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06 ottobre 2016

Mine, di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (trailer)

Nelle sale italiane esce "Mine" l'attesissimo film di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro il cui trailer ha fatto molta (buona) impressione su internet.

Un film di registi italiani dall'ambizione internazionale, produzione tutta americana con Armie Hammer, Annabelle Wallis e Tom Cullen.

Del film il critico Gabriele Niola ha scritto "capace di muoversi con coscienza e intelligenza su quel crinale sconosciuto al cinema italiano che separa la necessaria ripetitività propria del genere, con l’agognata originalità dello stile." (sonovivoenonhopiupaura.blogspot.it).

Fan del film Gabriele Mainetti, regista rivelazione 2016 con "Lo chiamavano Jeeg Robot", che su Facebook scrive "Appena uscito dalla sala... continuavo a pensare: ma come cavolo hanno fatto? Chi sono questi due? Vale tutto il prezzo del biglietto e sapete quanto sia importante il primo week end".

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04 agosto 2016

Pokemon GO mania. L'instant eBook di Gabriele Niola sul gioco social della Nintendo.

Pokémon GO è ovunque: il primo videogioco per smartphone di Nintendo – sviluppato insieme a Niantic, nata da una costola di Google – in poche settimane ha avuto uno straordinario successo, si è trasformato in fenomeno di massa, in una moda che ha catalizzato l’attenzione di gran parte del mondo occidentale e che conta milioni di appassionati giocatori sostenitori e altrettanto agguerriti denigratori che lo dipingono come segno del declino della nostra società. Nel saggio che apre la prima guida italiana a questa nuova mania, Gabriele Niola offre una originale lettura di Pokémon Go come profeta di una nuova era che, in forma giocosa, ci mostra i cambiamenti che stiamo per vivere a tutti i livelli nel mondo dei videogiochi e, soprattutto, in quello che abitiamo, tra realtà virtuale, aumentata, dimensione sociale e riappropriazione dei luoghi reali che ci circondano. 
L’ebook è corredato da un’appendice con trucchi, segreti e consigli per diventare veri campioni di Pokémon GO.

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14 luglio 2014

KinemaZOne al Giffoni Film Festival

Il giorno 21 luglio 2014, Ferdinando Carcavallo sarà ospite di Maximiliano Gigliucci (Direttore Generale e fondatore, insieme al Direttore Artistico Janet De Nardis, del Roma Web Fest), di un panel al Giffoni Film Festival dal titolo “Il mercato delle web serie”. In compagnia di Gabriele Niola (giornalista e blogger esperto di new media), verranno analizzati i dati raccolti negli ultimi due anni dal Roma Web Fest indicando le eccellenze dei prodotti webnativi italiani. 
Ferdinando Carcavallo, autore di web serie di successo come Travel Companions, Il mestiere più antico del mondo e Fratelli Katano, è chiamato a rappresentare il successo nel territorio campano, di prodotti di fiction ideati per la rete e comunicati attraverso tutti i new media. 
Ferdinando racconterà la propria esperienza pioneristica nel mondo delle web serie dalle prime esperienze con l'amico Luca Napoletano fino alle sperimentazioni cinefile di Fratelli Katano. 
Il workshop si svolgerà il 21 luglio dalle 15:30 alle 17:00 nel Complesso Monumentale di San Francesco (Giffoni Valle Piana).

I Fratelli Katano

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20 giugno 2014

Fratelli Katano a Taormina: Il MacGuffin intorno al quale si muove il web

"Fratelli Katano", come già annunciato, è una delle tre webserie in concorso al Taormina Film Festival. Sono in corso le votazioni online sul sito della rivista Vogue fino al 21 giugno, giorno della chiusura del festival.
I voti online saranno sommati (o mediati) con quelli della giuria del festival e la serie vincitrice riceverà, oltre al premio, un'intervista esclusiva su Vogue.
Ma ve li immaginate i Katano su Vogue!?

Questa di Taormina è la prima "sortita ufficiale" di "Fratelli Katano" e possiamo considerarlo già un grande successo, fosse soltanto per la splendida descrizione che Gabriele Niola (responsabile della sezione web del Festival) ne ha dato sul sito di vogue.it:

