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11 giugno 2021

Sei gradi di SeparaZOne 1: da Fantozzi a Nomadland



La teoria dei sei gradi di separazione in semiotica è un'ipotesi secondo la quale ogni persona può essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di 5 intermediari.

Proviamo ad applicare la teoria al cinema trovando relazioni tra film apparentemente distanti.


FANTOZZI

1. FANTOZZI. Se questo è uno dei film comici più divertenti del secolo scorso lo si deve ad un mix di talenti che si sono uniti nella produzione.
Parliamo naturalmente di Paolo Villaggio, del regista Luciano Salce ma anche del compositore Fabio Frizzi che regalò al film una ballata memorabile.
La carriera di Fabio Frizzi è costellata di successi e perle soprattutto per la sua collaborazione con il regista Lucio Fulci per il quale compose le colonne sonore di quasi tutti i film, una delle più celebri sicuramente quella di SETTE NOTE IN NERO.



SETTE NOTE IN NERO


2. SETTE NOTE IN NERO è uno dei più bei film di Lucio Fulci, ispirato al romanzo "Terapia mortale" di Vieri Razzini e al racconto "Il gatto nero" di Edgar Allan Poe. Il film racconta una storia di omicidi e visioni paranormali con un carillion rivelatore che ripete sempre una melodia di sette note. Il tema inquietante di "Sette note in nero" composto da Fabio Frizzi è diventato così celebre nel mondo che nel 2003 Quentin Tarantino lo volle utilizzare per una scena molto dura del suo KILL BILL Vol 1.



KILL BILL VOL. 1

3. KILL BILL VOL 1. In questo film, come in altri di Tarantino ("Le Iene", "The Hateful Eight") compare l'attore feticcio Michael Madsen doppiato sempre dall'ottimo Francesco Pannofino, uno dei migliori doppiatori italiani apprezzato anche come attore, soprattutto per il suo indimenticabitle Renè Ferretti di Boris.
Francesco Pannofino ha interpretato tra l'altro una delle commedie nere più riuscite degli utlimi anni, ossia OGNI MALEDETTO NATALE, scritto e diretto dagli stessi autori di Boris.




OGNI MALEDETTO NATALE

4. OGNI MALEDETTO NATALE. Film doppio in cui lo stesso cast interpreta due famiglie italiane molto diverse nella sera di Natale.

La coppia protagonista del film è composta da Alessandro Cattelan e Alessandra Mastronardi, attrice napoletana che ha lavorato anche negli USA dove ha interpretato la parte di Francesca nella seconda stagione della pemiata serie Netflix "Master of none" in cui stranamente nella versione italiana l'attrice non ha la sua voce, ma quella della doppiatrice Chiara Gioncardi che ha dato la voce anche a Rosie Reslie ne IL TRONO DI SPADE, nel ruolo di Ygritte.




IL TRONO DI SPADE


5. IL TRONO DI SPADELa serie, tratta da George Martin, è composta di ben otto stagioni in cui si sono alternati diversi registi e sceneggiatori, mentre la colonna sonora è sempre stata affidata al talentuoso Ramin Djawadi, compositore tedesco al quale la Marvel ha affidato le musiche del suo prossimo attesissimo film ETERNALS.




ETERNALS

6. ETERNALS. Il prossimo film della Marvel, che introdurrà nell'MCU una serie di nuovi eroi, è diretto da Chloé Zaho, regista cinese quarantenne con soli tre lungometraggi all'attivo di cui l'ultimo, NOMADLAND, vincitore di ben tre premi Oscar nel 2021 come miglior film, regia e attrice protagonista (Frances McDormand).


NOMADLAND



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13 gennaio 2016

The Hateful Eight, di Quentin Tarantino (recensione)

Come Federico Fellini, il buon Quentin Tarantino infila il numero 8 nel titolo del suo attesissimo ottavo film "The hateful eight" e festeggia il traguardo in compagnia degli amici più affezionati. 

