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20 dicembre 2012

06 giugno 2012

Django Unchained, di Quentin Tarantino (trailer)

Ecco uno dei trailer più attesi dell'anno. Si tratta di "Django Unchained", il western di Quentin Tarantino che dovrebbe approdare nei cinema prima della fine dell'anno. Christoph Waltz, Leonardo di Caprio e Jamie Foxx sono le star accreditate, mentre non si contano i rumors sulle partecipazioni di altri notevoli attori (tra i quali Franco Nero e Willy Smith).
Ieri alcune immagini sono state già diffuse da uno spot di ETOnline.com.
Oggi arriva il primo trailer ufficiale. Il divertimento comincia...
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24 febbraio 2012

Django Unchained: 'sto benedetto western di Quentin Tarantino

Procediamo con ordine. Di un western fatto da Tarantino se ne parla dal 2007, anno in cui Quentin partecipa come attore al film giapponese “Sukiyaki Western Django”
Nel 2009 arriva “Bastardi senza gloria” (che del western ha tutto tranne cavalli e cowboy) e subito dopo si riparla del progetto di un western del sorprendente regista americano e gli si dà anche un titolo in cui ritorna il nome Django ed è etichettato subito come uno spaghetti western (“Django” è un film western di Sergio Corbucci del 1966). 
La notizia ha una certa ufficialità. Su IMDB compare la scheda del film con un nutrito cast e la trama, le prime foto dal set compaiono sulla rete e ci si sbilancia anche in una data di uscita che negli USA dovrebbe essere il giorno di Natale 2012, mentre per l'Italia bisognerà aspettare il 4 gennaio 2013.
Succede poi che Franco Nero (protagonista del film di Corbucci del 1966), in una conferenza stampa di luglio si lascia scappare due parole, “western” e “tarantino”, ma non riferendosi ad una sua partecipazione al Django Unchained, bensì ad un cameo del regista americano nel prossimo film diretto dell’attore italiano dal titolo “L’angelo, il bruto e il saggio”. Si tratta di un omaggio di Franco Nero agli spaghetti western e Sergio Leone in particolare; un progetto, quindi, che dal punto di vista motivazionale risulterebbe un doppione di quello tarantiniano. 
In tutto questo bailamme, tipico degli hype che da sempre accompagnano la lavorazione dei film di Tarantino, oggi su web si trovano tantissime (e bellissime) locandine non ufficiali più una famigerata presunta prima pagina del copione autografato dal regista (come per Inglorious basterds).

Il film non c'è ancora, ma lo spettacolo è già cominciato.
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27 giugno 2011

Cars 2

di Ferdinando Carcavallo

Per quanto Saetta McQueen fosse l’eroe del primo episodio, Cars era un film corale.
In questo secondo capitolo si ritrovano quasi tutte le auto, tranne Doc e lo sceriffo, ma il protagonista semi-assoluto della storia è Carl Attrezzi, ma già con i CarsToons (Le incredibili storie di Carl Attrezzi) usciti in DVD si era capito che la Pixar puntava su questo personaggio per un eventuale rilancio del marketing. Sì perché Cars 2 è proprio un grande spot per la miriade di gadget (giocattoli, vestiti, videogiochi, oggetti da collezione) che stanno inondando il mercato già da alcuni mesi. Consci di questo, ci si può approcciare alla visione del film e godersi lo spettacolo, ma solo quello.
Dimenticatevi le sottotrame sentimentali del primo Cars, la profondità dei personaggi e le battute indimenticabili. Impostato su una trama di piatto film di spionaggio, Cars 2 è un piatto film di auto che corrorno, anche se una sottotrama ecologista (i eco-carburanti, le energie rinnovabili, l’ostruzionismo delle compagnie petrolifere) c’è ma non mancava nel primo film, e forse anche in maniera più efficace.
Dal punto di vista visuale niente di eccezionale (nel 2D), a parte la ricostruzione delle città europee davvero perfette. Le scene di corsa (tantissime!!!) per le strade di Londra sono eccezionali per il loro realismo, ma quelle sulla pista non hanno niente a che fare con la vertiginosità delle Piston Cup di Cars (ricordate le pietrine sull’asfalto che saltavano al passaggio delle auto?).
Due parole sui doppiatori italiani. Siani (che doppia l’auto da corsa italiana Francesco Bernoulli) all’inizio disorienta per la sua napoletanità eccessiva (non si tratta di cadenza o accento, ma proprio dialetto) ma poi si amalgama bene al contesto. Resta il fatto che un pilota di Formula 1 di Forcella è abbastanza incredibile.
Il cameo della Loren è abbastanza inutile, più azzeccato Franco Nero (Zio Topolino), ottima la Cortellesi, buone le conferme di Messeri (Cricchetto), Manfredi (Saetta), Ferilli (Sally) e le “tre” battute di Della Noce (Guido). Poi ci sarebbe Tiberio Timperi, ma non ci farete caso.
In definitiva, non è un film all’altezza egli ultimi Pixar, ma comunque da vedere per chi ama i personaggi.
Motori poco ruggenti.
Voto negativissimo senz'altro per il cartoon introduttivo con i protagonisti di Toy Story 3. Inutile, superficiale e pure fatto male (proprio così!).

P.S. Il personaggio di Doc Hudson non compare in questo secondo capitolo in quanto “scomparso”, ma c’è un museo in sua memoria. Si tratta di un tenero omaggio a Paul Newman che doppiava Doc nel primo film.
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