L'autore di "Fratelli Katano" è Ferdinando Carcavallo (con Giuliano Castaldo), una pietra miliare delle webserie italiane, autore storico di Travel Companions (2010), una delle primissime mai uscite in Italia e tutt'ora una delle più interessanti. 
(...) Fratelli Katano" è un progetto nuovo e separato che nasce in maniera completamente diversa e con un nuovo partner: al centro della storia sempre una coppia, ma radicalmente diversa sia nelle interazioni che nei personaggi che nell'umorismo. 
Molto cinefilo e simile per surrealismo alla comicità di Antonio Rezza, Carcavallo è totalmente estraneo al giro più modaiolo delle webserie. Non solo lo è per età ma anche per contenuti, idee e appeal. 
"Fratelli Katano" è anarchica nella sua distribuzione, non ha cadenza regolare e non ha progetto (non si sa quanti episodi saranno) (http://www.vogue.it/magazine/notizie-del-giorno/2014/06/taormina-film-festival-web-series#sthash.9Cxg5QXN.dpuf)"

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10 giugno 2014

I Fratelli Katano al Taormina Film Festival


La stagione dei festival di KinemaZOne comincia con una presenza davvero inaspettata.
Uno dei più storici festival del cinema italiani, quello di Taormina, vedrà in concorso nella sezione webserie i Fratelli Katano, presidenti (autoproclamatosi) onorari di KinemaZOne.
Il festival si terrà nella cittadina siciliana, nel bellissimo teatro greco, dal 14 al 21 giugno (ci siamo quindi) e le web serie in concorso, selezionate dall'ottimo Gabriele Niola, sono tre. Oltre ai fratelli napolatani, ci saranno Edoardo Ferrario con la sua "Esami" e "Milano underground" di Giovanni Esposito. In occasione del festival verrà proiettato, assieme ad altri, anche un episodio inedito dei Fratelli Katano intitolato "MacGuffin" che potremo vedere sul web subito dopo la manifestazione.

La partecipazione al festival di Taormina è un traguardo che i Fratelli Katano da soli, senza il supporto della completa indifferenza degli organi di stampa, non sarebbero riusciti mai a raggiungere.

Noi di KinemaZOne, pur contenti della partecipazione dei nostri presidenti, ci auguriamo la vittoria nella sezione web di "Esami" di Edoardo Ferrario, una delle migliori e soprattutto vere web serie italiane attualmente in produzione.

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25 novembre 2013

Finisce l'IMMaginario Web Fest

di Ferdinando Carcavallo
La cosa incredibile del festival IMMaginario è che non è un festival. E’ piuttosto un viaggio in un posto, un contesto singolare in cui il pubblico incontra la cultura senza alcun filtro, senza tramiti.
Non ci sono giornalisti, troupe televisive che si intromettono tra la gente e l'arte, si sta tutti insieme in una città bellissima dove non si può fare altro, in quei giorni, che nutrirsi di cultura.
Musica, fumetti, cinema, televisione, letteratura e tecnologie. E’ tutto a portata di mano.
Dei fessi come noi, ad esempio, riescono a passare da una parte all’altra di quella invisibile (perché inesistente) linea di separazione tra palco e pubblico con una facilità e inconsapevolezza che appare surreale. Presentiamo i nostri video, ci intervistano e poi ci ritroviamo a chiedere a quel genio inarrivabile di Antonio Rezza di fare una foto insieme - e lui si prende il nostro numero di cellulare per avvertirci quando sta per arrivare a Napoli.
Salutiamo Pasquale Lillo Petrolo e lui si ferma a raccontarci come nasce la comicità di Lillo e Greg, le parodie, i balletti, i retroscena delle produzioni radio e tivvù.
Il trio Medusa ci vede mentre ci facciamo la foto con i “geni delle web serie” de La Buoncostume e pretendono di farla anche loro. Nell’aspettare un incontro che inizia in ritardo ci accomodano su un palco del Morlacchi ad ascoltare un pianista (Guidi) che accompagna le immagini di classici del muto. E come se non bastasse tutt’intorno c’è Perugia. Abbiamo vinto tutti qualche cosa di davvero unico, insomma. In particolare, tra le web serie, qualcuno si è portato a casa anche un premio: 

 - Miglior Webseries: The Usher, di Chiara De Caroli e Andrea Galatà
 - Miglior Regia: Run Away, di Riccardo Cannella
 - Miglior produzione: Gli Abiti del Male, di Andrea Sgaravatti e Guido Geminiani
 - Menzione speciale: Le cose brutte, di Ludovico Bessegato
 - Miglior attori: The Pills
 - Miglior soggetto/sceneggiatura/storia originale: La Buoncostume
 - Miglior architettura interattiva e sistema social: The Usher, di Chiara De Caroli e Andrea Galatà
 - Premio del pubblico XL Repubblica: Tris, di Corrado Doni

Oltre a tutto ciò, l'IMMaginario è stata anche l'occasione per incontrare da vicino e conoscere le nuove incredibili produzioni dei Licaoni, di Federico Sfascia (I REC U è prossimo ad uscire dall'oscurità), della già citata Buoncostume e della nuova stagione dei The Pills, che saranno pure onnipresenti in ogni dove si parli di web serie, ma meritano davvero attenzione. Forse ha ragione Valsecchi -  come riportato da Gabriele Niola durante una dettagliata cronostoria delle web serie - quando li paragona al fenomeno Nanni Moretti degli anni '70.


