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01 luglio 2021

Sei Gradi Di SeparaZOne 4: da "Il capitale umano" a "A quiet place II"



I sei gradi di separazione di questa settimana ci portano dal successo di Paolo Virzì "Il capitale umano" all'horror di John Krasinski "A quiet place II" attraverso Fabio De Luigi, Vincenzo Alfieri, Harold Ramis, Lisa Kudrow ed Emily Blunt.


IL CAPITALE UMANO.



Una delle commedie più amare e probabilmente il miglior film di Paolo Virzì, che gli valse ben sette David di Donatello e altrettanti Nastri d'argento (più svariati altri premi anche internazionali), "Il capitale umano" fu anche un grosso successo di pubblico.
Film corale in cui, attorno alla vicenda di un incidente stradale che costa la vita di un cameriere, si sviluppano le storie di tantissimi personaggi, interpretati da attori di primissimo piano come Fabrizio Gifuni, Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Bentivoglio e una giovanissima Matilde Gioli al suo debutto sul grande schermo. Da quel 2014 la carriera dell'attrice milanese proseguirà senza sosta, tra fiction e cinema, come in "Gli Uomini d'oro" di Vincenzo Alfieri del 2019.


1.GLI UOMINI D'ORO.



L'opera seconda del giovanissimo Vincenzo Alfieri, che in questo film scrive, dirige e monta ma senza prendere parte come attore, è un notevole heist movie tratto da una storia vera di tre impiegati che nel 1996 si improvvisarono rapinatori organizzando la rapina di un portavalori.
Il film non ha avuto, secondo chi scrive, il successo di pubblico meritato. Avvincente, ben recitato, per nulla banale, "Gli uomini d'oro" ha anche il pregio di mostrare il lato drammatico di Fabio De Luigi, un attore solitamente utilizzato in ruoli comici brillanti.
De Luigi compare in un film di Giulio Manfredonia intitolato "E' già ieri" con Antonio Albanese protagonista.


2. E' GIA' IERI.



Film surreale in cui Albanese sembra tornare alle atmosfere magrittiane di "Uomo di acqua dolce", "E' già ieri" è un remake del successo americano "Ricomincio da capo" dove al posto della marmotta troviamo una cicogna.


3. RICOMINCIO DA CAPO.



Diventato in brevissimo tempo un cult e sicuramente la migliore commedia basata sul paradosso temporale (in fondo lo era anche "La vita è meravigliosa"), "Ricomincio da capo" è stato il primo grande successo di Bill Murray dopo Ghostbusters. Il regista del film, tra l'altro, era Harold Ramis che in Ghostbusters recitava accanto a Murray. Ramis ha girato 12 film, i primi dei quali con il collettivo National Lampoon, e molti di questi sono stati dei successi internazionali, come il mafia-comedy "Terapia e pallottole" del 1999


4. TERAPIA E PALLOTTOLE.



Robert De Niro in versione brillante convince in questa commedia del 1999, grazie anche alla "spalla" di Billy Crystal.
Paul Vitti (De Niro) è un boss in ascesa della mafia statunitense che, in seguito ad una crisi di panico durante una sparatoria, scopre di avere bisogno di uno strizzacervelli, "uno bravo" che lo aiuti a tornare lo spietato boss di un tempo. Il dottor Sobel (Crystal) suo malgrado diventa il suo analista e da quel momento la sua vita cambia radicalmente mettendo in crisi il rapporto con la compagna Laura, interpretata da Lisa Kudrow ed è proprio la bionda Phoebe di Friends il quinto grado di separazione in quanto tra le sue più recenti apparizioni dell'attrice troviamo "La ragazza del treno" di Tate Taylor del 2016.


5. LA RAGAZZA DEL TRENO



"La ragazza del treno" è un buon thriller hitchicockiano incentrato sull'ossessione di una donna per una coppia dall'apparenza felice che quotidianamente osserva sul treno che la porta al lavoro. Questo voyeurismo la coinvolgerà in una storia di scomparsa oltre che alla scoperta di aspetti inquietanti della propria vita.
Interpretato dall'attrice inglese Emily Blunt, che all'epoca era già celebre a Hollywood per "Sicario" e "Il cacciatore e la regina di ghiaccio", il film ebbe un buon successo di pubblico mentre la critica fu abbastanza freddina. All'epoca la Blunt era già sposata con il regista e attore John Krasinski che la dirigerà nei due capitoli del successo horror "A quiet place".


A QUIET PLACE II. 



Meno parli e meglio è. In un presente distopico la terra è invasa da mostri alieni ciechi ma con un udito straordinario e l'unico modo per non esser divorati è fare silenzio.
Questo il contesto in cui si muovono le storie della saga "A quiet Place" attualmente al secondo capitolo nelle sale. 
Il primo film del 2018 è stato un grande successo di incassi ed è piaciuto anche molto agli appassionati del cinema di genere. Stesso destino sembra prefigurarsi per il sequel che sta riscuotendo successo un po' ovunque.
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18 giugno 2021

Sei gradi di SeparaZOne 2: da "Ladri di biciclette" a "Il grande Lebowski"


Questa volta i sei gradi di separazione tra "Ladri Di Biciclette" e "Il Grande Lebowski" ci portano ad un percorso che passa attraverso De Sica, Chaplin, Tornatore e Carlos Saura.

LADRI DI BICICLETTE.


