia un po' a starmi sulle bat-palle.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato questo La mia super ex-ragazza, commedia che vorrebbe essere una rilettura ironica del tema conciliazione amore-sesso-super poteri ma che finisce nella farsa già a metà del primo tempo.
L'idea di base, come spesso accade, poteva essere vincente. Una supereroina, tale G-Girl, si innamora di un semplice (e anonimo) ragazzo newyorkese ed utilizza i suoi superpoteri per tenerselo stretto. Peccato che i più rozzi e scontati luoghi comuni della commedia sentimentale americana abbondino in maniera sconcertante. L'amico assatanato e maschilista, la ragazza dei sogni fidanzata col bellonne irragiungibile, la supereroina insaziabile a letto e il turpiloquio sono tutti elementi utilizzati dagli autori senza un minimo di criterio e di gusto. Evidentemente il target ipotizzato per questo film è un pubblico televisivo fermo ancora alle sitcom americane con le risate preregistrate.
Un prodotto che 10 anni fa avrebbe potuto avere un certo rilievo, ma oggi decisamente no.
Le variazioni sul tema Supereroi degni di considerazione ad oggi restano lo stupendo ritratto familiare de Gli Incredibili e l'adolescenziale Sky High.

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24 novembre 2006

23 novembre 2006

The Nativity Show

di Ferdinando Carcavallo

Se c'è una cosa che mi piace dei distributori cinematografici italiani è la fantasia che hanno nel rinominare i film stranieri.
Ultimamente ci hanno regalato delle perle uniche come "Se mi lasci ti cancello", "Prima ti sposo poi ti rovino" e il magnifico sottotitolo del capolavoro di Scorsese "The Departed - Il bene e il male" scaturito dal nulla.
Sono davvero imprevedibili. Hanno creato uno stile, tantevvero che spesso ci si diverte ad immaginare il titolo che possono trovare ai film ancora in produzione, ma nessuna ipotesi per quanto bizzarra supera in stravaganza la scelta reale.
Sono così originali e pronti alla sfida che quando il gioco diventa troppo semplice rinunciano. E' il caso di Nativity, il nuovo e inutile ennesimo polpettone religioso americano in uscita a Natale 2006. Su questo titolo non hanno voluto intervenire, come se si trattasse di un termine intraducibile, come Scoop, Blackout o Crack per i quali non esiste un corrispondente in Italiano altrettanto efficace.
Il termine Natività è forse sembrato riduttivo e provinciale agli esperti di marketing che avranno ritenuto l'accezione anglosassone più vicina alla tendenze linguistiche del pubblico giovane. E così la nascita di Gesù Cristo, pardòn di Jesus Christ, assume quella desinenza in -ity che va tanto di moda, come Reality, Mobility, Community e Ridicolity.
Nando Mericoni (Un americano a Roma) avrebbe brindato alla Nativity con "Scotch Wiskhy del Cansas City...ammazza che porcheria, aò.... ".


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Spiderman noir

La versione dark di Spiderman che caratterizzerà il terzo capitolo della saga di Sam Raimi l'avevamo vista in giro sul web già da un po'. Oggi, pero', mi è capitato di vedere questa locandina davvero molto bella che mi ricorda quella del magnifico noir di Siodmak Lo specchio scuro.
Forse il paragone è un po' azzardato, ma credo che questo nuovo Spiderman sarà un po' noir, visto che nonostante la presenza di una folla di villain come Goblin, Sandman, Venom e Mysterio il vero nemico che Spidey dovrà affrontare sarà proprio se stesso. L'attesa per il film è estenuante.
Un trailer fantasma e clandestino ha rivelato anche le sembianze del personaggio più bizzarro della storia del fumetto, ossia il simbionte Venom. Sicuramente per raccontare l'origine del personaggio Raimi avrà dovuto discostarsi dalla
storia originale, altrimenti avrebbe dovuto tirare in campo Reed Richards dei F4 e la sagfa delle Guerre Segrete. Vedremo cosa si sarà inventato.

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22 novembre 2006

Blade runner: the final cut

L'anno prossimo cade il 25nnale del capolavoro di Ridley Scott, il film forse più citato - dopo 2001 Odissea nello spazio - del cinema di fantascienza. Per l'evento la Warner ha grandi progetti, principalmente la riedizione definitiva ad opera del regista inglese che con il titolo Blade Runner - the final cut sarà distribuita nelle sale di tutto il mondo. Seguirà poi l'uscita del cofanetto DVD che conterrà tutte le edizioni (rimontaggi vari) compresa l'originale del 1982 e che i fan del film stanno aspettando almeno da dieci anni.
Nell'attesa di ciò, giusto per fare un po' di cassa, in Italia verrà ripubblicata in DVD la versione Directors Cut. Si tratta, in verità, di un DVD di ormai vecchia concezione, davvero essenziale (niente extra) e di qualità video/audio mediocre.

Intanto che tagliuzza e incolla celluloide, Scott ha ultimato il nuovo film in cui ha ancora fatto coppia con Russel Crow (Il gladiatore). Il titolo è Un amore per caso (The good year) e nel cast figurano anche Albert Finney e Giannina Facio, ex di Fiorello, Bosè e Iglesias e oggi produttrice cinematografica e compagna di Scott. A dicembre 2006 nei cinema italiani.

