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18 giugno 2021

Sei gradi di SeparaZOne 2: da "Ladri di biciclette" a "Il grande Lebowski"


Questa volta i sei gradi di separazione tra "Ladri Di Biciclette" e "Il Grande Lebowski" ci portano ad un percorso che passa attraverso De Sica, Chaplin, Tornatore e Carlos Saura.

LADRI DI BICICLETTE.


"I panni sporchi si lavano in famiglia": con questa frase nel 1948 il giovane Giulio Andreotti ("giovane cattolico di grande avvenire vicino a De Gasperi" citato in C'eravamo tanto amati di Ettore Scola) accusò il capolavoro del neorealismo di Vittorio De Sica di mostrare al mondo un'immagine dell'Italia che si voleva tener nascosta, l'Italia impoverita del dopoguerra, l'Italia dei poveri e dei proletari, dei vinti e degli ingannati dall'illusione di una rinascita.
Vittorio De Sica girò il film con attori non professionisti, incontrati per strada nella vita comune, così come nei successivi "Umberto D." e "Miracolo a Milano", ma l'Oscar come miglior film straniero lo vincerà nel 1960 con LA CIOCIARA


1. LA CIOCIARA.


Potremmo definire anche questo film di De Sica neorealista, anche se rispetto ai precedenti ne "La Ciociara" compaiono attori che all'epoca erano già delle star, come la protagonista Sophia Loren e Jean Paul Belmondo. Per questo film Sophia Loren vinse l'Oscar come miglior attrice protagonista e all'epoca era già una star internazionale, avendo recitato in molti film hollywoodiani. La sua presenza nel cinema americano durò molto a lungo e nel 1967 fu protagonista, assieme a Marlon Brando, dell'ultimo film da regista di Charlie Chaplin LA CONTESSA DI HONG KONG.


2. LA CONTESSA DI HONG KONG.


L'ultimo film di Chaplin, nonostante la presenza di due stelle come la Loren e Brando, non ebbe un buon riscontro di pubblico. Era una commedia sentimentale tipica hollywoodiana ma evidentemente non era quello che il pubblico si aspettava dal settantottenne regista britannico. Nel film compare anche la figlia del regista, Geraldine Chaplin allora ventiquattrenne, che diventerà successivamente anche lei una star internazionale grazie al sodalizio con il regista spagnolo Carlos Saura al quale fu legata anche sentimentalmente e con il quale girerà quattro film, di cui l'ultimo MAMA' COMPIE CENT'ANNI nel 1979


3. MAMA' COMPIE CENT'ANNI.


Il 13mo film del prolifico regista spagnolo Carlos Saura è una commedia nera che valse al Saura anche un premio Oscar come miglior film straniero. In totale Carlos Saura, considerato uno dei più grandi registi spagnoli e uno dei primi a farsi conoscere in ambito internazionale aprendo la strada ai vari Pedro Almodovar e Bigas Luna, ha girato 43 film più un documentario su Renzo Piano nel 2016. 
Nella sua filmografia, tra i successi internazionali, vi è un film molto particolare incentrato sull'arte del Flamenco intitolato CARMEN STORY. 


4. CARMEN STORY.


Ispirato allo stesso racconto di Prosper Merimèe dal quale Bizet trasse la celebre opera lirica, il film di Saura ha come protagonista la splendida attrice e ballerina di flamenco spagnola Laura Del Sol, volto noto al pubblico italiano per essere stata la spietata Rosetta, sorella del professore di Vesuviano ne IL CAMORRISTA di Giuseppe Tornatore nel 1986.


5. IL CAMORRISTA


Film culto per eccellenza grazie alle tv commerciali che lo hanno mandato in onda senza sosta dagli anni '90 in poi, il film di Tornatore (prima dell'Oscar) racconta l'ascesa e il declino del boss della Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo ed è tratto dal libro-inchiesta omonimo del giornalista Giuseppe "Joe" Marrazzo
Nel film i nomi dei protagonisti furono tutti cambiati, ma i fatti raccontati corrispondono alla realtà. Tornatore, per questa sua opera prima, si avvalse di un cast eccezionale, dal protagonista Ben Gazzara (doppiato da Mariano Rigillo) fino a Leo Gullotta che vinse un David di Donatello come miglior attore non protagonista. 
La star italo-americana Ben Gazzara aveva già lavorato in Italia con Monicelli, Ferreri e Montaldo, ma da un certo punto della sua carriera si dedicò ad opere meno mainstream, come questo esordio del trentenne Tornatore. Infatti fu presente in "Buffalo 66", opera prima di Vincent Gallo, in "L'estate di Sam" di Spike Lee e ne IL GRANDE LEBOWSKI, uno dei film più di successo dei Fratelli Coen .


IL GRANDE LEBOWSKI. 


Per quanto l'intera filmografia di Joel ed Ethan Coen sembri appartenere ad un pesonale genere cinematografico, originale mix di commedia-thriller-surreale-grottesco, "Il grande Lebowski" resta la loro punta più alta. Nessun altro loro film, compresi "Fargo" e "Non è un paese per vecchi", è riuscito ad introdurre personaggi così forti nell'universo cinematografico mondiale. Citatissimo, imitatissimo, precursore di una "poetica dello sballo" che nei vari emuli non è mai stata così elegante e intelligente.

