27 settembre 2007

Next di Michael Crichton

di Ferdinando Carcavallo

Uno come Michael Cricthon, il cui immaginario è popolato di dinosauri redivivi, geni impazziti, scenziati senza scrupoli e viaggi nel tempo senza ritorno, cosa sognerà la notte? Probabilmente nulla perchè scarica tutte le fobie sui masochisti lettori. Ma per essere lettore di Crichton non basta un'elevata soglia di resistenza alla paura, ma occorre anche una certa predisposizione alle tematiche scientifiche che lo scrittore americano è abituato ad approfondire con uno zelo pari, forse, solo al nostro Umberto Eco. A differenza dei colleghi best seller come Follet e Brown, infatti, Crichton ha l'abilità di presentarci i suoi scenari fantastici in maniera convincente, dandoci motivazioni scientifiche che (apparentemente) sembrano inoppugnabili. Certo un paradosso di fondo c'è sempre, anche evidente, ma viviamo tempi in cui il concetto di impossibile è in via di ridefinizione per cui scrittori fantastici come Crichton potremmo considerarli dei veggenti.
Next è un gene-thriller scritto apposta per il cinema, anche se per il momento non ci sono notizie su un'eventuale trasposizione (il film Next con Nicholas Cage è tratto da un racconto di Philip K. Dick). Senza rivelare troppo sulla storia, Next racconta di un intrigo scientifico-industriale al cui centro c'è un'azienda chiamata BioGen che non si fa scrupolo di utilizzare i geni umani per realizzare prodotti farmaceutici dagli effetti meravigliosi, ma non prettamente benefici.
Proprio per il fatto che lo stile science-thriller di Crichton oggi abbia fatto scuola e creato proseliti sia in letteratura che nel cinema, per quanto ben congegnate, le storie parallele di Next hanno tutte quel non so che di già letto (e visto). Difficile essere originali, in effetti, in un contesto come la genetica in cui, se non tutto è possibile, sicurramente tutto è prevedibile. Ciò non toglie, però, che anche il romanzo di Crichton sia avvincente e si faccia leggere con piacere e estrema scorrevolezza. Per chi volesse andare appena un po' al di là della trama del romanzo, le ultime pagine del libro riportano una dettagliata bibliografia, ma sicuramente più gustgosi sono i "falsi" articoli di riviste scientifiche riportati qua e là nel corso della narrazione.

Il sito ufficiale di Michael Crichton
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22 settembre 2007

18 settembre 2007

Facciamoci una Fiction

Il mensile Fiction TV, il magazine dedicato ai serial televisivi diretta da Franco Forte, ha dato vita da qualche mese all’iniziativa SCRIVI LA TUA FICTION IDEALE, che prevede la selezione e la pubblicazione sul giornale delle migliori idee riguardanti la realizzazione di una serie televisiva. I soggetti migliori (che possono essere brevi riassunti di ciò di cui tratterebbe la serie televisiva, o anche brevi racconti con ambientazioni e personaggi collocati in questo universo narrativo per la tv) vengono pubblicati in una apposita sezione del giornale, e letti da decine di migliaia di lettori, fra i quali praticamente tutte le società di produzione televisiva e cinematografica d’Italia.
La pubblicazione del soggetto su Fiction TV, a fini legali, vale più del deposito dell’idea presso la SIAE, poiché stampata e certificata dalla data di pubblicazione della rivista.
Per partecipare all’iniziativa SCRIVI LA TUA FICTION IDEALE bisogna seguire le seguenti modalità:

1) Scrivere il soggetto per una fiction che piacerebbe vedere in televisione. Può essere una semplice descrizione di come dovrebbe essere strutturata, con quali personaggi e in quale contesto, oppure un breve racconto che abbia scenario, trama e personaggi dedicati alla tua fiction ideale. Lunghezza massima del testo: una cartella dattiloscritta da 2000 battute, spazi vuoti compresi.
2) Allegare al soggetto/racconto tutti i dati personali(nome, cognome, residenza, telefono, indirizzo mail)
3) Compilare il modulo che si trova sulla rivista Fiction TV, ritagliarlo e spedirlo in originale alla redazione, insieme al soggetto.

Ogni mese la redazione di Fiction TV leggerà i soggetti/racconti pervenuti, e poi deciderà quali pubblicare sul primo numero utile del giornale.