Otto sono anche i protagonisti di questa storia ambientata nel selvaggio west che, per ripararsi da una imminente tempesta di neve, si rifugiano in una merceria nelle campagne del Wyoming. Si tratta di due cacciatori di taglie, in compagnia di una donna condannata a morte, un sedicente sceriffo di fresca nomina, un boia, un ex generale di cavalleria e altri due enigmatici personaggi.

Quasi completamente ambientata all'interno di questo rifugio, la storia di "The Hateful eight" si dipana nei lunghi e, come al solito, efficacissimi dialoghi. 

Pochissima azione, quindi, tante parole e molta crudeltà, in puro stile pulp. Verrebbe da dire che si tratta di un Tarantino teatrale, minimalista, ma a ben vedere gli elementi della sua "retorica" ci sono tutti: voce fuori campo, divisione in capitoli, flashback, musicalità del montaggio e tante, tantissime parolacce.

Un film che piacerà molto agli affezionati di Quentin, i quali non mancheranno di ritrovarvi elementi de "Le Iene" e "Jackie Brown", mentre potrebbero restare un po' delusi gli amanti del Tarantino delle grandi storie e dei miscugli di genere, come "Kill Bill" e "Bastardi senza gloria".

Anche se complessivamente siamo di fronte ad un piccolo gioiello, con dialoghi brillanti e attori tutti al massimo livello, c'è da dire che Tarantino non è Polanski, per cui di tanto in tanto la tensione non basta a tenere lontano lo spettro della noia.

L'epilogo, inoltre, non è di quelli che soddisfano appieno le aspettative e il sangue che scorre tra una parolaccia e l'altra è davvero tanto,ma è un film di Tarantino, cazzo! "Non è che vado al concerto dei Metallica e urlo 'Ehi, dite a quegli stronzi di abbassare il volume!'"


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30 giugno 2014

Ischia Film Festival 2014: Prima giornata.

And while we were here
Si è svolta sabato 28 giugno, nel suggestivo Castello Aragonese di Ischia Ponte, la serata inaugurale della dodicesima edizione dell’Ischia Film Festival ideato e diretto da Michelangelo Messina
Ha riscosso grande successo di pubblico la proiezione del film “Ana Arabia” del regista Israeliano Amos Gitai, al quale, è stato conferito il premio alla carriera Ischia Film Award insieme alla targa in bronzo inviata dal Presidente della Repubblica che ogni anno viene consegnata all’ospite più prestigioso del Festival. 
"Sono davvero felice di essere qui ad Ischia perché è un’isola magica - ha dichiarato Gitai -. La bellezza principale di Ischia è data dai suoi meravigliosi scorci naturali che, per registi come me, sono di grande ispirazione."
Grande è stato l’interesse per l’anteprima assoluta del corto documentario “Bill de Blasio. Un sindaco in comune” di Daniela Riccardi che narra la storia di Bill De Blasio, americano originario di Sant’Agata dei Goti, divenuto sindaco di New York: il primo sindaco democratico dopo 20 anni di egemonia Repubblicana. 
1%Ers
Di forte attrattiva sono state anche le due anteprime nazionali: “And while we were here” di Kat Coiro, lungometraggio ambientato tra Napoli e Ischia che è un adattamento letterario dei racconti della nonna di Coiro sulla seconda guerra mondiale ed ha come protagonista la bellissima Kate Bosworth, Iddo Goldberg e il giovane Jamie Blackley, ed il corto “1%Ers” di Francesca de Sola, prodotto da Quentin Tarantino e girato a Palm Springs in California, magistralmente interpretato da due nomi eccellenti come Michelle Rodriguez e Rie Rasmussen
In tarda serata, grande affluenza per la proiezione del bellissimo "ZORAN - Il mio nipote scemo" di Matteo Oleotto con Giuseppe Battiston e Roberto Citran.
L'ischia Film festival continua fino al 5 luglio.
www.ischiafilmfestval.it
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20 dicembre 2012

06 giugno 2012

Django Unchained, di Quentin Tarantino (trailer)