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27 marzo 2015

Primo ciak per "La Corrispondenza", il nuovo film di Giuseppe Tornatore

Lunedì 30 marzo inizieranno le riprese del nuovo film di Giuseppe Tornatore prodotto da RaiCinema e Paco Cinematografica intitolato "La Corrispondenza".
A tre anni da "La migliore offerta", il regista premio oscar torna dietro la macchina da presa per dirigere Jeremy Irons e Olga Kurilenko in una storia drammatica ambientata tra l'Italia e l'Inghilterra.
La storia è quella di Amy, una giovane studentessa universitaria che impiega il tempo libero facendo la controfigura per la televisione e il cinema. La sua specialità sono le scene d’azione, le acrobazie cariche di suspence, le situazioni di pericolo che nelle storie di finzione si concludono fatalmente con la morte del suo doppio. Sembrerebbe una mania dettata dalla passione per il rischio, in realtà è l’ossessione in cui l’atletica ragazza s’illude di sublimare un orribile senso di colpa. Quello di ritenersi responsabile della tragica scomparsa del suo grande amore. Una ferita mai rimarginata. Un conto sospeso. Un’ombra che nessuna luce saprà mai dissolvere. Sarà il suo professore di Astrofisica ad aiutarla nel ritrovare l’equilibrio esistenziale perduto.
Anche per questo lavoro, il regista ha affidato le musiche al maestro Ennio Morricone.
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12 novembre 2009

Everybody's fine. Sicuro sicuro sicuro?

di Ferdinando Carcavallo

Oggi in una intervista su Repubblica, Giuseppe Tornatore, nel parlare della prima americana di "Baaria", ha accennato alla imminente uscita negli USA di "Everybody's fine", il remake del suo "Stanno tutti bene" con Robert De Niro, Sam Rockwell e Drew Barrymore. Il regista siciliano ha detto di non aver partecipato per niente alla produzione del remake e di non averlo visto ma di essere sicuro che si tratti di un buon lavoro e che nella trama (a parte la soppressione di un figlio del protagionista) nulla è cambiato rispetto all'originale.

Beh, non so quanti di voi ricordano il film di Tornatore con Marcello Mastroianni. Non fu un successo. Arrivò pochi anni dopo "Nuovo cinema Paradiso" e pagò lo scotto di essere troppo diverso dal film Oscar, ma tutto sommato era un film onesto, commovente e ben recitato, molto amaro e sicuramente non a lieto fine.

Da quello che si vede nel trailer della versione americana nulla di tutto questo sembra essere stato conservato. D'altronde l'ambientazione americana, il lusso sfrenato in cui sembrano vivere tutti i protagonisti e la mielosità dei ripetuti abbracci padre-figlio fanno pensare a un polpettone natalizio dove non si fa altro che dire "I love you" sulla neve con le lacrime che si ghiacciano in faccia. Giudicate voi.

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02 aprile 2007

La sconosciuta

di Ferdinando Carcavallo

Ah, Peppino, Peppino… Ma come dobbiamo fare con te? Sempre la stessa storia. Un bel film, fatto per bene, senza smagliature (seppure con la solita esagerazione enfatica delle musiche del Maestro) e poi SQUASH!: un finale lunghissimo e prolisso che ti sembra di aver distrattamente schiacciato “pause”. Eppure la lezione di Franco Cristaldi, che ti fece beccare un Oscar con Nuovo Cinema Paradiso, avresti ormai dovuto assimilarla da tempo.
Non siamo ai livelli soporiferi dell’epilogo del Pianista sull’Oceano o dell’Uomo delle stelle, ma sicuramente questo La sconosciuta poteva venir molto bene se tagliato un po’.
Si tratta di un noir, per cui sto attento a non svelare il finale a chi non l’ha ancora visto, e mi limito a dire che tutta la prima parte del film, in cui ti sei preoccupato di fornire elementi per capire chi è e cosa vuole la sconosciuta Irina, è un capolavoro di regia e sceneggiatura. Quei flashback crudi e brevissimi, quasi subliminali, sono davvero sorprendenti, e mi hanno piacevolmente ricordato il gioco simile da te fatto in Una pura formalità.
Complimenti, comunque, per la scelta degli attori. Non tanto per gli onnipresenti Buy, Favino e Placido impegnati a livello di cameo, quanto per la Degli Esposti e Claudia Gerini (grazie soprattutto per quel secondo di uscita dalla vasca) che si confermano attrici alle quali il cinema dovrebbe rivolgere più attenzione.

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20 ottobre 2006

La sconosciuta

Non voglio leggere niente di questo film prima di vederlo. Ci tengo troppo al ritorno di Tornatore.
Voglio un approccio puro al film, senza condizionamenti positivi o negativi che siano. Ho visto il trailer e mi è piaciuto per quel suo essere noir innanzitutto. Il chiaroscuro, le sequenze veloci, le espressioni intense e la musica mi hanno già predisposto alla visione. Adesso devo solo entrare in un cinema e farmi coinvolgere dalla storia.
Non so di cosa parla, non so se si tratta di un adattamento di un libro o di un soggetto originale. So solo che il regista di Una pura formalità ha fatto un bagno di umiltà rinunciando alle ambizioni da Oscar e si è dedicato a fare quello che sa fare meglio.
Non ditemi nulla. Come se dovessi vedere la finale di coppa del mondo registrata.
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