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03 settembre 2007

Il rabdomante al cinema

Dopo una serie di presentazioni e importanti riconoscimenti il film del regista Fabrizio CattaniIl Rabdomante” arriva al cinema, uscirà dal 7 settembre in 15 città,la prima al Cinema Fiamma di Roma alla presenza dei protagonisti e gran parte del cast (ndk: a Napoli esce il 14 settembre, cinema Filangieri).

La parola d’ordine è coraggio: coraggiosa è la scelta di essere indipendenti e di autoprodursi attraverso la formula di The Coproducers e coraggiosa è la scelta di parlare di due temi attuali e scottanti, la siccità ed il commercio dell’acqua.

Protagonisti il materano Pascal Zullino, premio come miglior attore al Clorofilla Film Festival 2007, e l’ungherese Andrea Osvart, che vedremo nel prossimo film dei Vanzina.

Girato fra Bari e Matera racconta dell’amore fraterno fra Felice e la giovane Harja che fa da sfondo ad una storia di malavita e di sfruttamento, dove il futuro dei destini è affidato all’elemento primario da cui nasce la vita. “Abbiamo voluto parlare della vita di due persone sole e sfortunate -dichiara Cattani- diverse perché vengono da mondi geograficamente distanti, esposti fin da piccoli ad una violenza disumana ma nonostante questo capaci di trovare l’uno nell’altra la possibilità di sperare in qualcosa di diverso. Questa per me è la vera solidarietà” Il film è affiancato da due associazioni, il Forum Italiano dei Movimenti per L’Acqua e UnAltroMondo onlus, a testimoniare quanto siamo importanti oggi i problemi legati all’acqua come la privatizzazione di quella pubblica, l’aiuto necessario ai paesi che non ne hanno e l’educazione contro lo spreco. Le musiche originali del film sono di Louis Siciliano ed edite dalla Warner Chappel Music.

http://www.ilrabdomante.info/
ilrabdomante.blogspot.com

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01 settembre 2007

Nero bifamiliare

di Ferdinando Carcavallo

Non possiamo certo dire che questa prima prova da regista del cantautore Federico Zampaglione sia un'opera particolarmente originale. Forse volutamente, Zampaglione ha miscelato in questa commedia nera tutti gli stereotipi ed elementi tipici del genere, dalla scrittura dei personaggi (il portiere impiccione napoletano, il burino ricco ciociaro, il medico psicopatico, il cinico finanziatore milanese) fino alla trama a metà strada tra "L'erba del vicino" di Joe Dante e "L'Inferno" di Chabrol. Questo non significa che Nero bifamiliare non sia un film piacevole. Tra l'altro credo che proprio la regia dell'esordiente Zampaglione sia la cosa migliore del film, anche perchè, diciamolo, ci vuole poco a rendere le scene intertessanti quando vi piazzi dentro una donna come Claudia Gerini.
Come era da aspettarselo, Zampagliore fa molto affidamento sulla suggestione della colonna sonora più che su dialoghi e recitazione per raggiungere i suoi scopi, ma da apprezzare è anche il modo con cui il regista è riuscito a fare un'opera omogenea con una rosa di personaggi tutti molto coloriti.
La scena migliore, dal punto di vista dell'impatto emozionale, è sicuramente quella della sera della finale dei mondiali con un montaggio serratissimo degli interni delle case del comprensorio. Un crescendo adrenalinico fino al disastroso/vittorioso epilogo.

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La cena per farli conoscere

di Ferdinando Carcavallo

Pupi Avati è uno di quei pochi registi sui quali si va sul sicuro. Difficile che faccia qualcosa che non gli riesca pienamente o che cerchi di andare al di là della propria sensibilità. Un autore che tuttora può permettersi di non adattatarsi al mercato e nemmeno adagiarsi sui propri successi. Ultimamente è particolarmente prolifico. Dopo "Il cuore altrove" sono arrivati a raffica "La rivincita di Natale", "Ma quando arrivano le ragazze" e "La seconda notte di nozze", tutti film egregi e che mi hanno sorpreso innanzitutto per l'intelligenza con la quale Avati riesce sempe a sfruttare i propri attori (anche se non capisco perchè li fa recitare sussurrando...).
Con questo "La cena per farli conoscere" ancora una volta il regista bolognese muove i fili del burattino (splendido) Abatantuono, da lui stesso sdoganato dalla commedia vacanziera ben 21 anni fa. Il film è perfetto nella regia e nella fotografia, non stanca mai (a parte quel problemino della voce afona, ma forse è una mia fisima) e arriva anche a divertire con toni da commedia nella scena principe della cena accennata nel titolo. Molto ben riuscite le caratterizzazioni di tutti i personaggi, compreso quello interpretato dall'ex ragazzo della 3C Fabio Ferrari, che dopo lunghi e difficili trascorsi personali forse adesso potrebbe avere un meritato momento di gloria.
Al meglio, oltre Diegone, la stagionata (nel senso artistico) Francesca Neri.
Da vedere, soprattutto per chi va al cinema per passione e non solo per svago.