Ecco uno dei trailer più attesi dell'anno. Si tratta di "Django Unchained", il western di Quentin Tarantino che dovrebbe approdare nei cinema prima della fine dell'anno. Christoph Waltz, Leonardo di Caprio e Jamie Foxx sono le star accreditate, mentre non si contano i rumors sulle partecipazioni di altri notevoli attori (tra i quali Franco Nero e Willy Smith).
Ieri alcune immagini sono state già diffuse da uno spot di ETOnline.com.
Oggi arriva il primo trailer ufficiale. Il divertimento comincia...
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24 febbraio 2012

Django Unchained: 'sto benedetto western di Quentin Tarantino

Procediamo con ordine. Di un western fatto da Tarantino se ne parla dal 2007, anno in cui Quentin partecipa come attore al film giapponese “Sukiyaki Western Django”
Nel 2009 arriva “Bastardi senza gloria” (che del western ha tutto tranne cavalli e cowboy) e subito dopo si riparla del progetto di un western del sorprendente regista americano e gli si dà anche un titolo in cui ritorna il nome Django ed è etichettato subito come uno spaghetti western (“Django” è un film western di Sergio Corbucci del 1966). 
La notizia ha una certa ufficialità. Su IMDB compare la scheda del film con un nutrito cast e la trama, le prime foto dal set compaiono sulla rete e ci si sbilancia anche in una data di uscita che negli USA dovrebbe essere il giorno di Natale 2012, mentre per l'Italia bisognerà aspettare il 4 gennaio 2013.
Succede poi che Franco Nero (protagonista del film di Corbucci del 1966), in una conferenza stampa di luglio si lascia scappare due parole, “western” e “tarantino”, ma non riferendosi ad una sua partecipazione al Django Unchained, bensì ad un cameo del regista americano nel prossimo film diretto dell’attore italiano dal titolo “L’angelo, il bruto e il saggio”. Si tratta di un omaggio di Franco Nero agli spaghetti western e Sergio Leone in particolare; un progetto, quindi, che dal punto di vista motivazionale risulterebbe un doppione di quello tarantiniano. 
In tutto questo bailamme, tipico degli hype che da sempre accompagnano la lavorazione dei film di Tarantino, oggi su web si trovano tantissime (e bellissime) locandine non ufficiali più una famigerata presunta prima pagina del copione autografato dal regista (come per Inglorious basterds).

Il film non c'è ancora, ma lo spettacolo è già cominciato.
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18 giugno 2010

Tarantino vs Kitano (Registi senza gloria)

Negli ultimi anni Quentin Tarantino è diventato la più grande superstar del cinema e il successo di Kill Bill ha riportato in auge il suo talento, tanto criticato per l'immoralità delle tematiche e per le scelte stilistiche tacciate di smodato citazionismo o di disonesto plagiarism.
Un percorso simile nella mediatizzazione è avvenuto quasi contemporaneamente a Takeshi Kitano, che ha dovuto attendere il '97 (Leone d'oro ad Hana-bi) per vedersi riconosciuta una genialità che aveva fatto il suo esordio ben otto anni prima. Kitano rappresenta oggi per il Giappone quello che significa Tarantino per gli States: uno slancio verso nuove sperimentazioni, mai sprezzanti del passato, che rimpastano il Cinema in tutte le sue declinazioni e lo configurano secondo un gusto originale. È da tale confronto che nasce questo libro: da una comparazione rinnegata dagli stessi autori ma chiara nei reciproci linguaggi e nella visione del cinema.

Tarantino vs Kitano (Sovera Edizioni, 2010, €15,00)è un libro che vuole essere innovativo nella forma e nel percorso: una duografia che traccia le caratteristiche estetiche e i temi più cari al ragazzaccio del Tennessee e al poeta-pittore stoico giapponese e indirizza il lettore verso una riflessione incondizionata sugli elementi convergenti e divergenti di due cinematografie che continuano a far discutere critici e spettatori da quasi vent'anni.