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20 novembre 2006

Thank you for smoking

di Ferdinando Carcavallo

A volte un film ti piace e non sai spiegarti il perchè. Molto dipende dalla predisposizione personale. Se si è impensieriti da qualcosa di grave è difficile che una commedia leggera riesca a farti staccare per un'ora e mezzo dai problemi, così se si è particolarmente euforici e contenti non si riesce ad entrare facilmente nell'atmosfera sobria di un film drammatico o comunque introspettivo.
Una delle poche cose giuste che ho fatto in vita mia è smettere di fumare, e forse per questo Thank you for smoking mi è piaciuto.
Diretto dal canadese Jason Reitman, il film racconta il mestiere di Nick Naylor (Aaron Eckhart), portavoce dell'associazione dei produttori del Tabacco che grazie alle sue doti di affabulatore mette la sua faccia a disposizione delle gogne mediatiche ogni volta che il fumo è al centro di polemiche e campagne salutari.
In particolare, ad essere in gioco è un decreto per l'affissione di un teschio mortuario sui pacchetti di sigarette contro il quale l'associazione si batte.
Quello che più colpisce del film (tecnicamente ineccepibile e ben interpretato) è il fatto che apparentemente ci sembra di assistere ad una satira grottesca delle major (non solo del tabacco), mentre alla fin fine non è che una rappresentazione (quasi) fedele della realtà. Nick Naylor lavora affinché nonostante le inevitabili conseguenze mortali del fumo la gente continui a pensare che i produttori di tabacco hanno a cuore la salute dei consumatori. L'assurdo di questa situazione è una realtà tangibile e verificabile da chiunque abbia voglia di farsi un giro sul sito web della Philip Morris (www.philipmorris.com) dove, a differenza di qualsiasi sito aziendale, sono del tutto assenti immagini dei prodotti mentre dappertutto si descrive l'impegno dell'azienda per la prevenzione contro il fumo dei giovani. Un'ipocrisia formale molto vicina al cinismo che nel film pervade le discussioni a cena dei tre mercanti di morte che si sfidano a colpi di numeri di vittime di alcool, armi e sigarette.
Se il film non resterà nella storia del cinema, sicuramente sarà difficile dimenticare l'episodio della visita al produttore hollywoodiano con il quale Nick tenta di concordare un rilancio di fumatori positivi nelle pellicole d'azione. Una prassi consueta con tanti altri beni di consumo (telefonini, occhiali da sole, auto) appatrentemente non letali.

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L'amico di famiglia

di Jack Fertile

Geremia, la bruttezza del mondo, vive, anziano, con l’anziana madre in un paese dell’Agro Pontino.
Gestisce una piccola sartoria ma, in realtà, trascorre la vita accumulando denaro praticando l’usura e assistendo la madre paralitica bloccata a letto davanti a un televisore perennemente acceso.
Dal suo appartamento intravede la gioia di vivere di un gruppo di ragazze che giocano a pallavolo (torna alla mente Pane e Cioccolata di Brusati) e prende coscienza del fatto che può ambire soltanto ad un surrogato di paradiso terrestre ottenibile grazie, e solo, ai suoi sporchi mezzi.
Il paese è di quelli, senza prospettiva, da cui è lecito sognare di scappare e che trovano nell’elezione di una miss l’unico evento sociale degno di nota.
Nella rete di Geremia, amico di famiglia, cadranno un padre che deve trovare i soldi per sposare la figlia, una nonna malata di Bingo, una giovane coppia in difficoltà, ma, e soprattutto, gli spettatori ai quali non è consentito non nutrire un sentimento di fastidio e odio nei suoi confronti, un sentimento che spinge però alla consapevolezza e all’abbandono della rassegnazione.

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Pomodori per De Laurentiis (Io uccido III)

di Ferdinando Carcavallo

Adesso si fa il nome di Jon Avnet per la direzione dell'adattamento cinematografico di Io uccido, il romanzo di esordio e di maggior successo di Giorgio Faletti.
Dopo l'abbandono di Bruce Beresford e la derisione di David Cronenberg, Il produttore Aurelio De Laurentiis sembra aver convinto, con l'aiuto degli abbonati S.C. Napoli, il regista di Pomodori verdi fritti a prendere il considerazione il progetto. La sceneggiatura è già pronta da un bel po', per opera addirittura di Davide Ferrario, ed è aperto il casting per i ruoli minori, mentre una riservatezza politica vige sul nome del protagonista. Faletti ha dichiarato di accontentarsi di un George Clooney. Nemmeno per sogno, quindi, l'idea di dare fiducia al cinema italiano, come se si trattasse di un virus da debellare.
A questo punto, viste le premesse esterofile e megalomani con le quali questo progetto sta andando avanti, non ci resta che sperare in un flop che non coinvolgerebbe economicamente il simpatico (e bravo) scrittore astigiano ma potrebbe dare una lezione di vita al produttore napoletano. E un monito anche per i tifosi.

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