"I panni sporchi si lavano in famiglia": con questa frase nel 1948 il giovane Giulio Andreotti ("giovane cattolico di grande avvenire vicino a De Gasperi" citato in C'eravamo tanto amati di Ettore Scola) accusò il capolavoro del neorealismo di Vittorio De Sica di mostrare al mondo un'immagine dell'Italia che si voleva tener nascosta, l'Italia impoverita del dopoguerra, l'Italia dei poveri e dei proletari, dei vinti e degli ingannati dall'illusione di una rinascita.
Vittorio De Sica girò il film con attori non professionisti, incontrati per strada nella vita comune, così come nei successivi "Umberto D." e "Miracolo a Milano", ma l'Oscar come miglior film straniero lo vincerà nel 1960 con LA CIOCIARA


1. LA CIOCIARA.


Potremmo definire anche questo film di De Sica neorealista, anche se rispetto ai precedenti ne "La Ciociara" compaiono attori che all'epoca erano già delle star, come la protagonista Sophia Loren e Jean Paul Belmondo. Per questo film Sophia Loren vinse l'Oscar come miglior attrice protagonista e all'epoca era già una star internazionale, avendo recitato in molti film hollywoodiani. La sua presenza nel cinema americano durò molto a lungo e nel 1967 fu protagonista, assieme a Marlon Brando, dell'ultimo film da regista di Charlie Chaplin LA CONTESSA DI HONG KONG.


2. LA CONTESSA DI HONG KONG.


L'ultimo film di Chaplin, nonostante la presenza di due stelle come la Loren e Brando, non ebbe un buon riscontro di pubblico. Era una commedia sentimentale tipica hollywoodiana ma evidentemente non era quello che il pubblico si aspettava dal settantottenne regista britannico. Nel film compare anche la figlia del regista, Geraldine Chaplin allora ventiquattrenne, che diventerà successivamente anche lei una star internazionale grazie al sodalizio con il regista spagnolo Carlos Saura al quale fu legata anche sentimentalmente e con il quale girerà quattro film, di cui l'ultimo MAMA' COMPIE CENT'ANNI nel 1979


3. MAMA' COMPIE CENT'ANNI.


Il 13mo film del prolifico regista spagnolo Carlos Saura è una commedia nera che valse al Saura anche un premio Oscar come miglior film straniero. In totale Carlos Saura, considerato uno dei più grandi registi spagnoli e uno dei primi a farsi conoscere in ambito internazionale aprendo la strada ai vari Pedro Almodovar e Bigas Luna, ha girato 43 film più un documentario su Renzo Piano nel 2016. 
Nella sua filmografia, tra i successi internazionali, vi è un film molto particolare incentrato sull'arte del Flamenco intitolato CARMEN STORY. 


4. CARMEN STORY.


Ispirato allo stesso racconto di Prosper Merimèe dal quale Bizet trasse la celebre opera lirica, il film di Saura ha come protagonista la splendida attrice e ballerina di flamenco spagnola Laura Del Sol, volto noto al pubblico italiano per essere stata la spietata Rosetta, sorella del professore di Vesuviano ne IL CAMORRISTA di Giuseppe Tornatore nel 1986.


5. IL CAMORRISTA


Film culto per eccellenza grazie alle tv commerciali che lo hanno mandato in onda senza sosta dagli anni '90 in poi, il film di Tornatore (prima dell'Oscar) racconta l'ascesa e il declino del boss della Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo ed è tratto dal libro-inchiesta omonimo del giornalista Giuseppe "Joe" Marrazzo
Nel film i nomi dei protagonisti furono tutti cambiati, ma i fatti raccontati corrispondono alla realtà. Tornatore, per questa sua opera prima, si avvalse di un cast eccezionale, dal protagonista Ben Gazzara (doppiato da Mariano Rigillo) fino a Leo Gullotta che vinse un David di Donatello come miglior attore non protagonista. 
La star italo-americana Ben Gazzara aveva già lavorato in Italia con Monicelli, Ferreri e Montaldo, ma da un certo punto della sua carriera si dedicò ad opere meno mainstream, come questo esordio del trentenne Tornatore. Infatti fu presente in "Buffalo 66", opera prima di Vincent Gallo, in "L'estate di Sam" di Spike Lee e ne IL GRANDE LEBOWSKI, uno dei film più di successo dei Fratelli Coen .


IL GRANDE LEBOWSKI. 


Per quanto l'intera filmografia di Joel ed Ethan Coen sembri appartenere ad un pesonale genere cinematografico, originale mix di commedia-thriller-surreale-grottesco, "Il grande Lebowski" resta la loro punta più alta. Nessun altro loro film, compresi "Fargo" e "Non è un paese per vecchi", è riuscito ad introdurre personaggi così forti nell'universo cinematografico mondiale. Citatissimo, imitatissimo, precursore di una "poetica dello sballo" che nei vari emuli non è mai stata così elegante e intelligente.

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13 marzo 2015

3° Sondaggione KinemaZOne: Lu secondo è cchiù bell'ancora

Tornano alla grande i sondaggi cinefili di KinemaZOne. Questa volta vi chiediamo di individuare i sequel che secondo voi sono risultati (addirittura) migliori del primo film.
Sì, è vero, la cosa è abbastanza rara, ma vi sarà pure capitato di provare più piacere la seconda volta, magari perché meno emozionati, già preparati… oddio, stiamo divagando. Comunque è chiaro quello che vogliamo intendere, no?
Noi vi proponiamo una rosa di 10 titoli che secondo noi possono essere considerati sequel almeno all’altezza dei rispettivi primi capitoli, ma voi potete proporne altri.
Ci raccomandiamo soltanto di non confondere sequel con un generico “secondo film”, quindi escludendo i prequel, i remake o i reboot, o episodi vari di saghe.
Per fare un esempio, parlando di Star Wars va bene “L’impero colpisce ancora” ma non “Il ritorno dello Jedi” (terzo film della trilogia) o “Episodio II - L’attacco dei cloni” (secondo della saga, ma prequel del primo “Star Wars”).
Chiaro? No!? E vabbè, fate come volete.
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