L'autrice Angela Cinicolo è napoletana e laureata in Storia e Critica del Cinema presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Redattrice del magazine on-line Movieplayer.it, ha collaborato con il free press romano Acchiappafilm e scrive per diverse webzine tra cui Close-Up.
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10 giugno 2010

Il libro su Quentin Tarantino di Moviement

di Ferdinando Carcavallo

Ogni monografia della collana MovieMent ha un colore distintivo. Il colore scelto dalla Gemma Lanzo Editore per Quentin Tarantino è il giallo, il colore della tuta della sposa Beatrix in Kill Bill nella epica scena del combattimento con gli 88 pazzi.
Questo ennesimo scritto sul regista di Knoxville ha delle particolarità interessanti che lo distinguono dalla sterminata letteratura dedicatagli dai tempi di Pulp Fiction.
Per prima cosa colpisce il fatto di avere dimenisioni e prezzo ragionevoli - da Fan-book economico - a discapito di un contenuto più che mai ricco di immagini con mini-saggi per nulla superficiali, interessanti e non scontati.
Una serie di punti di vista e chiavi di lettura che vanno al di là del mero e accademico gioco critico/analitico, bensì tutti mirati alla comprensione della grandezza dell'opera di Tarantino, a beneficio di chi ama questo artista e desidera leggere tra le righe le sue opere.
Per fare un esempio personale, non avevo mai notato prima della lettura di questo libro come fosse maniacale (in senso buono) la cura di Tarantino anche nel suono, non solo per quanto riguarda la soundtrack. Solo adesso, infatti, mi spiego il senso e l'origine di alcune strane percezioni sonore durante la visione di Kill Bill.
Altro motivo per preferire questo libro ad altri è l'internazionalità dei testi proposti, di critici e storici del cinema provenienti da più parti del mondo, cosa che per un autore come Tarantino, la cui estetica attinge dalle cinematografie delle più svariate parti del mondo, è un valore non trascurabile.

Moviement n°5 – Quentin Tarantino
A cura di Gemma Lanzo e Costanzo Antermite
Formato: 21 x 29,7
Pagine: 96
Prezzo: 12 euro
ISBN: 978.88.904002.4.7
Editore: Gemma Lanzo Editore, Manduria (Ta)
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14 maggio 2010

Moviement n°5 – Quentin Tarantino

Dopo il successo del n°4 dedicato agli Horror made in Italy, la collana Moviement dedica il nuovo numero in uscita a maggio al grande Quentin Tarantino.
Regista, attore, sceneggiatore, produttore, sponsor convinto di un’idea di cinema capace di coniugare “alto” e “basso”, i film di Godard con quelli di Lucio Fulci, Quentin Tarantino è forse l’unico e autentico total film-maker degli ultimi due decenni. Basterebbe sgranare la lista dei suoi film, da Le Iene (1992) a Bastardi senza gloria (2009), per comprendere quanto la cifra stilistica tarantiniana abbia influenzato enormemente il gusto spettatoriale delle nuove generazioni.
Se Pulp Fiction (1994) ha contrassegnato buona parte dell’estetica cinematografica (e non solo) degli anni novanta, lo stesso si può dire di Kill Bill (Volume I e 2, 2003, 2004), straordinario esempio di reinvenzione cinematografica nel riciclare in una perfetta sintesi “autoriale” le cosiddette “pratiche basse” del cinema e della cultura popolare.
Il quinto numero di Moviement cercherà di fare il punto sul fenomeno Tarantino e sulla sua arte attraverso i contributi di autorevoli studiosi italiani e stranieri che non hanno esitato a confrontarsi con un vero e proprio oggetto di culto. Disponibile nelle migliori librerie.


Moviement n°5 – Quentin Tarantino
A cura di Gemma Lanzo e Costanzo Antermite

Formato: 21 x 29,7
Pagine: 96
Prezzo: 12 euro
ISBN: 978.88.904002.4.7
Uscita: Maggio 2010

Editore: Gemma Lanzo Editore, Manduria (Ta)

Moviement Magazine Web

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