E poi c'erano i soliti cazzari...

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13 gennaio 2011

Da Napoli a Los Angeles

di Gabriele Niola (Punto-Informatico.it)

Situazioni surreali a bordo di un'auto, pillole di improvvisazione incardinate su una sceneggiatura solida. Travel Companions è una serie italiana che piace anche negli USA


Roma - Qualche anno fa Chris Anderson, l'uomo della coda lunga e il direttore di Wired US, in mezzo ad un articolo lunghissimo scriveva, senza dargli troppa importanza, due righe che sono rimaste impresse a molti per l'evidente acume profetico. In quelle righe descriveva un probabilissimo scenario futuro in cui, tenendo ferma l'evoluzione dei mezzi di produzione (più economici e più professionali) e di distribuzione (ubiqui e per tutti) caratteristici del connubio rete e tecnologie digitali, tutti gli abitanti del Pianeta nel corso della vita avrebbero, in media, scritto un libro, composto una canzone o girato un film. L'idea non era solo che produrre è più facile e distribuire ancora di più, ma che è in atto un cambio di mentalità tale da declinare quelle forme di produzione in versioni più spartane (ma non per questo meno valevoli!) e quindi alla portata di tutti, anche di chi non faccia questo di lavoro.

In seguito l'allora inesistente produzione audiovisuale per la rete ha puntualmente preso anche questa direzione oltre a quelle più pulite, patinate e professionali. Neanche a dirlo, è la sua dimensione più selvaggia e interessante. Abbiamo visto le disavventure di Scotty (girate di straforo), le idee di Willwoosh (realizzate, almeno inizialmente, nel tempo libero) e addirittura progetti che professionisti del cinema e della tv hanno realizzato nel tempo libero.

E proprio quella della produzione nel tempo libero da parte di persone che solitamente hanno un altro lavoro è una scelta talmente radicata e sensata, nel mondo delle serie per la rete, che anche prodotti solo apparentemente da dilettanti e realizzati per se stessi sono estremamente valutati. A dimostrarlo è il successo internazionale di Travel Companions, una serie italiana arrivata ormai alla seconda stagione che pare essere apprezzata anche oltreoceano.

La serie, a metà tra preparazione e improvvisazione, ha al centro due colleghi di lavoro che condividono un'auto e ogni mattina vanno al lavoro insieme. Ferdinando Carcavallo e Luca Napoletano interpretano più o meno se stessi in piccoli sketch finzionali, alle volte anche totalmente surreali, che come si conviene hanno un tono comico e spesso sono talmente brevi da risultare estremamente diretti e sinceri.
Contrariamente a molti prodotti ben più blasonati, pubblicizzati e sbandierati, Travel Companions ha il suo punto di forza in due elementi fondamentali nei prodotti seriali: recitazione e scrittura. Con il minimo della messa in scena (sempre più una caratteristica determinante delle serie per la rete), un'inquadratura fissa sempre uguale, uno scenario immutabile e pochissime apparizioni di personaggi che non siano i due protagonisti, la serie si presenta povera ma è decisamente più raffinata di quel che sembri. Il misto di sceneggiatura, canovaccio e improvvisazione, il modo in cui in pochi minuti (spesso meno di due) si riesce a fare un piccolo racconto (grottesco o non) sono caratteristiche da cinema e pur proibendosi molti artifici di linguaggio filmico per la fissità della scena, Travel Companions è un prodotto più sensato di quel che possa sembrare a prima vista.

Se n'è accorto il canale satellitare Comedy Central (122 di Sky), che ne manderà in onda alcuni episodi, e soprattutto se ne sono accorti a Los Angeles dove hanno selezionato la serie dei due napoletani per l'edizione 2011 del Los Angeles Web Series Festival. I due compagni di viaggio infatti hanno diffuso con dovizia il verbo del loro prodotto (caratteristica ancor più rara nei prodotti per la rete): le due stagioni della serie, ognuna costituita da una decina di episodi distribuiti a partire da maggio scorso, sembrano aver avuto buona presa oltreoceano dove prodotti simili di certo non scarseggiano e dove questo tipo di umorismo e di situazione narrativa è una consuetudine stabilita come dimostra il successo che da anni riscuote una serie formalmente molto vicina a Travel Companion come The Elevator.
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