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28 agosto 2007

Sweeney Todd: Il ritorno di Tim Burton

Quasi un anno fa lo annunciammo ed oggi è una realtà. La realizzazione del nuovo film di Tim Burton con Johnny Depp è terminata e già è stato presentato in preview alla stampa. Si tratta di Sweeney Todd: The Demon Barber, tratto da un musical di Stephen Sondheim e Hugh Wheeler del 1979 che racconta la storia di Ben Barker, un barbiere londinese che in piena epoca vittoriana pratica lo sgozzamento dei propri clienti per poi preparare dei gustosi pasticci di carne assieme all'amata consorte.
La storia macabra e l'ambientazione gotica dell'Inghilterra del XIX secolo sembrano andare a pennello con lo stile burtoniano, anche se inizialmente il progetto doveva essere portato avanti da Sam Mendes.
Il film uscirà negli USA l'11 gennaio 2008, e probabilmente quasi in contemporanea qui da noi, mentre una prima uscita elitaria è prevista il 21 dicembre 2007. Chissà quale sarà la geniale traduzione italiana del titolo.

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23 agosto 2007

Coristi per caso

Coristi per caso (2007)

regia
Ferdinando Carcavallo

musica
Oskjarik MacroJhai;gnoc'

durata
2,00 min

Trama:
L'incomunicabilità genera solitudine. Due uomini maturi, almeno all'anagrafe, cercano di ritrovarsi in un contesto armonico attraverso la sincronia di una semplice cantilena. Ma la abitudine a fare da soli e la tendenza all'individualismo rendono impossibile qualsiasi tipo di intesa.

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Ti piace Argento?

di Ferdinando Carcavallo

Manca poco, ormai, all'uscita nelle sale di "La terza madre" (31 ottobre), il film di Dario Argento che dovrebbe riabilitare il regista cult italiano dopo una serie di deludenti lavori degli ultimi dieci anni.
RaiDue non trova di meglio da fare che mandare in onda venerdi sera (24 agosto), in prima serata, "Ti piace Hitchcock?", il peggior film in assoluto del regista romano, realizzato nel 2005 e fortunatamente passato finora sotto silenzio (fu distribuito solo per Home Video).
Una scelta davvero discutibile, in quanto l'inevitabile delusione degli spettatori potrebbe funzionare da deterrente per l'imminente uscita cinematografica, che almeno nelle premesse sembra essere un opera ispirata. Inoltre, l'estrema bruttezza di "Ti piace Hitchcock?" mette ingiustamente in ombra un bravo attore come Elio Germano (allora esordiente) che in tutte le altre occasioni è stato bravissimo.
La mia recensione del film datata 2005:

Questa opera prima dell'esordiente regista romano Dario Argento ha in se qualcosa che fa ben sperare per il futuro. Certo, molta ne deve fare di esperienza il giovane cineasta per arrivare a dei livelli soltanto paragonabili a quelli che sembrano chiramente essere i suoi modelli di riferimento, ossia il maestro citato nel titolo, De Palma e Romero. Soprattutto il giovane Dario (filgio del produttore Claudio) deve lavorare sulla scelta degli attori, che sicuramente con un budget adeguato non saranno più un problema. Il vezzo di girare in inglese non è di per se un problema, a patto di affidare il doppiaggio ad una equipe di professionisti che abbiano fatto qualcosa in più del doppiaggio di filmetti porno. Altra materia da curare di più è sicuramente l'intreccio. Ma col tempo il ragazzo capirà che buttare in faccia al pubblico assassino e movente alla prima scena non è una mossa che giova alla suspence. Infine, quando alla scuola di cinematograia avrà seguito un corso di fotografia, sicuramente l'utilizzo delle luci sarà materia per lui più malleabile.
Le premesse per una carriera discreta ci sono, insomma. Magari, tra una decina d'anni ce lo ritroviamo ad affiancare i Masters of Horror internazionali, ma forse corriamo un po' troppo.
Per finire occorre rispondere alla domanda: si mi piace Hitchcock, ma a te che t'ha fatto?
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